Milano, 23 febbraio 2026 – La parità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche è stata protagonista all’evento “Progetto Donna”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano a Palazzo Isimbardi. Stamattina, dalle 10 alle 13, si sono susseguiti interventi istituzionali e testimonianze dirette. Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine, ha spiegato che “in un mondo che cambia, servono tutte le energie disponibili”, sottolineando come la questione non sia solo di giustizia, ma anche di competitività per il Paese.
Parità di genere e competitività: la sfida che ci attende
“Il tema della parità di genere non riguarda soltanto la giustizia sociale o politica, ma anche la capacità del Paese di restare competitivo”, ha detto Iannicelli davanti a una platea fatta di ingegneri, rappresentanti di aziende e istituzioni locali. Secondo lui, “in un momento di grandi cambiamenti – penso alla transizione digitale, a quella ambientale e anche a quella geopolitica – non poter contare su tutti i talenti è un grosso limite”. Le sue parole hanno trovato subito riscontro tra i presenti, che hanno spesso annuito.
Un nuovo modo di affrontare la questione: alleanza, consapevolezza e strumenti concreti
L’evento, promosso dall’Ordine professionale provinciale, si è concentrato su tre punti chiave. “Abbiamo voluto dare alla giornata un taglio diverso”, ha detto Iannicelli. Prima di tutto il tema dell’alleanza: istituzioni e aziende sono state chiamate a raccontare cosa funziona e cosa invece resta un problema. Poi è toccato alle esperienze personali – “momenti di consapevolezza”, come li ha chiamati il tesoriere – con storie di donne che lavorano in settori ancora dominati dagli uomini.
Solo nel pomeriggio si è entrati nel vivo tecnico: “Una parte dedicata alla misurazione e agli strumenti”, ha aggiunto Iannicelli. L’obiettivo è chiaro: dare strumenti concreti per migliorare l’autoconsapevolezza e aprire la strada alle donne verso ruoli tecnici e decisionali. “Chiudiamo la giornata con un focus sugli strumenti per aumentare l’autoconsapevolezza”, ha concluso.
Dati e testimonianze: la presenza femminile è ancora bassa
I numeri parlano chiaro: secondo l’Ordine degli Ingegneri di Milano, le donne sono poco più del 20% tra i professionisti iscritti. Una percentuale che sale lentamente, nonostante gli sforzi degli ultimi anni. “Serve uno sforzo comune”, ha ammesso una giovane ingegnera in sala, “perché spesso si scontrano con stereotipi difficili da rompere”. Alcune donne hanno raccontato episodi vissuti in prima persona: riunioni dove la loro voce faticava a emergere, difficoltà a ottenere incarichi di responsabilità.
Le istituzioni: “Serve un cambio di passo”
Tra gli interventi anche quelli delle istituzioni locali. L’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Milano, Laura Bianchi, ha ricordato che “la città sta lavorando a progetti concreti per aumentare la presenza femminile nei settori STEM”. Un cammino ancora lungo, ha sottolineato Bianchi: “Non basta aumentare i numeri, bisogna cambiare davvero la cultura”. Le sue parole sono state accolte con un applauso.
Strumenti per il futuro: formazione e reti di sostegno
Durante la mattinata sono stati presentati strumenti pratici: corsi di formazione dedicati alle donne ingegnere, programmi di mentoring e reti di supporto professionale. “La formazione continua è fondamentale”, ha spiegato Francesca Rossi, docente al Politecnico di Milano. “Ma serve anche una rete che accompagni le giovani nei primi anni di carriera”.
La strada è ancora lunga
La giornata si è chiusa con un invito a non mollare. “Il mondo sta cambiando in fretta”, ha ricordato Iannicelli negli ultimi saluti, “e abbiamo bisogno di tutte le risorse che ci sono”. La sfida della parità di genere nelle professioni tecniche resta aperta. Ma almeno oggi, a Palazzo Isimbardi, si è sentito che qualcosa sta finalmente muovendosi.










