Milano, 26 febbraio 2026 – La radio italiana si prepara a festeggiare il World Radio Day 2026, che si terrà il prossimo 9 marzo a Milano. L’annuncio è arrivato ieri sera dalla sala stampa ‘Lucio Dalla’ del Festival di Sanremo, dove organizzatori e protagonisti hanno svelato i dettagli dell’evento. Un momento importante, come ha spiegato Giorgio d’Ecclesia, fondatore e ceo di Radio Speaker, per raccontare come la radio, pur cambiando volto grazie al digitale, resti un punto fermo nel panorama mediatico italiano.
World Radio Day 2026: la radio tra tradizione e futuro
I dati Audiradio del 2025 parlano chiaro: sono oltre 35 milioni gli italiani che ogni giorno si sintonizzano sulla radio. Un segnale forte di quanto questo mezzo resti vivo e in continua trasformazione. “La rivoluzione digitale ha allargato gli orizzonti della radio”, ha detto d’Ecclesia. Oggi la radio non è più solo FM o DAB: si ascolta in streaming, nei podcast, sui social e nelle radio visuali. Il tema scelto dall’Unesco per questa edizione, “Radio e intelligenza artificiale”, racconta proprio questo passaggio. “La tecnologia aiuta a produrre, analizzare e distribuire i contenuti”, ha spiegato d’Ecclesia, “ma la vera forza resta sempre la voce umana, la credibilità e il rapporto con chi ascolta”.
Un evento che fa squadra con tutta la radio italiana
Il World Radio Day 2026, organizzato da Radio Speaker per il sesto anno di fila, si svolgerà al Talent Garden Calabiana di Milano. L’ingresso sarà gratuito e aperto a tutti. Sul palco saliranno grandi nomi della radio italiana: da Gerry Scotti a Linus, passando per Roberto Ferrari di Radio Deejay, fino a Jake La Furia, Camilla Ghini e Daniele Battaglia di Radio 105. Ci saranno anche rappresentanti di Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio Capital, Radio Kiss Kiss, RTL 102.5, Rai e RDS. Nelle edizioni passate hanno partecipato oltre 400 emittenti, con più di 13.000 spettatori tra chi era in sala e chi ha seguito in streaming, e ben 825.000 visualizzazioni sui social.
“Questo è l’unico evento che mette insieme tutta la filiera della radio italiana”, ha sottolineato d’Ecclesia. Editori, voci, case discografiche, società per i diritti musicali, centri media, investitori, tecnici e sviluppatori di hardware e software: tutti pronti a discutere delle sfide del settore. “Quest’anno guardiamo avanti: capire come l’intelligenza artificiale può cambiare e migliorare il nostro modo di fare radio è una sfida stimolante e necessaria”.
Il lavoro in radio cambia: servono nuove competenze
Il mondo della radio sta vivendo una trasformazione anche sul fronte del lavoro. Le emittenti cercano meno conduttori classici e più figure “miste”, capaci di muoversi tra audio e contenuti digitali. “Cresce la domanda di content creator audio, podcast producer, editor digitali e tecnici con competenze di streaming”, ha spiegato d’Ecclesia. “Oggi la radio premia chi sa unire capacità editoriali, tecniche e digitali”. Questo si riflette anche nei percorsi formativi: “Non esiste più una strada unica da seguire”, ha aggiunto il ceo di Radio Speaker. “Conta sempre di più l’esperienza sul campo, anche in web radio o progetti indipendenti”.
Formazione e futuro: la voce resta il cuore della radio
Da oltre dieci anni Radio Speaker si dedica alla formazione nel mondo radiofonico, collaborando con professionisti e realtà di ogni livello. “Molti dei nostri ex studenti lavorano oggi in grandi emittenti nazionali”, ha ricordato d’Ecclesia. Il mestiere della radio si impara soprattutto sul campo: serve saper comunicare, avere ritmo, scrivere bene e conoscere il mezzo. “Invito tutti – conduttori, editori, aziende, professionisti, studenti e appassionati – a esserci il 9 marzo”, ha concluso d’Ecclesia. “Non solo per ascoltare, ma per costruire insieme la radio di domani”.
L’appuntamento è fissato. Milano si prepara ad accogliere il mondo della radio italiana per una giornata all’insegna del confronto, dell’innovazione e di uno sguardo concreto al futuro del settore.










