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Drammatico incidente in Kuwait: diversi jet militari Usa si schiantano, piloti illesi

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Drammatico incidente in Kuwait: diversi jet militari Usa si schiantano, piloti illesi
Drammatico incidente in Kuwait: diversi jet militari Usa si schiantano, piloti illesi
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Kuwait City, 2 marzo 2026 – Questa mattina diversi aerei da guerra americani si sono schiantati in Kuwait, ha annunciato il ministero della Difesa kuwaitiano. L’incidente è avvenuto nelle prime ore del giorno e ha coinvolto velivoli militari statunitensi impegnati in operazioni di routine nella zona. Tutti i piloti sono riusciti a lanciarsi con il paracadute e sono stati subito soccorsi dalle squadre locali. Ora si trovano in ospedale per controlli, ma – ha precisato il portavoce del ministero – le loro condizioni sono stabili.

Incidente in Kuwait: si cerca di capire cosa è successo

Il ministero della Difesa kuwaitiano ha spiegato che le indagini sono già partite per capire le cause dell’incidente. “Stiamo lavorando senza sosta”, ha detto un funzionario, chiarendo che non si esclude nessuna ipotesi, né guasti tecnici né altro. Sul posto, un’area desertica a circa 40 chilometri a sud di Kuwait City, sono arrivati militari kuwaitiani insieme a personale americano. I rottami degli aerei sono stati sequestrati per le analisi.

Fonti ospedaliere raccontano che i sei piloti – tra cui il maggiore John Miller e il capitano David Ross – sono arrivati intorno alle 8.30 locali al Mubarak Al-Kabeer Hospital. “Erano coscienti e avevano solo qualche graffio”, ha detto un medico del pronto soccorso. Nessun civile è rimasto coinvolto.

Scontro di versioni: incidente o abbattimento?

Mentre le autorità di Kuwait parlano di incidente, i media iraniani hanno diffuso un’altra versione. Secondo l’agenzia Tasnim, un F-15 americano sarebbe stato abbattuto da una batteria antiaerea vicino alla base Usa di Ali Al Salem. L’Iran ha rivendicato attacchi contro la base, senza però mostrare prove o dettagli.

Il portavoce del Pentagono, interpellato dalla stampa, ha negato ogni coinvolgimento iraniano: “Non ci sono segni di attacco esterno. Stiamo lavorando con le autorità locali per ricostruire i fatti”. Anche il ministero kuwaitiano ha confermato che “non sono stati trovati ordigni o missili vicino ai relitti”.

La tensione che monta nel Golfo

L’episodio arriva in un momento di forte tensione tra Stati Uniti e Iran nel Golfo Persico. Negli ultimi mesi la base americana di Ali Al Salem, con circa 13mila soldati Usa, è stata più volte minacciata e attaccata con droni. Solo due settimane fa, un razzo è caduto vicino alla base senza causare danni, secondo fonti della coalizione internazionale.

Il governo kuwaitiano ha invitato alla calma e alla prudenza. In una nota diffusa alle 11 locali, ha detto: “Stiamo lavorando per garantire sicurezza e trasparenza nelle indagini”. Intanto, la presenza militare americana resta alta: nella notte tra sabato e domenica sono stati avvistati diversi convogli blindati sulla Highway 40 in direzione sud.

Reazioni a Washington e sul web

A Washington la notizia ha creato preoccupazione, ma anche cautela. Il senatore democratico Mark Warner ha chiesto “chiarezza immediata sulle cause”. Il generale Michael Langley, comandante delle forze Usa nel Golfo, ha parlato di “episodio grave ma circoscritto”. Sui social, intanto, si moltiplicano foto e commenti: molti kuwaitiani hanno pubblicato immagini dei paracaduti bianchi visti nel cielo sopra Al Jahra poco dopo le 7 del mattino.

Fonti diplomatiche europee a Kuwait City assicurano che la situazione è sotto controllo. “Non ci sono segnali di un’escalation imminente”, ha detto un funzionario dell’ambasciata italiana. Ma la comunità internazionale segue con attenzione.

Cosa succederà adesso

Le autorità kuwaitiane hanno annunciato che nelle prossime ore uscirà un primo rapporto tecnico sull’incidente. Gli Stati Uniti hanno inviato una squadra investigativa dell’Air Force per collaborare alle indagini. Per ora resta il dato: diversi aerei da guerra americani sono precipitati in Kuwait, i piloti sono salvi e una regione intera guarda con ansia al cielo.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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