Vivere Liberi Imparando a Fare gli Gnocchi

Piccoli gesti per vivere liberamente
Alcuni di voi ricorderanno certamente La Storia del Cambiamento di Ale che ha acquistato casa ad una trentina di chilometri da Pontremoli per vivere lontano dalla follia delle grandi città e costruire la vita vera che aveva sempre sognato. 

Storie come questa possono aiutarci e motivarci a cambiare vita, pertanto sono felice di dare nuovamente spazio ad un racconto che, partendo dalla creazione di un semplice piatto di gnocchi, ci fa comprendere l’importanza di riscoprire la manualità e ci spiega come la libertà sia composta di piccoli ma concreti gesti.



Ho fatto gli gnocchi


Il titolo è volutamente strano, ma vedrete è anche indicativo perché, beh... leggete il seguito!

Ho finalmente raccolto delle patate dall'orto, le mie prime patate, cioè le prime prodotte da una coltivazione mia e non acquistate, e subito l'idea è stata quella di preparare un bel piatto di gnocchi, seppur particolari.

Premetto che nell'orto stanno crescendo zucchine e fiori di zucca a più non posso, (me l'avevano detto e difatti è vero), ed ho scoperto anche crescere della bietola, forse residuo delle coltivazioni del precedente proprietario Quindi l'idea è stata quella di farmi degli gnocchi aggiungendo all'impasto di patate anche le zucchine, e la bietola. Non ho mai fatto gli gnocchi anche se mi piace cucinare.

I miei ricordi risalgono a “qualche anno fa”, quando avevo forse 6/8 anni: aiutavo una signora, amica di mia madre, che li faceva in casa, impastandoli sul tavolo di marmo della cucina. Io assistevo, aiutavo… ad assaggiarli e a passare la forchetta per dargli una forma simile a quelli che vedevo in televisione, ma da allora nulla più, mai più “sporcate” le mani di farina.

Ho comunque deciso di tentare e stamane mi sono messo di buzzo buono, cuocendo le patate e la bietola unita alle zucchine e poi preparando la tavola di legno ereditata con l'acquisto della casa, per l'impasto di quel che si fa, appunto in casa.



Una rapida occhiata su internet mi ha ricordato di aggiungere un uovo e poi giù di attrezzi vari, di farina, acqua e tutto il necessario. All'inizio ero abbastanza “imbranato”, ma poi lentamente sono riaffiorate le immagini di allora, quando ormai quasi 50 anni fa, bimbo curioso, assistevo al “rito” che tanto mi piaceva (beh mi piaceva più il dopo che il prima) e l'impasto ha preso via via forma e consistenza. Ho aggiunto sale e farina quanto bastava, pur senza badare alle quantità, senza seguire dosi precise, ma solo usando quell'istinto che mi suggeriva cosa fare. Non ci ho messo tanto e alla fine, cuocendo e arricchendo il tutto di parmigiano e paté di peperoncino, anche questo rigidamente “home made”, è risultato un ottimo e gustoso pranzo.

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Cosa ho imparato


Detta così la faccenda potrebbe sembrare banale, nulla più che un esperimento culinario riuscito, ma riflettendo ho realizzato che per confezionare questo bel pranzetto ho acquistato al supermercato solamente il parmigiano, la farina e il gas per cucinare, nient’altro.

Tutto il resto è frutto della mia prima annata di libertà.

La soddisfazione non è stata quindi nel fare gli gnocchi buoni, quanto nel vedere il piccolo e semplice ma sostanzioso passo, che dopo 11 mesi mi osservo fare.

Ho capito che la libertà non è una parola, la libertà è qualcosa che va vissuto e va costruito ognuno a sua maniera, con i propri tempi e secondo un percorso assolutamente personale, ma giorno dopo giorno e constatare come pian piano ci si affranchi da un sistema che ci vorrebbe tutti asserviti al “vivi, lavora, spendi e muori”, concedendoci solo rari momenti di distrazione che servono a farci svolgere le quattro funzioni di prima in modo più efficiente. Tutto questo dà una sensazione incredibile ed indescrivibile, una forza che nasce dalla riscoperta di capacità perdute, dal realizzare che si può essere indipendenti dal sistema attraverso gesti semplicissimi da compiere ogni giorno.

Tutto questo ci fa sentire bene dentro e ci permette di amare realmente il vivere in se stesso!

Questa è libertà


Allora s’incomincia a vedere la vita con occhi diversi e a riscoprire opportunità di compiere gesti che ci permettono di vivere liberamente. La libertà è fatta di tante piccole cose e di altrettanti piccoli passi, come arricchire il vialetto della propria casa realizzando uno steccato con pezzi di tronchi abbandonati dai taglialegna perché ritenuti inutili.



Tutto questo è poco se misurato con i canoni del mondo consumistico, ma al contrario, ha un valore immenso se misurato ascoltando dentro di se, osservandoci nel nostro stato d'animo e dando importanza a questi piccoli gesti, invece che prestare attenzione ai soliti risultati materiali che siamo stati abituati ad inseguire.

Questo, a qualsiasi età lo si realizzi, è qualcosa che si chiama Vivere, e ne vale sempre la pena!

9 commenti:

  1. Questa è una grande libertà! Provo la stessa sensazione quando stendo la sfoglia per fare la pasta!
    Però, c'è un però... Che fare se la tua compagna ti preferiva quando eri un manager rampante? Non è facile, credetemi.

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    1. @anonimo:
      Non condividere le stesse idee con il partner è un problema. Digli che ti stai preparando per quando il mondo si fermerà! Anche i manager dovranno rimboccar si le maniche! Ciao!

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    2. lasciala subito!!!

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  2. Quindi hai 56-58 anni?! La foto è quando avevi 30 o smettere di lavorare ti mantiene così giovane? !!

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    1. Questo articolo è di Alessandro che ha cambiato vita a 50 anni e ogni tanto ci racconta come vanno le cose nella sua nuova casa di campagna :)

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  3. E allora bravo Alessandro! Spero di poter cambiare anch'io la mia vita il prima possibile... con o senza gnocchi! (Che hanno davvero un ottimo aspetto, complimenti :-)
    Manu

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  4. Ciao Francesco. Complimenti per il tuo ottimo blog! Ti scrivo per chiederti un attimo aiuto. Ho acquistato un dominio su aruba (1 Dominio + Gestione DNS) per fare la procedura descritta nella tua guida in pdf per migliorare il nome del blog di google. Fin qui tutto ok, però quando su aruba, nella procedura di associazione del mio blog con il dominio, nel campo NOME CNAME io inserisco il numerone da te indicato e poi segno di spunta verde, tuttavia aruba mi dice "inserire un cname alfanumerico" e non mi fa andare avanti. Lo scrivo correttamente e non mi fa andare avanti. Non so come fare! Mi puoi gentilmente dare una mano? grazie 1000!

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  5. Mi piace! ho trovato il tuo blog per puro caso (che poi un caso non è) cercando di risparmiare. Presterò attenzione, molta attenzione ai tuoi articoli, dato che condividiamo le stesse idee e mi darai una mano a metterle in pratica!
    Grazie
    Amore & Gratitudine

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  6. Ciao Francesco
    Anche io sono approdato sul tuo sito circa 5 mesi fa' per caso , e vi ho trovato una fonte di informazioni molto utili
    Mi riconosco tanto nell'articolo di Alessandro ho 54 anni e stiamo lavorando con mia moglie ad un progetto simile , obbiettivo smettere a 58 anni ,trsferirsi a vita di campagna .
    Grazie per l'energia che trasmetti Francesco !!

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