Il Downshifting è una Questione di Numeri

Il Downshifting è una Questione di Numeri
downshifting numeri

Proprio questa settimana, solo su questo blog abbiamo superato l'incredibile numero di 10.000 messaggi. Quando mi imbatto in questi dati è come se improvvisamente risalisse in me tutto il peso delle responsabilità di ciò che scrivo, ed è per questo che mi sforzo sempre di spiegare bene come stanno le cose.

Per non illudere le persone ed evitare di raccontare favolette che poi rischiano di trasformarsi in incubi, ho sempre ritenuto importante sottolineare come il downshifting (noi lo chiamiamo più propriamente semplicità volontaria) sia praticabile solo attraverso i numeri.



Il Downshifting è una Questione di Numeri


Ed è giusto che  l’attenzione di tutti, quando si trattano questi temi, cada sul ruolo che il denaro gioca. Chiedersi “Come si fa a vivere con poco”, e “Dove li prendo i soldi se non lavoro” non solo è lecito, ma essenziale, perché si devono mandare i figli a scuola, pagare le bollette, mangiare. Anche se per me sarebbe più semplice e “romantico” dire: “il denaro non conta, ci sono cose più importanti” è meglio se evitiamo di prenderci in giro e ci parliamo chiaro: viviamo in un mondo dove il denaro è necessario e, non so voi, ma io devo ancora incontrare qualcuno che non lo utilizza, nemmeno in minima parte. Lo sapete, io stesso, pur vivendo senza consumare nulla che non sia strettamente necessario, e passando ore e ore ad autoprodurre, ne ho bisogno.

Dunque non esiste downshifting che non contempli un’attenta gestione del denaro, che tipicamente si traduce in una riduzione del suo utilizzo. Questo cambiamento è sostanzialmente una semplificazione generalizzata della propria vita, il che significa automaticamente spendere meno.

Tutto questo per chiarire che nel downshifting il modo più facile di fallire è non pensare al denaro. Può sembrare paradossale, ma per riuscire ad allontanarsi efficacemente dal denaro serve studiare attentamente come riuscire concretamente a farne a meno e questo si fa esclusivamente attraverso conteggi precisi. Se poi ci spingiamo verso il complicato percorso di smettere di lavorare, questo aspetto è ancora più importante perché senza lavoro non entrano soldi, mentre una quantità minima è sempre necessaria.

Ecco perché il downshifting si attua con successo solo se si valutano bene i numeri. Potremmo essere fortunati, avere già molto denaro, nessun debito e quindi non doverci preoccupare di questo aspetto, ma per tutti i rimanenti comuni mortali, se dicessi di non preoccuparsi dei numeri gli starei indicando solo la strada verso il suicidio.

Non dobbiamo mai fare l’errore di credere che andrà tutto bene e che i soldi non sono necessari; non andrà tutto bene, se non valutiamo tutto attentamente sarà un inferno. Il downshifting si realizza a piccoli passi, prima va valutato con attenzione di quanto denaro abbiamo bisogno per vivere, poi come possiamo ridurlo ulteriormente cambiando la nostra quotidianità e infine capendo come si possa trovare (in modo alternativo) quel denaro. Poche balle: le bollette vanno pagate e, nonostante l’autoproduzione più spinta, una parte di cibo e cose vanno acquistate, a meno che non siamo pronti ad andare a vivere sotto un ponte e mangiare alla mensa dei poveri.

Dunque state molto attenti: anche se quello che racconto e mostro nei miei articoli e nei miei video può indurre a pensare che tutto questo sia estremamente semplice e che non serva preoccuparsi troppo del denaro, in verità senza un’attenta analisi dei numeri, il fallimento è praticamente certo.

E questo ragionamento vale praticamente in ogni campo della nostra vita: se incontrate qualcuno che vi racconta una bella favoletta, ma poi dal punto di vista numerico le cose non tornano, semplicemente non ci dobbiamo fidare e non dobbiamo basare le nostre scelte su quello che dice. Questo è il motivo per cui cerco di passare sempre attraverso i numeri, perché di quello che vi racconto possiate fidarvi. E’ meno affascinante, certo, è più complicato, certo, fa vendere meno, certo, ma è l’unica strada.

9 commenti:

  1. Cia Francesco , io posso dare la mia esperienza, magari può essere d'aiuto. Io ho smesso di lavorare ma per costrizione diciamo così: dalla sera alla mattina siamo stati tutti licenziati. La crisi.... E tutte ste storie , in realtà l'obiettivo era esternalizzare ma ha poca importanza. Ho iniziato con un foglio Excel.....si, scrivere tutte le spese, dalle più piccole alle più grandi. Così, in breve tempo, ho compreso dove potevo risparmiare, anche cifre notevoli, senza contare il fatto che, avendo più tempo libero, alcune spese ho potuto praticamente azzerarle (tipo di alimenti, donna delle pulizie, babysitter ecc ecc). Certo avevo qualche risparmio, il mio compagno lavora, seppur in proprio, ma ora stiamo meglio di prima, in termini di serenità soprattutto. Ed anche molto più liberi. Certo, vivo a Roma, non posso autuprodurre nulla, a parte il basilico.....! Ma l'importante è iniziare. Stiamo lavorando a progetti di decrescita ancora maggiore, sempre però con numeri alla mano. Buona vita. Eleonora K

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Congratulazioni.

