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L’arte in azienda: trasformare collezioni corporate in musei aziendali

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L'arte in azienda: trasformare collezioni corporate in musei aziendali
L'arte in azienda: trasformare collezioni corporate in musei aziendali
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Milano, 18 febbraio 2026 – L’arte sta entrando con sempre più forza nelle aziende italiane, cambiando il modo in cui cultura e impresa si incontrano e si parlano. Negli ultimi anni, realtà di diversi settori hanno scelto di usare l’arte per raccontare la loro identità, i valori e la visione futura, sia dentro che fuori le proprie mura. Dai progetti con artisti contemporanei alle collezioni aziendali, dalle mostre negli uffici centrali a iniziative aperte al pubblico: un fenomeno trasversale che sta rivoluzionando la comunicazione d’impresa e il modo di affrontare il cambiamento.

Quando l’arte diventa un’arma vincente per le imprese

Per Stefano Petricca, Ceo di Petricca&Co Capital S.A., è ormai un fenomeno diffuso: “Negli ultimi vent’anni l’arte si è diffusa come un’onda, toccando industrie e professioni diverse. Pensiamo alle collaborazioni di Louis Vuitton con Murakami o Kusama, o alle collezioni di Deutsche Bank. Oggi l’arte non sta più solo nei musei: invade hotel, ristoranti, strade. A Courchevel con James Turrell, a Modena con Cattelan”. Petricca sottolinea come questa contaminazione sia diventata una parte chiave della strategia di tante aziende, che vedono nell’arte un modo per emergere e dialogare con il pubblico.

Ab medica: arte e tecnologia a braccetto

Un caso concreto arriva da ab medica, azienda tech che ha affidato all’artista Andrea Crespi la mostra “The Pantheon of Care”, ispirata al tema 2026 “Just One Care”. Dodici opere esposte nella sede dell’azienda creano un’atmosfera dove arte, persone e valori si intrecciano. “Per noi l’arte è un mezzo potente per raccontare chi siamo, cosa vogliamo e come innoviamo”, spiega Francesca Cerruti, Ceo di ab medica. “La nostra sede unisce tecnologia, benessere e bellezza. L’arte ci aiuta a interpretare il cambiamento: è un linguaggio universale che affianca scienza e tecnologia nel costruire il futuro”.

Arte e scienza: un dialogo che spinge l’innovazione

Il legame tra arte e scienza sta diventando sempre più importante per innovare in azienda. Andrea Parlangeli, caporedattore di Focus e fondatore di Josway.it, racconta come artisti come Anselm Kiefer siano affascinati dalla teoria delle stringhe, o come Michelangelo Pistoletto abbia rivisto il suo simbolo del Terzo Paradiso dopo aver parlato con il fisico Guido Tonelli. “Questo scambio tra discipline può diventare una leva strategica per chi vuole innovare davvero”, spiega Parlangeli. Tra i campi più interessanti ci sono le neuroscienze: “Stiamo provando a registrare per la prima volta l’attività cerebrale di un artista mentre crea, e anche come reagisce il pubblico”.

L’arte come vantaggio competitivo e impegno sociale

Sul fronte strategico, l’arte è anche un modo per posizionarsi e farsi notare. Beatrice Molteni, Senior Associate dello studio legale Lexia, ricorda che sempre più aziende investono in progetti culturali per rafforzare la loro identità e lasciare un segno: “Arte e cultura sono risorse preziose per la competitività delle imprese. Raccontano all’esterno chi sono e quanto tengono alla comunità. Banca Intesa Sanpaolo o Salvatore Ferragamo sono esempi di aziende che puntano sull’arte per farsi conoscere meglio”. Secondo Molteni, queste iniziative spingono anche inclusione, creatività e responsabilità condivisa.

Il tema della responsabilità sociale si lega strettamente a quello dell’accesso alla cultura. Carlo Riva, direttore dei servizi di “L’abilità Onlus” e ideatore del progetto “Museo per tutti”, ricorda che “far arrivare il patrimonio artistico a tutti è una responsabilità culturale anche per le aziende. Con ‘Museo per tutti’, oggi presente in più di 50 luoghi d’arte in Italia, lavoriamo per rendere concreta l’accessibilità anche per chi ha disabilità intellettive”. I musei d’impresa custodiscono storie e identità che appartengono a tutti.

Diritti d’autore: attenzione all’uso delle opere

L’ingresso dell’arte nella comunicazione d’impresa porta con sé anche questioni legali. Elisabetta Berti Arnoaldi, partner dello studio legale Sena&Partners, mette in guardia: “Comprare un’opera non vuol dire poter usare liberamente anche la sua immagine. I diritti restano all’artista, salvo accordi precisi. Senza permessi si rischia la violazione del copyright”. Un caso noto è quello di Ai Weiwei e Volkswagen nel 2019, finito con una condanna per uso non autorizzato dell’opera. Anche le foto dell’opera possono essere protette.

Valore condiviso: arte, impresa e società

Alcune realtà vedono il legame tra arte, impresa e responsabilità come parte del loro impegno. Nicola Traverso, partner di Lexant (società benefit tra avvocati), racconta: “L’arte è uno dei modi in cui portiamo avanti la nostra missione di creare valore condiviso. Abbiamo partecipato ad aste benefiche organizzate da istituti finanziari clienti, portando nei luoghi di lavoro opere capaci di unire valore artistico e impatto sociale”. Lexant accompagna anche musei italiani su temi di trasparenza e regolamentazione.

In breve, anzi no: nella vita di tutti i giorni delle aziende italiane, l’arte si conferma sempre più come uno strumento vivo di dialogo, innovazione e responsabilità sociale, capace di creare valore non solo economico, ma anche culturale e umano.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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