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L’aumento di stipendio oggi influisce davvero sulla pensione di domani?

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L'aumento di stipendio oggi influisce davvero sulla pensione di domani?
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Milano, 22 febbraio 2026 – La Legge di Bilancio 2026 porta una novità che riguarda milioni di lavoratori italiani: chi ha già i requisiti per la pensione anticipata ma decide di restare al lavoro, vedrà la quota dei contributi a proprio carico finire direttamente in busta paga, senza più versarla all’Inps. Una misura che, come spiega Andrea Martelli, fondatore di Miapensione, “dà un sollievo immediato in tasca, ma potrebbe ridurre l’assegno pensionistico futuro”.

Contributi in busta paga: più soldi ora, ma attenzione al domani

La manovra conferma una tendenza che si è vista negli ultimi anni: aumentare il netto in busta paga, anche se questo significa versare meno contributi. “Questa somma è netta e non tassata – chiarisce Martelli – quindi significa più soldi subito, senza trattenute fiscali o previdenziali”. Un beneficio non da poco, soprattutto in un mercato del lavoro dove le carriere sono spesso frammentate, con passaggi frequenti tra lavoro dipendente, autonomo e gestione separata.

Ma non mancano le incognite. “Il problema – avverte Martelli – è confondere il vantaggio fiscale con quello previdenziale. Più soldi in busta paga non sempre si traducono in una pensione migliore”. In pratica, scegliere di incassare subito i contributi può portare a una pensione più bassa. Un compromesso, come lo definisce l’esperto: “Guadagni oggi, rischi di perdere domani”.

Scelte personali e responsabilità sulla pensione

Per Martelli, la vera novità del 2026 non è tanto come vengono gestiti i contributi Inps, ma cosa significano. “Diventano un punto chiave per la responsabilità individuale nella costruzione della pensione”, spiega. Il lavoratore deve valutare se puntare sul reddito attuale o investire sulla sicurezza futura. Una scelta che richiede attenzione e informazioni chiare.

Per i dipendenti, la legge interviene anche sugli scaglioni Irpef e conferma il taglio del cuneo fiscale. Il risultato è un netto mensile più alto, senza però modifiche dirette alle aliquote contributive. Martelli sottolinea: “Serve prendere decisioni consapevoli, perché queste influenzano la pensione che si riceverà”. Chi invece lavora come autonomo o professionista iscritto alla gestione separata, vede le aliquote ferme. Ma senza un alleggerimento strutturale dei contributi, unito alla discontinuità dei redditi, il rischio previdenziale resta alto.

Previdenza complementare: più spazio alla deducibilità

Dal secondo semestre, cambia anche la situazione della previdenza complementare. Il tetto di deducibilità fiscale per i versamenti ai fondi pensione sale, un vantaggio che rende questi strumenti più convenienti sotto il profilo fiscale. “Ma va ricordato – avverte Martelli – che la previdenza complementare serve ad integrare, non a sostituire la pensione pubblica. E non può essere usata per anticipare l’uscita dal lavoro, come invece era stato possibile in passato”.

Insomma, il legislatore vuole spingere alla costruzione di una pensione integrativa, senza però stravolgerne la funzione originaria. L’idea resta quella di un’aggiunta, non di un’alternativa.

Più libertà oggi, più responsabilità domani

Il 2026 non cambia radicalmente le regole sui contributi, ma dà una spinta verso un sistema più flessibile. “Più libertà oggi, più responsabilità domani”, riassume Martelli. Quando si parla di pensione, non sono solo le norme a fare la differenza, ma soprattutto la capacità di fare scelte consapevoli.

“Informarsi per tempo sulla propria situazione previdenziale – conclude Martelli – è fondamentale per avere margini di manovra e proteggere la pensione”. Un invito alla prudenza e alla pianificazione, in un momento in cui le regole si muovono e le decisioni prese oggi peseranno sul domani.

In sostanza, la nuova gestione dei contributi Inps 2026 apre possibilità mai viste prima. Ma serve attenzione: il vantaggio immediato può trasformarsi in una sorpresa sgradita al momento della pensione. Solo chi saprà leggere bene le nuove regole – e magari affidarsi a esperti – potrà davvero mettere al sicuro il proprio futuro previdenziale.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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