Milano, 21 febbraio 2026 – Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico, ha scelto la platea dell’evento ‘Progetto Donna’ – organizzato questa mattina dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano – per lanciare un messaggio chiaro: “La vera rivoluzione si fa con atti concreti”. Un invito, il suo, a superare la mera rappresentanza femminile nelle istituzioni e nei luoghi di lavoro, puntando invece su battaglie reali per la libertà delle donne, a partire dall’indipendenza economica.
Indipendenza economica e professioni tecniche: una sfida che non si può ignorare
“Non basta avere donne ai posti di comando, se poi non si combattono battaglie vere per la loro libertà”, ha detto Quartapelle davanti a una platea fatta soprattutto di ingegneri, architette e studentesse. L’incontro, iniziato alle 9.30 nella sede dell’Ordine in via Andrea Doria, aveva un obiettivo preciso: trasformare i principi in fatti concreti, con un occhio particolare alle professioni tecniche.
Secondo la deputata, il lavoro che sta portando avanti il progetto milanese va proprio in questa direzione. “Si tratta di passare dalle parole ai fatti, concentrandosi soprattutto su chi opera in ambito tecnico”, ha rimarcato. A Milano, del resto, questa sfida è ancora più urgente: la città è uno dei centri principali per ingegneria e innovazione, ma il divario di genere resta una ferita aperta.
Dalle ‘piccinine’ al presente: cosa è cambiato davvero?
Nel suo intervento, Quartapelle ha voluto fare un salto indietro nel tempo. “All’inizio del Novecento, a Milano, bambine di sei, sette, otto anni lavoravano come aiuto-sarte, le cosiddette ‘piccinine’”, ha raccontato. Nel 1902, proprio queste bambine scioperarono, dando il via a una prima regolamentazione del lavoro minorile e femminile. “Quello sciopero fu un momento cruciale: segnò l’inizio di una riflessione più ampia sul lavoro minorile e femminile in Italia”, ha ricordato.
Molto è cambiato da allora. Oggi, secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca, le ragazze laureate nelle materie STEM – economia, ingegneria, matematica – sono in aumento costante. “Spesso i loro risultati accademici superano quelli dei colleghi maschi”, ha sottolineato la deputata. Eppure, nonostante i progressi, il divario di genere non è ancora scomparso.
Il nodo retribuzioni e le difficoltà nelle libere professioni
“Il divario non è sparito”, ha ammesso Quartapelle. Il problema più grande riguarda le retribuzioni. Nelle libere professioni – avvocate, ingegneri, architette – la questione si complica: qui non si parla solo di stipendi fissi, ma di compensi che spesso dipendono dal mercato e dalle dinamiche degli ordini professionali.
“È un fatto noto che tra professionisti e professioniste iscritti agli ordini esiste un forte divario: avvocate, ingegneri, architette guadagnano in media meno dei colleghi uomini”, ha spiegato la deputata. Le ragioni sono tante: stereotipi che resistono, difficoltà a conquistare i clienti più importanti, e carichi familiari che ancora ricadono principalmente sulle donne.
Dati alla mano per cambiare davvero
Per Quartapelle, la strada giusta è affrontare le cause profonde del problema. “Bisogna andare al cuore della questione, capire le dinamiche che stanno dietro, superare pregiudizi e paure, e intervenire con azioni mirate”, ha detto. Il lavoro che ‘Progetto Donna’ sta portando avanti, basato sui dati e su un approccio rigoroso, è un esempio da seguire.
“Il metodo scelto – serio, fondato sui numeri, scientifico – è uno strumento prezioso”, ha aggiunto. In un momento in cui troppo spesso il dibattito pubblico si perde in chiacchiere, la deputata ha invitato a tenere sempre gli occhi sui fatti.
Istituzioni e professioniste: serve un’alleanza forte
Alla fine del suo intervento, Quartapelle ha lanciato un appello alle partecipanti: “Potete contare sul sostegno delle istituzioni. È fondamentale costruire e mantenere un’alleanza forte, capace di tenerci unite”. Solo così, ha concluso, si potrà completare una trasformazione che “sentiamo sulle spalle e vediamo davanti ai nostri occhi”.
Un messaggio che ha trovato consenso fra le presenti. “Abbiamo bisogno di dati e di ascolto”, ha commentato una giovane ingegnera alla fine dell’incontro. La strada verso la parità di genere nelle professioni tecniche è ancora lunga, ma il confronto di oggi a Milano segna un passo avanti concreto.










