Milano, 2 marzo 2026 – Il prezzo del gas naturale è schizzato stamattina sul mercato di Amsterdam, con un balzo del 40% che ha spinto i costi fino a 45 euro al Megawattora per le forniture di aprile. La fiammata è arrivata subito dopo la riapertura delle contrattazioni, in scia all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele in Iran. Un colpo che ha riacceso le tensioni in Medio Oriente e riportato sotto i riflettori la sicurezza energetica in Europa.
Gas naturale, il rialzo che fa paura ad Amsterdam
Alle 9.30, nella sala contrattazioni dell’ICE Endex di Amsterdam, il prezzo del metano ha preso il volo. In pochi minuti è passato dai 32 euro della chiusura di venerdì ai 45 euro per Megawattora. Un salto che non si vedeva da tempo. “La reazione è stata immediata, legata agli sviluppi geopolitici”, ha detto un trader della City di Londra, raggiunto al telefono. “C’è paura per possibili problemi nelle forniture dal Golfo Persico”. Il mercato europeo del gas, già provato da due inverni difficili a causa della crisi ucraina, si ritrova ora a fare i conti con un nuovo scossone.
Petrolio in rialzo: greggio vola a 71,6 dollari
Non è solo il gas a correre. Anche il prezzo del petrolio ha messo la freccia, crescendo del 7% fino a toccare i 71,6 dollari al barile nelle prime ore di oggi. Gli analisti di Goldman Sachs collegano questo aumento alle preoccupazioni sulle possibili interruzioni delle esportazioni iraniane e alle ripercussioni sulle rotte nel Golfo. “Il mercato teme che l’Iran possa chiudere lo Stretto di Hormuz”, spiega un esperto di energia da Parigi. Al momento nessuna nave è stata bloccata, ma l’incertezza si riflette già sui prezzi.
Mercati europei in allerta
Anche a Piazza Affari e nelle altre borse europee la giornata è partita nervosa. I titoli delle utility, da Eni a Snam, hanno avuto alti e bassi. “Gli investitori temono l’impatto dell’aumento dei costi energetici”, racconta una fonte vicina a Borsa Italiana. In Germania e Francia i governi hanno convocato riunioni d’urgenza. “Siamo pronti a intervenire se serve”, ha detto il ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck.
Bollette più care, imprese in allarme
L’aumento di gas e petrolio rischia di pesare subito sulle bollette e sui costi per le imprese. Nomisma Energia avverte: se questa tendenza continua, le famiglie italiane potrebbero vedere salire le spese fino al 15% già dal prossimo mese. “La preoccupazione è alta”, ammette Davide Tabarelli, presidente della società di consulenza. Le industrie energivore – come acciaierie, cartiere e ceramiche – stanno valutando possibili stop alla produzione se i prezzi restano così alti.
Dietro il rialzo: tensioni e timori per le forniture
L’attacco in Iran ha riaperto scenari che l’Europa sperava di aver lasciato alle spalle dopo la crisi con la Russia. L’Iran è uno dei grandi esportatori di gas e petrolio: ogni intoppo alle sue forniture può avere effetti in tutto il mondo. “Il rischio è che la crisi si allarghi ad altri Paesi produttori”, spiega un funzionario dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. Intanto, i governi europei stanno lavorando per aumentare le scorte e cercare fornitori alternativi.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Nessuno tra gli operatori interpellati oggi si sbilancia su quanto durerà questo rialzo. “Molto dipenderà dalle prossime mosse diplomatiche”, confida un analista di Milano. Nel frattempo, famiglie e imprese italiane seguono con ansia gli aggiornamenti sulle tariffe. La sensazione è che la partita sull’energia sia appena iniziata – e che il conto arrivi presto nelle case di tutti.










