Padova, 26 febbraio 2026 – Oggi Gruppo Serenissima Ristorazione ha presentato il suo nuovo report di sostenibilità, tracciando un bilancio dell’anno passato e illustrando le strategie per il futuro nel campo della responsabilità ambientale e sociale. L’appuntamento si è tenuto nella sede centrale di via Postumia a Padova, con il presidente Mario Putin e vari protagonisti del settore food service. Un momento importante, spiegano dall’azienda, per fare il punto su carbon footprint, gestione delle risorse e governance, in un periodo in cui la pressione su aziende e filiere alimentari si fa sempre più forte.
Ridurre la carbon footprint, un impegno concreto
Al centro del report c’è la riduzione della carbon footprint. “Abbiamo lavorato per misurare bene le nostre emissioni”, ha detto Putin durante la presentazione. “E abbiamo messo in campo azioni per contenerle, dalla logistica alla cucina”. Nel 2025 le emissioni dirette sono calate del 7% rispetto all’anno prima, secondo i dati del gruppo. Un risultato che l’azienda attribuisce agli investimenti su mezzi meno inquinanti, alla razionalizzazione dei trasporti e a una maggiore attenzione alla provenienza delle materie prime.
Non sono solo numeri. Nel report si trovano anche le iniziative di recupero alimentare: più di 120 tonnellate di cibo donate a enti caritativi nel 2025, oltre a un lavoro costante per ridurre gli sprechi. “Abbiamo coinvolto i dipendenti con corsi specifici”, aggiunge la responsabile qualità, Laura Bianchi. “Solo così si costruisce una vera cultura della sostenibilità in azienda”.
Governance e comitato ESG: una svolta necessaria
Un altro punto chiave riguarda la governance. Nel 2025 è nato un comitato ESG (Environmental, Social, Governance), formato da sei membri interni e due consulenti esterni. Il suo compito è tenere sotto controllo l’impatto sociale e ambientale delle attività. “Non vogliamo solo rispettare le regole”, ha precisato Putin, “ma anticipare le esigenze della società e dei clienti”.
Il comitato si riunisce ogni tre mesi. Tra i suoi compiti: valutare i fornitori con criteri ambientali, promuovere politiche di inclusione e parità di genere e garantire trasparenza nei processi decisionali. “Già nel 2025 il 38% dei nuovi fornitori rispondeva a criteri ESG rigorosi”, spiega Bianchi.
Donne e scienza: il convegno SIRM a Roma
Sempre oggi, a Roma, si è svolto il convegno nazionale SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica), in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Oltre 400 professioniste del settore medico-scientifico, tra radiologhe, ricercatrici e studentesse, hanno partecipato all’evento.
“Vogliamo valorizzare il ruolo delle donne nella ricerca scientifica”, ha detto la presidente SIRM, Paola Fanti. Nel corso della giornata sono stati presentati dati aggiornati: nel 2025 le donne rappresentano il 46% dei radiologi in Italia, ma solo il 22% occupa posizioni di vertice nelle strutture pubbliche. “Serve uno sforzo comune per superare il ‘soffitto di cristallo’”, ha aggiunto Fanti.
Testimonianze e sfide per il futuro
Durante il convegno sono state raccolte storie dirette. “Ho iniziato vent’anni fa in un ambiente quasi tutto maschile”, ha raccontato la dottoressa Giulia Rinaldi, oggi primario a Firenze. “Le cose stanno cambiando, ma la strada è ancora lunga”. Una ricerca SIRM pubblicata su European Radiology a gennaio 2026 mostra che le giovani radiologhe chiedono più mentoring e occasioni per crescere.
Il tema della sostenibilità è emerso spesso nei lavori: “La ricerca deve essere inclusiva e sostenibile”, ha rimarcato Fanti. “Solo così si può fare vera innovazione”.
Un filo che unisce imprese e ricerca
La giornata si è chiusa con un messaggio chiaro: imprese e mondo scientifico devono lavorare insieme per una società più giusta e sostenibile. Da Padova a Roma, passando per mense scolastiche e laboratori universitari, il filo che lega tutto è la responsabilità. “Non bastano le buone intenzioni”, ha concluso Putin. “Servono fatti concreti, dati chiari e una visione che guardi avanti”.










