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Infrastrutture ferroviarie e crescita: il futuro del settore costruzioni nel 2025 secondo Argenta Soa

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Infrastrutture ferroviarie e crescita: il futuro del settore costruzioni nel 2025 secondo Argenta Soa
Infrastrutture ferroviarie e crescita: il futuro del settore costruzioni nel 2025 secondo Argenta Soa
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Milano, 27 febbraio 2026 – Il settore delle costruzioni in Italia ha tenuto botta anche nel 2025, nonostante il mercato che si sta lentamente assestando e la revisione degli incentivi. A dirlo è stato Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, la società che certifica le imprese per partecipare alle gare pubbliche, durante un incontro con i giornalisti questa mattina nella sede milanese dell’ente.

Produzione in crescita e nuovi posti di lavoro

Pelazzi ha presentato dati che parlano chiaro: a dicembre la produzione nelle costruzioni ha superato il 5% in più rispetto allo stesso mese del 2024. Su base annua, la crescita si è fermata poco sotto il 5%, considerando le giornate lavorative. “Numeri che confermano la solidità del settore”, ha commentato, citando il Centro Studi di Argenta Soa. Nel triennio appena passato, il settore ha messo insieme quasi un +16% cumulato.

Il risultato si vede anche sul fronte dell’occupazione: “Negli ultimi tre anni sono stati creati oltre 200 mila nuovi posti di lavoro”, ha sottolineato Pelazzi. Un dato importante, che secondo lui nasce dalla capacità delle imprese di adattarsi ai cambiamenti di norme e mercato, restando però un motore fondamentale per l’economia del Paese.

Gli investimenti pubblici e il Pnrr spingono il settore

Il passaggio dal residenziale al non residenziale, trainato soprattutto dagli investimenti legati al Pnrr, ha mantenuto viva la crescita. “Oggi le opere pubbliche sono il vero sostegno del settore”, ha detto Pelazzi. Nel 2025, gli investimenti pubblici nelle costruzioni sono saliti del 21%, secondo i dati dell’Ance.

Più della metà della spesa già effettuata del Pnrr riguarda direttamente le costruzioni, con un ruolo di primo piano per enti locali e grandi operatori pubblici. In particolare, il settore ferroviario resta centrale: “Quasi 23 miliardi di euro del Pnrr sono destinati alle infrastrutture ferroviarie sulla rete nazionale”, ha spiegato Pelazzi.

2026: l’anno della prova per le costruzioni

Guardando avanti, Pelazzi ha definito il 2026 come “l’anno della prova di maturità” per il comparto. Rfi ha già speso circa dieci miliardi di euro delle risorse Pnrr, segno che molte opere sono entrate in fase di realizzazione.

Non mancano però le criticità. “Circa il 30% dei progetti di lavori pubblici procede più lentamente rispetto ai piani iniziali”, ha ammesso Pelazzi, ricordando la complessità tecnica e burocratica delle grandi opere infrastrutturali. Al tempo stesso, il 2026 parte con oltre 1.300 cantieri ferroviari attivi su tutto il territorio nazionale, una prova di quanto il lavoro sia ormai diffuso su larga scala.

Infrastrutture ferroviarie, motore per l’edilizia

Questa concentrazione di cantieri può spingere la produzione, se solo si mantiene il ritmo e le risorse non mancano. “Le infrastrutture ferroviarie sono una leva industriale diretta per l’edilizia”, ha sottolineato Pelazzi. Ogni investimento coinvolge imprese generali, aziende specializzate, fornitori e operatori lungo tutta la filiera. “Qui il Pnrr si trasforma davvero in economia reale”, ha aggiunto.

Le attestazioni Soa, chiave per le imprese

In questo quadro, le attestazioni Soa giocano un ruolo chiave: sono il passaporto per partecipare alle gare pubbliche più importanti e certificano che le imprese hanno le competenze tecniche ed economiche per affrontare lavori complessi. “Non è solo un obbligo burocratico, ma una garanzia per portare a termine bene le opere”, ha ribadito Pelazzi.

Il 2025 ha dimostrato che il settore delle costruzioni sa reggere il passo anche dopo la fine degli incentivi straordinari. Ora la sfida è vedere se gli investimenti ferroviari del Pnrr riusciranno a trasformare questa crescita in uno sviluppo stabile, per le imprese e per il Paese.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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