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Prevenzione e riabilitazione: il futuro dell’Inail con l’intelligenza artificiale

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Prevenzione e riabilitazione: il futuro dell'Inail con l'intelligenza artificiale
Prevenzione e riabilitazione: il futuro dell'Inail con l'intelligenza artificiale
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Roma, 28 febbraio 2026 – “Dividiamo in due grandi gruppi le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale: quelle per la salute e sicurezza sul lavoro e quelle dedicate al settore protesico e riabilitativo”. Così ha esordito Fabrizio D’Ascenzo, presidente di Inail, aprendo il suo intervento all’evento “Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze”, organizzato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali. L’incontro si è tenuto questa mattina a Roma, nella sede di via Veneto, davanti a una platea composta da esperti, rappresentanti istituzionali e operatori del settore.

Prevenire gli incidenti: il cuore dell’Intelligenza artificiale in Inail

D’Ascenzo ha ribadito che per l’Inail la priorità resta sempre la prevenzione degli incidenti sul lavoro. “Puntiamo su tutto quello che può evitare che gli incidenti si verifichino”, ha detto. La tecnologia, ha spiegato, entra in gioco proprio prima che succeda qualcosa di grave. Sensori intelligenti, sistemi di monitoraggio avanzati, algoritmi che prevedono i rischi: questi sono gli strumenti che, secondo il presidente, stanno cambiando il modo di lavorare sulla sicurezza.

E non è solo teoria. Negli ultimi mesi l’Inail ha lanciato progetti pilota in alcune aziende manifatturiere e della logistica. Lo scopo? Ridurre gli incidenti analizzando i dati in tempo reale. “La prevenzione rimane il nostro obiettivo numero uno”, ha sottolineato D’Ascenzo. “Perché il vero progresso è evitare che succedano gli incidenti”.

Dopo l’incidente: protesi intelligenti per ripartire

Ma non sempre si può evitare il peggio. “C’è poi il fronte dell’Intelligenza artificiale applicata al mondo protesico e riabilitativo”, ha aggiunto D’Ascenzo. Quando l’incidente è già successo, la sfida diventa aiutare i lavoratori a ritrovare una vita dignitosa. “Facciamo tutto il possibile per restituire condizioni accettabili di vita ai nostri assistiti”, ha spiegato.

Negli ultimi anni l’Inail ha investito in ricerca su protesi di ultima generazione e sistemi di riabilitazione che sfruttano il machine learning e la robotica. Alcuni di questi dispositivi sono già in uso nei centri specializzati dell’Istituto: arti artificiali dotati di sensori che imparano i movimenti del paziente e li replicano con precisione. “L’obiettivo è migliorare la qualità della vita di chi ha subito un infortunio sul lavoro”, ha confidato il presidente.

Formazione e regole: la chiave per non restare indietro

Nel corso dell’evento, è tornato spesso il tema delle competenze digitali. Secondo D’Ascenzo, la trasformazione tecnologica non si fa solo con nuovi strumenti, serve anche una formazione continua per lavoratori e operatori. “Serve una strategia condivisa”, ha detto, “che coinvolga imprese, istituzioni e mondo della ricerca”.

Il ministero del Lavoro, con il sottosegretario Giovanni Rossi, ha annunciato l’avvio di un tavolo tecnico per mettere a punto linee guida sull’uso dell’Intelligenza artificiale nei processi produttivi. “La fiducia nelle nuove tecnologie passa per la trasparenza e il coinvolgimento di tutti”, ha spiegato Rossi, evidenziando la necessità di regole chiare e condivise.

Opportunità e sfide: il futuro dell’Intelligenza artificiale sul lavoro

L’Intelligenza artificiale promette di ridurre i rischi e di migliorare la vita di chi ha subito infortuni, ma non mancano le preoccupazioni su privacy, sicurezza dei dati e impatto sul lavoro. Gli esperti presenti hanno invitato a non sottovalutare questi aspetti. “La tecnologia deve stare al servizio delle persone”, ha ricordato D’Ascenzo chiudendo il suo intervento.

Il confronto andrà avanti nei prossimi mesi, con nuovi incontri tra istituzioni, aziende e associazioni di categoria. L’obiettivo è chiaro: “governare la trasformazione”, come dice il titolo dell’evento, senza lasciare indietro nessuno. Perché, come ha concluso il presidente di Inail, “solo così potremo parlare davvero di progresso”.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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