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Trump: la democrazia prima di tutto, ma l’Iran non avrà mai l’arma nucleare

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Trump: la democrazia prima di tutto, ma l'Iran non avrà mai l'arma nucleare
Trump: la democrazia prima di tutto, ma l'Iran non avrà mai l'arma nucleare
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Washington, 25 febbraio 2026 – “Mai permetterò all’Iran di avere l’arma nucleare“. Così Donald Trump, durante il suo atteso discorso sullo Stato dell’Unione, ha tracciato una linea netta sulla questione iraniana davanti al Congresso riunito. Erano le 21.15 a Washington quando il presidente ha guardato fisso i parlamentari e ha ribadito con fermezza: “Preferisco risolvere tutto con la diplomazia“, ha detto, “ma una cosa è certa: l’Iran non dovrà mai avere la bomba nucleare”.

Trump lancia l’allarme: “Missili iraniani minacciano Europa e basi Usa”

Nel cuore del discorso, Trump ha puntato il dito contro Teheran. “L’Iran ha già missili che possono colpire l’Europa e le nostre basi all’estero“, ha detto, lasciando trasparire preoccupazione per la sicurezza degli alleati e dei soldati americani all’estero. Nessun dettaglio tecnico, solo una frase secca, a sottolineare quanto la situazione sia grave. Poi ha aggiunto un avvertimento chiaro: “Stanno costruendo missili che presto potranno raggiungere gli Stati Uniti“. Nessun dato preciso, nessun riferimento a fonti pubbliche, solo la promessa di restare vigili.

Diplomazia e deterrenza: la strategia della Casa Bianca

La linea della Casa Bianca, almeno a parole del presidente, resta su due fronti: diplomazia e forza militare. “Preferisco risolvere con la diplomazia”, ha ribadito Trump, quasi per rassicurare Europa e americani. Ma tra le righe si capisce che non si esclude di usare la mano dura, se serve. Fonti vicine al Dipartimento di Stato confermano che negli ultimi giorni sono proseguiti contatti indiretti con Teheran, anche se l’atmosfera resta tesa dopo il fallimento dei negoziati sul nucleare dell’autunno scorso.

Allarme in Europa: cresce la preoccupazione

Le parole di Trump hanno subito fatto rumore nelle capitali europee. A Parigi, il ministro degli Esteri Stéphane Morel ha detto che “la Francia segue con attenzione e punta ancora sulla diplomazia”. A Berlino, il portavoce del governo ha parlato di “preoccupazione crescente” per i missili iraniani. Anche a Londra, Downing Street ha ribadito il sostegno agli sforzi Usa per fermare la minaccia nucleare.

Il quadro: tensioni alle stelle tra Washington e Teheran

Negli ultimi mesi, i rapporti tra Washington e Teheran sono peggiorati. Dopo l’attacco missilistico a gennaio contro una base americana in Iraq, che aveva già alzato la tensione, l’amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni economiche contro l’Iran. Fonti dell’intelligence occidentale dicono che Teheran ha intensificato i test su missili balistici a medio raggio, alcuni in grado di colpire l’Europa orientale.

Reazioni negli Stati Uniti: il Congresso si spacca

Dentro il Congresso, le parole di Trump hanno diviso. Il senatore repubblicano Mark Collins ha elogiato la fermezza del presidente: “La sicurezza degli americani viene prima di tutto”, ha detto ai giornalisti dopo il discorso. Più cauto il leader democratico alla Camera, Nancy Rodriguez: “Serve chiarezza sulle informazioni di intelligence e un vero dialogo con gli alleati”, ha sottolineato, chiedendo più dettagli sulle minacce citate da Trump.

Teheran tace, ma il clima resta teso

Da Teheran, fino alle prime ore del mattino in Italia, nessuna risposta ufficiale. Però, secondo l’agenzia Mehr News, fonti vicine al governo iraniano hanno definito le accuse americane “strumentali” e “senza fondamento”. Intanto, nella capitale iraniana si rafforzano i presidi militari e cresce l’allerta.

Prossimi sviluppi: un dossier caldo da tenere d’occhio

Resta da capire quale sarà la prossima mossa di Washington. Gli esperti sono d’accordo su un punto: la questione nucleare iraniana rischia di diventare uno dei temi più delicati nei prossimi mesi. E mentre Trump conferma la linea dura – “mai all’Iran la bomba nucleare” – la diplomazia internazionale si prepara a settimane di trattative serrate. Con un occhio su Teheran, l’altro sulle prossime mosse di Washington.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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