Washington, 28 febbraio 2026 – Anthropic, la giovane startup californiana specializzata in intelligenza artificiale, ha deciso di sfidare il Pentagono in tribunale. Dopo settimane di tensione, culminate con l’ordine del presidente Donald Trump di vietare l’uso dei suoi sistemi in tutte le agenzie federali, l’azienda ha annunciato ieri sera che non accetterà il divieto imposto. La società parla apertamente di una vera e propria “intimidazione” da parte del Dipartimento della Difesa.
Lo scontro tra Anthropic e il Pentagono: il nodo delle restrizioni
A quanto emerge da fonti interne, la questione ruota attorno alle limitazioni che Anthropic ha posto sull’uso del suo sistema di IA, chiamato Claude. Il Pentagono pretendeva un accesso senza paletti, soprattutto per applicazioni legate alla sicurezza nazionale e all’analisi di informazioni sensibili. Ma la startup, nata a San Francisco nel 2021 da ex ricercatori di OpenAI, ha messo dei chiari confini: niente utilizzi offensivi e nessun impiego in operazioni militari attive. “Non possiamo lasciare che la nostra tecnologia venga usata senza regole”, ha detto ieri sera un portavoce, contattato nella sede di Mission Street.
La linea di Anthropic non è isolata. Anche altre aziende del settore tech hanno scelto di limitare l’uso militare delle proprie intelligenze artificiali. Ma la risposta del governo è stata rapida e decisa. Lunedì pomeriggio, Trump ha firmato un ordine esecutivo che blocca l’uso di Claude e di qualsiasi altro prodotto di Anthropic in tutte le agenzie federali, dai dipartimenti di Stato a Difesa e Homeland Security.
La Casa Bianca risponde: sicurezza nazionale prima di tutto
La Casa Bianca ha spiegato la sua scelta con motivi di “sicurezza nazionale”, sottolineando che “nessuna azienda privata può dettare le regole al governo degli Stati Uniti”. In una nota diramata alle 19.30 ora locale, il consigliere per la sicurezza nazionale, Mark O’Brien, ha detto: “Abbiamo bisogno di strumenti affidabili, che possiamo controllare completamente. Non possiamo accettare restrizioni imposte a caso”.
Il caso ha scatenato un acceso dibattito anche in Congresso. Il senatore democratico Ron Wyden ha criticato l’amministrazione: “Così si rischia di bloccare l’innovazione americana per una questione di principio”. I repubblicani, invece, hanno preso una posizione più dura: “Le aziende tech devono collaborare senza condizioni quando si parla di difesa nazionale”, ha affermato il deputato texano Dan Crenshaw.
Anthropic pronta a portare la battaglia in tribunale
Nonostante la pressione politica, Anthropic resta ferma. In una nota diffusa nella notte, la società ha annunciato che presenterà ricorso davanti alla Corte Distrettuale di Washington già nei prossimi giorni. “Difenderemo il diritto delle aziende a mettere limiti etici sull’uso delle loro tecnologie”, si legge nel comunicato firmato dalla CEO Dario Amodei.
Chi conosce bene l’azienda parla di settimane intense e tese. Lunghe riunioni nella sede centrale, avvocati sempre in contatto, giorno e notte. “Non è solo una questione di affari – ha confidato un dirigente che ha chiesto l’anonimato – ma un precedente che riguarda tutto il settore”.
Cosa significa per il mondo tech e la sicurezza nazionale
Il caso tra Anthropic e Pentagono potrebbe scuotere l’intero panorama dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Molte startup stanno seguendo la vicenda con attenzione, temendo che si apra una stagione di scontri tra innovazione privata e richieste governative. Secondo il MIT Technology Review, oltre il 40% delle aziende IA americane ha già messo regole severe sull’uso militare delle proprie piattaforme.
Sul fronte della sicurezza nazionale, invece, il divieto rischia di rallentare l’adozione di strumenti tecnologici avanzati proprio nelle aree più delicate. Un funzionario del Dipartimento della Difesa, intervistato da alanews.it, ha ammesso: “Dovremo rivedere le nostre strategie digitali. Ma non possiamo accettare che siano le aziende a imporre condizioni”.
Un futuro incerto tra legge e politica
Per ora, il rapporto tra Anthropic e il governo americano resta in bilico. La società si prepara a una lunga battaglia legale, mentre la Casa Bianca mantiene la sua posizione ferma. Solo nelle prossime settimane si capirà se a prevalere sarà la logica della sicurezza nazionale o quella dell’autonomia etica delle aziende tecnologiche. Nel frattempo, il settore osserva da vicino. E prende appunti.










