Come Risparmiare sulla Pausa Pranzo

Il risparmio nella pausa pranzo può essere notevole
Con alcuni semplici accorgimenti si possono
risparmiare quasi 4000 euro l'anno
La maggior parte delle persone, in pausa pranzo, non ha il tempo di tornare a casa a cucinare un pasto completo e salutare, si limita invece a consumare un panino o una pizzetta, bere una bottiglietta di acqua e il caffè; negli utili dieci anni i costi di questi alimenti sono aumentati notevolmente. Secondo una recente stima di Federconsumatori, i prezzi sono lievitati notevolmente:

  • Acqua in bottiglia: +210% (circa)
  • Panino, pizzetta o tramezzino: +200% (circa)
  • Caffè: +150% (circa)


Facendo un semplice calcolo è possibile stabilire quanto annualmente si spende per la pausa pranzo (valori medi)

  • Acqua 1/2 litro: 1.10 euro
  • Panino: 3.50 euro
  • Caffè: 1.10 euro

Questo significa che mediamente si spendono 114 euro al mese per mangiare in pausa pranzo. Ogni anno quindi spendiamo qualcosa come 1360 euro per nutrirci con cibo che, tra l'altro, è spesso di scarsa qualità. Il margine di risparmio su una cifra del genere è sicuramente di parecchi euro. Se si è abituati a mangiare un po’ meglio, non si bada troppo a risparmiare e si predilige un primo piatto, allora la spesa media giornaliera si aggira attorno ai 15 euro, è facile rendersi conto che chi ha questa abitudine, ogni anno spende la bellezza di 3900 euro. Risparmiare quotidianamente su un un’uscita così importante può essere determinante per accumulare il denaro che ci serve per raggiungere i traguardi che ci siamo posti quanto abbiamo deciso di Smettere di Lavorare.


COME RISPARMIARE SULLA PAUSA PRANZO

Un primo accorgimento può essere quello di acquistare il cibo al supermercato anziché al bar, in questo caso per esempio, per un panino con formaggio e un affettato a scelta, si spende mediamente 3 euro, che all’anno fanno 780 euro, con un risparmio di quasi il 50%.

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Il modo più conveniente di mangiare è tuttavia quello di portarsi al lavoro gli “avanzi” della cena. In quest’ottica sarà sufficiente cucinare ogni sera un quantitativo extra di cibo, confezionarlo in uno di quei contenitori per alimenti e consumarlo il giorno dopo a pranzo. Quasi tutti i cibi possono essere consumati freddi il giorno dopo, ma se non si vuole rinunciare ad un pasto caldo, sarà sufficiente riscaldare il cibo al mattino (magari con un veloce forno a microonde) e poi riporlo in un contenitore termico, che è in grado di mantenere inalterata la temperatura per 5 o 6 ore.

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Ecco due semplice menù settimanali, composti da cibi che si possono tranquillamente "riciclare" per il pranzo del giorno successivo, risparmiando:

1° settimana
Lunedìinsalata di riso
Martedìfrittata
Mercoledìprosciutto e melone
Giovedìinsalata russa
Venerdìvitello tonnato
2° settimana
Lunedìpasta fredda
Martedìbruschette con affettati misti
Mercoledìtorte rustiche
Giovedìinsalata di patate
Venerdìzucchine ripiene di tonno


RISPARMIO PUNTANDO SULLA QUALITÀ DEL CIBO

Mangiare fuori è spesso sinonimo di piatti con condimenti eccessi e materie prime non proprio salutari, inoltre si tende a mangiare sempre la stessa cosa,  e per il nostro corpo è invece essenziale un’alimentazione varia.  Anche se apparentemente non sembra esserci un collegamento tra mangiare bene e risparmiare, bisogna tenere presente che con un’alimentazione corretta ci manterremo in forma più facilmente, il che implica una minore necessità di cure, e come si sa, le cure costano caro. Uno studio realizzato dall’Università Americana del Maryland su un campione di 2.500 persone, monitorati per dieci anni, ha dimostrato che una dieta troppo grassa aumenta il rischio di malattie di ben il 40%, allungando anche di molto l’aspettativa di vita.

Mangiare bene quindi significa anche sborsare meno soldi nella sanità, con un risparmio piuttosto rilevante in viste mediche e farmaci; anche la resistenza ai banali raffreddori stagionali aumenta se ci si nutre con alimenti di qualità, e il risparmio passa anche attraverso questo aspetto.

Che ci si porti il cibo in contenitori a tenuta termica o che si utilizzi un forno a microonde in ufficio bisogna stare attenti a non abusare della pratica del desk-eating (mangiare sulla scrivani dove si lavora). È opportuno non consumare il pasto nella nostra postazione lavorativa in quanto telefono o mail potrebbero interrompere interromperci o peggio, spingerci a mangiare troppo velocemente, compromettendo la digestione e limitando l'effetto "saziante" del cibo. Anche questo aspetto può avere effetti negativi sulla nostra salute.



6 commenti:

  1. posso consigliare per mangiare un pasto caldo senza spendere, di prendere una di quelle lunch bag usb :-)
    si tratta di una borsetta termica di ridotte dimensioni di solito delle dimensioni delle vaschette in cui si ripone il cibo che ha dei manici o una cordicella per portarla oppure si può riporre in borsa. ha un attacco per la porta usb del pc...così appena arrivi attacci la lunch bag con il tuo arrosto con patate (non si sente odore perchè è chiusa) e te la mantiene tiepida per ore. in pausa pranzo...sorpresaaaaaaaaaa!!!alla facciazza di tutti eheheh. poi per il caffè lo preparo a casa e lo metto nella cup usb (stessa cosa della lunch bag)è tipo un piccolo termos colorato (il mio è fucsia), si attacca la presa alla usb (il mio pc al lavoro ne ha 8 hai voglia al pranzo luculliano che potrei consumare ahahahha)e ti riscalda o mantiene in caldo il caffè. apri quando ne hai voglia e si sprigiona un profumo per l'ufficio.. scusa ma io che lavoro con colleghi maniaci dello shopping e che spendono per delle schifezze in pausa pranzo 15 euro a botta mi diverto con queste piccole cose..il costo di questi aggeggini è come una loro pausa pranzo: sui 15-20 euro ma li ammortizzi velocemente...un abbraccio! barbara bb

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    1. Non avevo mai sentito parlare di questi aggeggi... mi sembrano una trovata geniale!

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  2. Piccolo appunto: il microonde non è il massimo per la salute, ci sono decine di ricerche di cui si trova traccia anche online che dimostrano la pericolosità di questo strumento.

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