Bari, 10 gennaio 2026 – Sono trenta gli studenti internazionali provenienti dai Paesi dell’area adriatica transfrontaliera pronti a partecipare, dal 12 al 21 gennaio, alla winter school su “Politiche e pratiche per un turismo sostenibile” organizzata dall’Università Lum “Giuseppe Degennaro”. L’intera iniziativa è finanziata dal Tne International Mobility Programme e punta a potenziare la mobilità accademica e il dialogo tra università, con il supporto del Ministero dell’Università e della Ricerca e dell’Unione europea attraverso NextGenerationEU.
Turismo sostenibile: un laboratorio internazionale in Puglia
Lunedì 12 gennaio, alle 10.30, i partecipanti saranno accolti nella sede della Lum. I saluti istituzionali saranno affidati a Massimo Salomone, presidente della sezione turismo di Confindustria Bari e BAT, e all’avvocato Antonella Rago, direttrice generale dell’ateneo. Salomone parlerà di “Il futuro del turismo nel basso Adriatico: sfide e visioni sostenibili”, mentre Rago illustrerà le possibilità di collaborazione tra università e territorio. “Con questa iniziativa – ha spiegato la professoressa Patrizia Guida – l’università conferma e rafforza il suo ruolo nella cooperazione internazionale e nella formazione avanzata sul turismo”.
Il programma prevede sessanta ore di formazione, con lezioni frontali, laboratori pratici, project work, visite di studio e incontri con operatori del settore. Gli studenti potranno conoscere da vicino modelli di ospitalità sostenibile e strategie per valorizzare il patrimonio culturale in alcune delle zone più note della Puglia: Bari, Trani, la Valle d’Itria, con tappe a Locorotondo, Alberobello e Martina Franca.
Un mix di discipline e docenti da tutto il mondo
La winter school si basa su un approccio interdisciplinare, che guarda alle politiche europee e alle buone pratiche locali. Il corpo docente è formato da accademici di rilievo internazionale, come le professoresse Eliana Laçei, Mirela Papa, Alma Hafizi e Lindita Kazazi. La direzione scientifica è affidata alla professoressa Guida, prorettrice con delega all’internazionalizzazione e direttrice della Scuola di alta formazione sul turismo della School of Management Lum, insieme alla professoressa Simona Attollino, esperta di diritto e religione e responsabile dell’executive master in “Turismo religioso e gestione smart dei beni culturali”.
“Voglio ringraziare in particolare il Comitato scientifico – ha aggiunto Guida – per il lavoro condiviso, il confronto costante e il contributo che hanno permesso di costruire un percorso formativo solido e innovativo”. Nel comitato ci sono anche il professor Pasquale Del Vecchio e la dottoressa Oriana Bellissimo.
Digitalizzazione, economia circolare e turismo religioso: i temi al centro
Il programma affronta questioni molto attuali: dalle politiche europee per il turismo sostenibile alla digitalizzazione, passando per smart tourism, economia circolare, slow tourism e turismo interculturale. Gli studenti sono invitati a riflettere sulle trasformazioni in corso nel settore, con uno sguardo particolare all’equilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio.
Un focus speciale è dedicato alla valorizzazione del patrimonio religioso e ai percorsi di pellegrinaggio. Si parlerà di migrazioni di fede, del ruolo storico degli ordini religiosi nell’area adriatica e degli strumenti innovativi per promuovere il pellegrinaggio oggi. “Abbiamo scelto un approccio integrato – ha spiegato Attollino – perché solo così si possono formare professionisti capaci di affrontare le sfide future”.
Un’occasione per la Puglia e l’intera area adriatica
Le attività sul campo permetteranno agli studenti di osservare da vicino le realtà locali, incontrando operatori turistici e amministratori pubblici. L’obiettivo è doppio: migliorare la qualità della formazione avanzata e favorire la collaborazione tra università italiane e balcaniche. Un percorso che, per la Lum, serve a consolidare la Puglia come un vero laboratorio di buone pratiche nel turismo sostenibile.
Per gli organizzatori, questa winter school è un passo importante nelle strategie europee per la mobilità accademica e l’innovazione nella formazione. “Crediamo – ha concluso Guida – che puntare sulla formazione internazionale sia la chiave per costruire un turismo più consapevole, inclusivo e rispettoso dei territori”.