      Elimina
    2. Congratulazioni,

      Elimina
    3. Congratulazioni. Io purtroppo vivo a Roma come te è conosco le difficoltà. Buona vita. Benedetto.

      Elimina
    4. Congratulazioni. Benedetto.

      Elimina
  2. Ciao, condivido il fatto che non sia possibile fare scelte di downshitfing senza quantificare.
    Arrancando per arrivare a fine mese, sono stato costretto a capire dove spendevo i soldi, per capire dove risparmiare. La tecnologia e` venuta in aiuto con un'App sul telefono. Io uso Andromoney, che mi e` piaciuta tra le 4 o 5 che ho valutato perche` e` gratis e permette di definire tutte le categorie e sotto categorie di cui ho bisogno.
    Poi ho cominciato a tracciare ogni singola spesa, senza nessuna eccezione (incluse le piccole mance di qualche euro ai figli, inclusi i 50 cent della macchinetta del caffe`).
    Ad un certo punto diventa una mania, tracciare tutto :-)
    All'inizio ci ho messo un po' per trovare le categorie giuste per avere dei report che avessero un senso, ma dopo 6 mesi circa mi sono assestato.
    Dopo un anno sapevo cosa spendevo e come lo spendevo, e di conseguenza dove poter tagliare. E` stata una sorpresa leggere i report, a volte inaspettata.
    Adesso, quando sento qualcuno che parla di vita cara, provo a fargli qualche domanda sulle sue spese, e mi rendo conto che normalmente non sappiamo come spendiamo i soldi.
    Adesso sono 2 anni e mezzo che registro ogni spesa, ormai questa pratica e` entrata nella mia vita, come lavarsi e denti, e non mi pesa.
    Alla fine di tutto, sapere dove spendo i miei soldi fa parte della consapevolezza, e quindi la vivo come una crescita personale :-)

    RispondiElimina
  3. Buonasera Francesco, complimenti per il sito.
    Si fa un gran parlare su come conteggiare i soldi spesi, ma nella mia azienda riducono il personale all' osso, non pagano gli straordinari, eppure i soldi li hanno per i macchinoni aziendali e per rifare gli uffici dei dirigenti (mai per la manutenzione impianti).
    A questo punto mi chiedo perchè dobbiamo tribolare noi per mantenere i capricci di qualcuno e risparmiare sulle piccolezze anche a scapito della sicurezza.
    Francesco non so in quale ambito dell' informatica lavoravi , ma temo che avere la laurea sia stato una perdita di tempo. Un ingegnere in azienda è sempre visto come un nemico e quindi con antipatia, mai una risorsa , eppure abbiamo fatto risprmiare l'azienda! Ovvio che poi si pensa ad andarsene e mollare. Come la pensi?
    Non è facile prevedre l'inflazione , ma un conto di massima si può fare con un foglio in excel: se si fa risparmiare un' azienda posso anche pianificare i miei risparmi.

    RispondiElimina
  4. Quindi non esistono bacchette magiche! Ma che delusione...:) Senza pensare che nonostante tutta la pianificazione che ci volete mettere l'imprevisto è sempre dietro l'angolo che basta poco per fare saltare tutto che si tratti di salute, o di prole o di nuove tasse ecc ecc ecc. Buon divertimento.

    RispondiElimina
  5. Ciao Francesco, ho comprato e letto tutto d'un fiato il tuo ultimo libro. L'ho trovato molto interessante.. ho però una domanda, dove posso mettere/investire i circa 200 euro al mese che voglio risparmiare?. In banca no,a casa nemmeno.. sai consigliarci qualcosa di più sicuro?. Mille grazie.

    RispondiElimina

Sono molto felice che tu abbia deciso di lasciare un commento, la tua opinione è molto interessante per me, tuttavia prima di commentare tieni presente le seguenti informazioni:

1. Prima di fare una domanda usa il form di ricerca in alto a destra e leggi la sezione Contatti, dove ci sono le risposte alle domande più frequenti.
2. Vengono accettati solo commenti utili, interessanti e ricchi di contenuto.
3. Non linkare il tuo sito o servizio per farti pubblicità, non servirebbe, i link sono tutti no_follow e comunque il commento non verrebbe pubblicato.
3. Se il commento è offensivo (anche in modo sottile e indiretto) non verrà pubblicato.