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Commercialisti in discussione: le sentenze interpretate in modo soggettivo dai vertici professionali

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Commercialisti in discussione: le sentenze interpretate in modo soggettivo dai vertici professionali
Commercialisti in discussione: le sentenze interpretate in modo soggettivo dai vertici professionali
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Roma, 1 marzo 2026 – Torna d’attualità il tema della concorrenza e del riconoscimento delle competenze professionali. Al centro del dibattito, la riforma della professione di commercialista, in discussione in Commissione Giustizia alla Camera. Parallelamente, si è chiusa la consultazione pubblica europea sulla trasferibilità delle competenze. L’Istituto nazionale tributaristi (Int), guidato da Riccardo Alemanno, ha preso posizione con un messaggio chiaro: “Serve trasparenza, non nuove barriere”, ha dichiarato il presidente, intervenendo nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Commissione Europea.

Consultazione europea: il nodo delle competenze da sciogliere

La consultazione pubblica, partita lo scorso dicembre su impulso della Commissione Europea e sottolineata anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), si è conclusa il 27 febbraio. L’obiettivo è chiaro: facilitare la mobilità dei lavoratori nell’UE grazie a una maggiore trasparenza delle competenze e a processi digitali per il loro riconoscimento. Un tema che interessa soprattutto le cosiddette professioni non regolamentate, regolamentate in Italia dalla Legge 4/2013, come quella del tributarista.

L’Int ha partecipato sia compilando il questionario ufficiale, sia con un intervento mirato sulle professioni ex legge 4/2013. “In Europa – ha spiegato Alemanno – convivono professioni regolamentate e non, anche nello stesso settore. Troppa regolamentazione, come ha già sottolineato la Corte dei Conti europea, blocca concretamente la possibilità per i professionisti di stabilirsi liberamente nei vari Paesi membri”.

Parlamento in fibrillazione: le tensioni tra tributaristi e commercialisti

Mentre a Bruxelles si parla di apertura e mobilità, a Roma si respira un clima tutt’altro che sereno. In Commissione Giustizia alla Camera, alcuni emendamenti alla legge delega per la riforma dei commercialisti mirano a restringere gli spazi per i professionisti associativi previsti dalla Legge 4/2013. L’Int parla di un approccio “corporativo e penalizzante per la concorrenza”, accusando i vertici dei commercialisti di interpretare sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale in modo “pro domo sua”. Secondo l’istituto, si ignora la sentenza n. 418/96 della Consulta, che ha sancito il principio di libertà nell’esercizio del lavoro autonomo.

Il rischio, avvertono i tributaristi, è di perdere “la giusta tutela delle attività svolte dai professionisti associativi”, con ripercussioni negative non solo sulla categoria, ma anche sulla libera concorrenza nel mercato dei servizi professionali.

Certificazioni e riconoscimento: la proposta dell’Int per l’Europa

Nel suo intervento alla consultazione europea, Alemanno ha sottolineato l’importanza di nuovi strumenti per certificare le competenze e facilitare il riconoscimento tra gli Stati membri. “In Italia – ha ricordato – la Legge 4/2013 ha introdotto due tipi di attestazioni: l’attestato di qualità e qualificazione professionale, rilasciato dall’associazione di appartenenza, e la certificazione secondo le norme Uni”. Un esempio concreto è la norma Uni 11511/2020, che stabilisce i requisiti per l’attività del tributarista.

Queste certificazioni, con l’autorizzazione dei ministeri competenti, dovrebbero diventare uno standard anche a livello europeo. Solo così si potrà avere un controllo rapido e affidabile delle qualifiche, semplificando l’insediamento dei professionisti nei diversi Paesi dell’Unione.

Mercato unico europeo: serve più trasparenza, meno ostacoli

Il tema della trasferibilità delle competenze resta decisivo per il futuro del mercato unico europeo. L’Int è netta: bisogna evitare nuove barriere burocratiche e puntare su sistemi chiari e digitalizzati per il riconoscimento delle qualifiche. “Solo così – ha concluso Alemanno – potremo davvero parlare di una mobilità reale per i professionisti europei”.

La palla ora passa alla Commissione Europea e al Parlamento italiano. Intanto, resta aperta la sfida tra la tutela delle categorie e i principi di concorrenza, che continua ad animare il dibattito sulle professioni nel nostro Paese.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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