Roma, 21 febbraio 2026 – L’Italia punta a migliorare la sua capacità di leggere e anticipare i cambiamenti nel mercato del lavoro. Come? Grazie all’analisi dei big data e all’uso dell’intelligenza artificiale. È questo il cuore del nuovo progetto di ricerca “Skill, training and labour market indicators for Italy: big data analysis to navigate the future”, presentato oggi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’iniziativa, promossa da Sviluppo Lavoro Italia insieme all’OCSE, vuole mettere a disposizione strumenti concreti per guidare le politiche pubbliche e affiancare aziende e lavoratori in un momento di rapidi cambiamenti.
Big data e AI: la bussola per il lavoro di domani
Questa mattina, nella sede di via Veneto, il progetto è stato illustrato partendo dall’analisi delle offerte di lavoro pubblicate online. Attraverso grandi quantità di dati e l’aiuto degli algoritmi di intelligenza artificiale, si punta a tenere sotto controllo in tempo reale la domanda di lavoro e le competenze richieste, sia su scala nazionale sia locale. Secondo gli esperti, questo metodo può aiutare a colmare il divario tra domanda e offerta, un nodo che ha frenato l’occupazione in vari settori negli ultimi anni.
“Capire velocemente come evolvono le competenze richieste dal mercato è fondamentale per rendere più efficaci le politiche attive e la formazione”, ha detto il ministro del Lavoro Marina Calderone durante l’evento. “Questo progetto segna un passo avanti verso un approccio basato su dati solidi e analisi predittive, in grado di orientare le scelte pubbliche, sostenere i lavoratori e accompagnare le imprese nell’innovazione”, ha aggiunto Calderone, evidenziando il valore della collaborazione con l’OCSE.
Un modello da esportare per governare le competenze
A prendere la parola è stata anche Paola Nicastro, presidente e amministratore delegato di Sviluppo Lavoro Italia. “Con questa iniziativa rafforziamo il nostro ruolo di supporto tecnico e strategico alle istituzioni, offrendo strumenti innovativi per capire il presente e orientare il futuro del mercato del lavoro”, ha spiegato Nicastro. L’obiettivo è costruire un modello avanzato e replicabile di big data intelligence, capace di mettere insieme informazioni diverse – da banche dati pubbliche a piattaforme online – e produrre dati concreti per le decisioni pubbliche.
La collaborazione con l’OCSE permette inoltre di confrontare la situazione italiana con quella degli altri Paesi membri, scambiando buone pratiche. “L’uso innovativo di questa enorme mole di dati ci dà la possibilità di leggere con più profondità le trasformazioni in corso nel mercato del lavoro”, ha sottolineato Stefano Scarpetta, direttore per l’occupazione e gli affari sociali dell’OCSE e prossimo chief economist dell’organizzazione. Scarpetta ha aggiunto: “Questa iniziativa dimostra quanto sia importante la cooperazione internazionale per rafforzare le capacità di analisi dei Paesi”.
Politiche attive e formazione su misura
Al centro del progetto c’è la possibilità di mettere a disposizione delle istituzioni uno strumento basato su dati concreti per programmare le politiche attive del lavoro e i percorsi formativi. Grazie all’analisi sistematica delle offerte di lavoro online – da Milano a Palermo, passando per i distretti industriali del Nord-Est – sarà possibile capire prima quali sono i bisogni delle imprese e adattare la formazione alle esigenze reali del territorio.
I promotori sottolineano che il progetto potrà anche migliorare il funzionamento dei mercati locali del lavoro, con effetti positivi per i vari territori. “Collegare i diversi livelli di governo – nazionale, regionale, locale – è fondamentale per rafforzare il sistema delle competenze”, ha spiegato ancora Nicastro. In pratica, solo con una lettura integrata dei dati si potrà intervenire in modo mirato dove ci sono maggiori problemi o opportunità.
Un sistema più rapido e inclusivo per il futuro del lavoro
In un momento di grandi cambiamenti tecnologici e demografici – come l’automazione e l’invecchiamento della forza lavoro – saper anticipare le trasformazioni è diventato indispensabile. Il progetto presentato oggi al Ministero vuole proprio questo: dare alle istituzioni strumenti veloci e flessibili per affrontare le sfide che ci aspettano. “Siamo convinti che investire su dati affidabili e analisi avanzate sia la strada per costruire un sistema più reattivo e inclusivo”, ha concluso Calderone.
I primi risultati arriveranno nei prossimi mesi. Intanto, la vera sfida sarà trasformare i dati raccolti in politiche concrete, capaci di sostenere lavoratori e imprese nel passaggio verso nuovi modelli produttivi.










