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Gli Stati Uniti intensificano le tensioni: un attacco contro l’Iran?

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Gli Stati Uniti intensificano le tensioni: un attacco contro l'Iran?
Gli Stati Uniti intensificano le tensioni: un attacco contro l'Iran?
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Tel Aviv, 28 febbraio 2026 – Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare insieme a Israele contro obiettivi in Iran, come riportato dal Wall Street Journal e confermato da fonti dell’amministrazione americana. L’attacco, partito nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, ha visto una serie di raid aerei e missilistici che, secondo il New York Times, superano in intensità quelli dello scorso giugno contro gli impianti nucleari iraniani.

Raid coordinati tra Stati Uniti e Israele colpiscono l’Iran

Le prime notizie sull’attacco all’Iran sono arrivate poco dopo le 2 del mattino (ora locale). Diverse esplosioni sono state segnalate vicino a Natanz e Isfahan, zone note per le loro strutture nucleari. Fonti militari israeliane, citate dalla radio pubblica Kan, hanno parlato di una “risposta comune” agli attacchi recenti di milizie filo-iraniane contro basi americane in Medio Oriente. “Abbiamo lavorato a stretto contatto con Washington”, ha detto un funzionario del ministero della Difesa israeliano, senza entrare nei dettagli.

Secondo il Wall Street Journal, l’azione militare è stata preparata nelle ultime settimane, dopo consulti tra il presidente Joe Biden e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il Pentagono, in un comunicato diffuso alle 5 del mattino (ora italiana), ha confermato l’impiego di forze statunitensi, tra cui caccia F-35 e droni d’attacco.

Obiettivi colpiti e reazioni nel mondo

Le autorità iraniane non hanno ancora fornito un bilancio ufficiale su vittime o danni. Ma secondo i primi resoconti dei media locali, sono stati colpiti almeno tre siti chiave: una base della Guardia Rivoluzionaria vicino a Shiraz, un deposito missilistico a sud di Teheran e una centrale di comando nei pressi di Qom. Le sirene d’allarme hanno suonato in diverse città. La televisione di Stato ha invitato la popolazione a “mantenere la calma e seguire le istruzioni delle autorità”.

La comunità internazionale osserva con preoccupazione. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha chiesto “moderazione da tutte le parti”. L’Unione Europea ha convocato una riunione urgente dei ministri degli Esteri per valutare le conseguenze regionali. “Siamo in contatto continuo con Washington e Gerusalemme”, ha detto Josep Borrell, capo della politica estera europea.

Un’escalation dopo settimane di tensione

L’attacco arriva dopo settimane di crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti. Incidenti lungo il confine tra Iraq e Siria e ripetuti lanci di razzi contro basi americane in Iraq hanno alzato la tensione. Solo dieci giorni fa, un drone ha colpito una postazione statunitense vicino a Erbil, uccidendo due soldati americani. “Non potevamo restare a guardare”, ha detto un alto funzionario della Casa Bianca al New York Times.

Israele, da parte sua, aveva più volte minacciato azioni preventive contro le infrastrutture nucleari iraniane, viste come una minaccia diretta alla propria sicurezza. “L’Iran non può agire impunemente nella regione”, ha ribadito ieri sera il ministro della Difesa Yoav Gallant in conferenza stampa a Tel Aviv.

Rischi e possibili scenari nella regione

Gli esperti temono che questa operazione possa scatenare una catena di ritorsioni. Michael Herzog, ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, avverte: “La risposta iraniana sarà probabilmente veloce e coinvolgerà i loro alleati regionali, come Hezbollah in Libano o le milizie sciite in Iraq”. Intanto, in Iran, crescono le proteste davanti alle ambasciate occidentali. A Teheran, centinaia di persone si sono radunate davanti all’ambasciata svizzera – che rappresenta gli interessi americani – urlando slogan contro Washington.

Il governo iraniano non ha ancora risposto ufficialmente. Ma il portavoce delle Forze Armate, il generale Abolfazl Shekarchi, ha avvertito che “gli aggressori pagheranno un prezzo alto”. La situazione resta tesa e in evoluzione. Nelle prossime ore sono attese dichiarazioni dal presidente iraniano Ebrahim Raisi e dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

La crisi rischia di allargarsi oltre l’Iran. Gli osservatori sottolineano che la presenza militare americana nel Golfo Persico è già stata rafforzata nelle ultime settimane: nuovi contingenti della V Flotta sono arrivati al porto di Manama, in Bahrein. Solo il tempo dirà se si tratta di un episodio isolato o dell’inizio di una nuova fase di conflitto in Medio Oriente.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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