Milano, 17 febbraio 2026 – Costruire una vera cultura delle pari opportunità nelle professioni tecniche: è questa la sfida che l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano lancia con “Progetto Donna”, l’evento in programma venerdì 20 febbraio a Palazzo Isimbardi, nel cuore della città. Un’occasione che mette al centro il tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche, con l’obiettivo di aumentare la presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. Un tema che, secondo gli organizzatori, non può più rimanere solo parole vuote.
Pari opportunità: la chiave per un sistema Paese più forte
“Promuovere le pari opportunità nelle professioni tecniche significa migliorare la qualità del nostro Paese”, ha spiegato Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. Seduta nel suo ufficio di via Andrea Doria, Penati ha messo in chiaro che “valorizzare il talento femminile non è solo una questione di giustizia, ma una leva fondamentale per innovazione, competitività e sostenibilità nel settore”. Il vero nodo, ha aggiunto, è creare condizioni concrete perché “sempre più giovani possano scegliere e costruire carriere tecniche senza ostacoli culturali o strutturali”. Un impegno che deve tradursi in fatti, non solo in belle parole.
Responsabilità concreta e un cambio di mentalità
Al centro dell’incontro ci sarà il tema della responsabilità misurabile. “La parità non è un’idea astratta: si costruisce con metodi, strumenti e dati precisi”, ha ribadito Penati. Serve un cambio di mentalità nel mondo del lavoro, fatto di scelte decise e politiche efficaci. “Vogliamo guardare al concreto. Trasformare il dibattito in azione, portare proposte che producano risultati duraturi e misurabili”, ha sottolineato la presidente. L’evento nasce proprio dalla convinzione che fare rete tra professioniste di diversi settori – tecnico, imprenditoriale, istituzionale – sia fondamentale: “La parità non riguarda un solo ambito, è una responsabilità di tutti”.
Un calendario ricco tra istituzioni e testimonianze
Venerdì sul palco ci saranno rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo. Dopo i saluti di Penati, prenderanno la parola Giulia Fasciolo (presidente Aidia Milano), il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, la deputata Lia Quartapelle, la consigliera regionale Chiara Valcepina, la consigliera comunale Simonetta D’Amico e la delegata alle Pari opportunità della Città Metropolitana Diana De Marchi. Un gruppo che dimostra la volontà di coinvolgere tutti i livelli decisionali.
Il confronto si aprirà con l’introduzione di Nella Carà e Amelia Lentini, entrambe consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. A seguire, una tavola rotonda moderata da Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine, con interventi di nomi di spicco: dall’ingegnera aeronautica Amalia Ercoli Finzi (Politecnico di Milano) alla rettrice Anna Gervasoni (Liuc-Università Cattaneo), fino a manager come Francesca Pili (Fnm), Sara Cattaneo (ABB) ed Emanuela Stocchi (Piarc/Aiscat).
Norme e strumenti per misurare i progressi
Nel pomeriggio si parlerà del legame tra norme, politiche pubbliche e strumenti concreti per valutare l’impatto delle azioni a favore della parità di genere. Tra gli interventi, quelli di Diana De Marchi (Città Metropolitana), Chiara Cormanni (Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi), Costanza Gargano (Ordine degli avvocati di Milano), Cecilia Hugony (Assimpredil Ance) e Francesca Zarri (Assorisorse). Un confronto pensato per trovare pratiche replicabili e indicatori chiari.
Laboratorio finale: soluzioni e idee per il futuro
La giornata si chiuderà con un laboratorio pratico sulle soluzioni operative e le migliori pratiche, guidato da Giampaolo Grossi, ceo di Giacomo Milano Group. L’obiettivo è semplice: creare spazi, offrire opportunità, proporre modelli e percorsi che rendano naturale – e non un’eccezione – la presenza delle donne ai vertici.
“Progetto Donna” si inserisce nel cammino dell’Ordine degli Ingegneri di Milano per promuovere inclusione, valorizzare le competenze e spingere verso una crescita sostenibile del settore tecnico. Un passo in più verso un mondo professionale più giusto, innovativo e competitivo. E chissà, come ha confidato una giovane ingegnera incontrata nei corridoi dell’Ordine, “un giorno non se ne parlerà nemmeno più: sarà la normalità”.










