Milano, 16 febbraio 2026 – Italia e Germania si preparano a stringere ancora di più i legami in vista del prossimo vertice europeo sulla competitività. L’obiettivo è chiaro: più integrazione politica ed economica. A sottolinearlo ieri è stato Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di commercio Italo-Germanica (Ahk Italien), commentando l’intesa tra i premier Meloni e Merz sui temi europei. “Dal 2023, con la firma del Piano d’Azione, chiediamo un coordinamento più stretto tra i due Paesi, dati i legami profondi tra le nostre economie e i nostri sistemi produttivi”, ha spiegato Buck.
Italia e Germania, il motore dell’industria europea
Secondo Buck, Italia e Germania sono il cuore pulsante della manifattura europea, con quasi il 40% della produzione industriale del continente. Un dato che si conferma nei numeri più recenti: “La crescita della produzione industriale tedesca ha spinto in alto gli scambi commerciali tra i due Paesi nel terzo trimestre 2025. A settembre, il valore ha raggiunto i 118 miliardi di euro, segnando un +2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima”, ha sottolineato. Un flusso che si riflette nelle strette relazioni di co-produzione e scambio tra imprese italiane e tedesche.
Competitività europea, serve un piano condiviso
Buck insiste sulla necessità di una politica industriale comune tra Roma e Berlino. “Molti settori stanno vivendo cambiamenti importanti – ha detto – penso all’auto o a comparti energivori come la siderurgia. Ma più che guardare ai singoli settori, serve una visione strategica condivisa”. Solo così, secondo il consigliere delegato di Ahk Italien, si potrà rilanciare la produttività europea e rafforzare il patrimonio industriale di entrambi i Paesi.
Tre mosse per ripartire: snellire, unire, aprire
Buck indica tre priorità per dare slancio alla competitività. Prima di tutto, serve snellire le procedure e tagliare la burocrazia. “Le decisioni devono andare veloci – ha detto – così le imprese possono investire e innovare senza perdere tempo”. Seconda priorità: eliminare gli ostacoli che ancora frenano il pieno funzionamento del mercato unico europeo. “Oggi, le barriere interne all’Ue equivalgono a dazi nascosti del 44% sulle merci scambiate”, ha spiegato Buck. Un freno da togliere al più presto.
Infine, Buck sottolinea l’importanza di puntare su mercati aperti e nuove alleanze strategiche. “Italia e Germania sono economie fortemente orientate all’export. Dobbiamo spingere per accordi commerciali ambiziosi, dal possibile via libera condizionato con il Mercosur a un coinvolgimento più forte con Paesi in crescita come l’India”.
Innovazione e settori chiave: difesa e aerospazio al centro
Non solo industria tradizionale. Buck guarda avanti, verso settori destinati a giocare un ruolo chiave nei prossimi anni: “Difesa e aerospazio sono ambiti dove serve una cooperazione più stretta, soprattutto nella ricerca e nei grandi progetti europei”. In questo campo, la partnership tra Italia e Germania può diventare un modello per tutta l’Unione.
Una sfida che riguarda tutta l’Europa
Il messaggio finale di Buck è netto: “Rilanciare la produzione e l’industria significa mettere insieme competitività, sostenibilità e sicurezza economica”. Non è solo una questione tra due Paesi, ma una sfida per tutta l’Unione Europea. Solo così – conclude – si potrà assicurare una crescita solida e duratura per le imprese italiane, tedesche e di tutto il continente.










