Milano, 10 gennaio 2026 – Dopo la tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, durante i festeggiamenti di Capodanno, anche in Italia si è riacceso il dibattito sulla sicurezza nei locali da ballo. Filippo Grassi, responsabile dei locali da ballo e discoteche per Fiepet Confesercenti nazionale, ha spiegato ad Adnkronos/Labitalia che nel nostro Paese le regole sono più rigide rispetto a quelle svizzere. Tuttavia, avverte, il pericolo non è del tutto scongiurato: le feste abusive restano una minaccia concreta.
In Italia regole più dure per la sicurezza nei locali
Grassi sottolinea che i locali da intrattenimento italiani devono rispettare regole precise. “La capienza è fissata con attenzione, ci sono sempre addetti alla sicurezza, personale formato per antincendio e pronto soccorso. E poi ci sono le uscite di sicurezza e i controlli dei vigili del fuoco per la prevenzione incendi”. Insomma, chi gestisce una discoteca o una sala da ballo deve seguire un iter autorizzativo molto dettagliato, con controlli periodici.
“Se un locale è a norma – spiega Grassi – in caso di principio d’incendio è difficile che si sviluppi qualcosa di grave. Non può accadere una tragedia come quella di Crans-Montana”. Parole nette, che però non cancellano le preoccupazioni. Le immagini di quella notte, soffitti bassi, materiali fonoassorbenti forse non ignifughi, e ragazzi intenti a filmare invece di scappare, restano ancora impresse.
Addetti preparati e materiali ignifughi: la sicurezza italiana
Grassi insiste su un punto chiave: “Per rispettare le norme in Italia, i locali devono avere uscite di sicurezza, ambienti con soffitti alti e materiali ignifughi. Gli addetti non sono lì solo per controllare i ragazzi: sono preparati per intervenire in caso di incendio o emergenze mediche. Hanno un tesserino prefettizio e sanno come muoversi in situazioni critiche”.
Non riguarda solo le discoteche. Anche chi organizza concerti, eventi sportivi o manifestazioni deve seguire regole severe su capienza e sicurezza. “Tutti i locali autorizzati hanno limiti precisi e norme rigorose, soprattutto per l’antincendio”, aggiunge Grassi. Un sistema che, almeno in teoria, dovrebbe limitare i rischi.
Cosa è successo in Svizzera e il problema delle feste abusive
Sul caso svizzero, Grassi commenta: “Probabilmente si sono messe insieme una serie di cose che non hanno funzionato. Non sappiamo se quel locale fosse a norma per l’intrattenimento. Le leggi svizzere non sono quelle italiane. Il soffitto era molto basso, il materiale fonoassorbente probabilmente non ignifugo. E forse non c’era nemmeno personale di sicurezza: ho visto ragazzi che invece di uscire facevano video o foto”.
Ma il vero allarme arriva dalle feste abusive. “Da tempo segnalo questo problema – racconta Grassi – e l’ho portato anche all’attenzione del sottosegretario all’Interno Prisco. A Capodanno, Carnevale, Halloween, la domanda spinge a un’esplosione di feste improvvisate. Spesso non si svolgono in locali adatti o senza rispettare le norme di sicurezza”.
Il pericolo nascosto dietro le feste improvvisate
Per Grassi il rischio non è solo nei grandi eventi ufficiali. “Anche in Italia – dice – se non vai in un locale regolare ma scegli un garage o uno scantinato per festeggiare, può succedere la stessa cosa vista in Svizzera”. Un monito che pesa soprattutto nei periodi di festa, quando la voglia di divertirsi spesso fa dimenticare la prudenza.
Le autorità italiane continuano a tenere d’occhio la situazione. Ma resta il problema delle feste fuori controllo, lontane dagli occhi dei vigili del fuoco e senza personale preparato. “Serve responsabilità da parte di tutti”, conclude Grassi. “La sicurezza non è solo una questione di regole: è una scelta di tutti i giorni”.










