Washington, 27 febbraio 2026 – “Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato“. Così ha risposto ieri pomeriggio Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, davanti alla Commissione di sorveglianza della Camera che indaga sul caso Jeffrey Epstein. La sua dichiarazione, diffusa anche sul suo profilo X poco dopo le 17 ora locale, arriva in un momento in cui il Congresso sta cercando di fare chiarezza sui legami tra personaggi pubblici e il finanziere, morto in carcere nel 2019.
Clinton sotto torchio: “Ignoravo i suoi crimini”
Seduto nella sala 2154 del Rayburn House Office Building, Clinton ha risposto per oltre due ore alle domande dei commissari. L’ex presidente, 79 anni, ha ribadito più volte di non aver mai saputo delle attività illecite di Epstein. “Non avevo idea di quello che faceva“, ha detto, con un tono deciso. “So quello che ho fatto e, ancora più importante, quello che non ho fatto. So quello che ho visto, e soprattutto quello che non ho visto“, ha aggiunto nella sua dichiarazione di apertura.
Fonti presenti all’audizione raccontano che Clinton è arrivato accompagnato dai suoi avvocati e da alcuni collaboratori di lunga data. Nessun commento dalla moglie, Hillary Clinton, impegnata in un viaggio istituzionale a Chicago. Fuori dal palazzo, una decina di manifestanti hanno mostrato cartelli chiedendo trasparenza sui rapporti tra politici e il finanziere.
I legami tra Clinton ed Epstein: viaggi e incontri sotto la lente
La presenza di Clinton davanti alla Commissione è legata ai tanti dubbi che negli anni si sono accumulati sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein. Documenti già pubblici del Dipartimento di Giustizia mostrano che l’ex presidente ha partecipato ad almeno quattro viaggi sul jet privato di Epstein tra il 2002 e il 2003. Clinton ha sempre sostenuto che si trattasse di spostamenti legati a iniziative filantropiche della sua fondazione.
“Non sono mai stato nelle sue proprietà private né ho preso parte a eventi che non fossero pubblici”, ha specificato ieri. La Commissione, guidata dal repubblicano James Comer, ha chiesto spiegazioni anche su alcune foto emerse negli anni scorsi, che mostrano Clinton insieme a Epstein e ad altri ospiti durante eventi benefici a New York e Palm Beach.
Reazioni politiche e eco mediatico
La testimonianza di Clinton ha subito riacceso il dibattito politico a Washington. Alcuni esponenti democratici hanno difeso l’ex presidente, sottolineando che non ci sono prove che lo colleghino alle attività illegali di Epstein. “Non emergono elementi nuovi rispetto alle indagini già chiuse dal Dipartimento di Giustizia”, ha detto la deputata Alexandria Ocasio-Cortez.
Diversa la linea dei repubblicani vicini a Donald Trump, che chiedono approfondimenti. “Vogliamo capire se ci siano state coperture o omissioni”, ha detto il deputato Matt Gaetz. I principali network americani – dalla CNN a Fox News – hanno seguito in diretta l’audizione, rilanciando passaggi chiave delle dichiarazioni di Clinton e analisi di esperti legali.
Epstein, la Commissione e cosa ci aspetta
L’inchiesta parlamentare su Jeffrey Epstein va avanti da più di un anno. Dopo la pubblicazione di nuovi documenti giudiziari a gennaio, la Commissione sta sentendo una serie di testimoni di spicco: nei prossimi giorni sono attese le audizioni di altri ex collaboratori del finanziere e di funzionari federali coinvolti nelle indagini degli anni Duemila.
Il presidente Comer ha detto che l’obiettivo è “fare piena luce sui legami tra Epstein e personaggi pubblici americani”. Nessuna accusa formale è stata mossa contro Clinton, ma la pressione politica resta alta. “Voglio essere chiaro – ha concluso l’ex presidente – non ho mai visto o saputo nulla che potesse farmi sospettare dei suoi crimini”.
Nel frattempo, la vicenda continua a occupare le prime pagine e a tenere banco nell’opinione pubblica americana. Sui social si rincorrono commenti e ricostruzioni, mentre i legali di Clinton ribadiscono la totale estraneità del loro assistito ai fatti contestati a Epstein. Solo nei prossimi mesi si capirà se usciranno nuovi elementi o se la posizione di Clinton rimarrà quella confermata ieri davanti al Congresso.










