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Salvini lancia un piano shock per recuperare 60.000 case pubbliche

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Salvini lancia un piano shock per recuperare 60.000 case pubbliche
Salvini lancia un piano shock per recuperare 60.000 case pubbliche
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Roma, 25 febbraio 2026 – Un miliardo e 200 milioni di euro per ridare vita ad almeno 60.000 alloggi popolari oggi abbandonati o inutilizzabili, da destinare alle famiglie in lista d’attesa. È questo il piano annunciato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, durante il question time alla Camera.

Questa mattina, a Palazzo Chigi, il governo ha discusso uno strumento finanziario urgente per la manutenzione straordinaria dell’edilizia residenziale pubblica. Salvini ha promesso che i primi cantieri partiranno già nel corso del 2026.

Casa popolare, il governo scende in campo

Il tema della casa popolare torna protagonista sulla scena politica, con numeri che fotografano un’emergenza reale: migliaia di appartamenti sparsi in Italia sono vuoti o in condizioni tali da non poter essere abitati. “Vogliamo restituire questi immobili alle famiglie che aspettano da anni una casa”, ha detto Salvini senza giri di parole. Il piano punta a interventi veloci, con fondi già messi da parte e un calendario che dovrebbe sbloccare i lavori entro qualche mese.

Dal vertice a Palazzo Chigi è emerso che il fondo da 1,2 miliardi si aggiunge alle risorse già previste nell’ultima legge di bilancio. “Come Mit – ha ricordato il ministro – avevamo stanziato un miliardo per un progetto pilota di edilizia sociale”. La vera novità, però, è il ritmo: “L’idea è di partire regione per regione già nel 2026”, ha assicurato.

Non solo emergenza: attenzione alla “fascia grigia”

Il piano non si limita a tamponare l’emergenza abitativa. Il governo vuole intervenire anche su quella che viene chiamata la fascia grigia: persone che non riescono a comprare casa sul mercato privato, ma che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica sovvenzionata. “Stiamo lavorando a un progetto che vada oltre l’emergenza, per dare una risposta anche a chi spesso resta fuori dai radar”, ha spiegato Salvini.

Il tema è stato affrontato anche con la presidenza del Consiglio. In queste settimane tecnici e funzionari stanno definendo criteri e modalità per evitare che i fondi rimangano bloccati nella burocrazia, come spesso è successo in passato.

Cantieri aperti e fondi già in movimento

Nel frattempo, qualcosa si muove sul campo. “In queste ore – ha detto Salvini – tecnici e operai sono impegnati nel recupero di 10.000 alloggi pubblici entro fine giugno”. Questi lavori sono finanziati con altri 2,8 miliardi di euro, già stanziati e in fase di spesa. Le operazioni riguardano soprattutto grandi città come Milano, Roma, Napoli e Torino, ma anche centri più piccoli dove la domanda di case popolari è alta.

Secondo fonti del ministero, i primi risultati si vedranno a breve. “L’obiettivo – ha ribadito Salvini – è dare risposte concrete a chi aspetta da troppo tempo”. Un impegno che coinvolge anche regioni e comuni, chiamati a fare la loro parte nella gestione degli interventi.

Le reazioni e cosa aspettarsi

L’annuncio è stato accolto con prudenza dalle associazioni degli inquilini. “Vedremo i fatti”, ha commentato Marco Rossi, portavoce dell’Unione Inquilini di Roma. “Negli ultimi anni abbiamo sentito tanti annunci, ma pochi risultati veri”. Anche alcuni sindaci chiedono più chiarezza sui tempi e sulle modalità di assegnazione degli alloggi recuperati.

Il governo assicura trasparenza e un monitoraggio continuo. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tecnici per mettere a punto i dettagli operativi. Solo allora si potrà capire se il piano riuscirà davvero a sfoltire le liste d’attesa e a restituire dignità a migliaia di famiglie senza una casa.

Intanto, nei corridoi di Palazzo Chigi si respira un cauto ottimismo. “Sappiamo che non sarà facile”, ammette un funzionario del Mit. “Ma stavolta ci sono le condizioni per fare davvero la differenza”.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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