Milano, 16 febbraio 2026 – Stefano Boeri e Cino Zucchi, volti noti dell’architettura internazionale e docenti al Politecnico di Milano, sono stati rinviati a giudizio questa mattina dal gup Fabrizio Filice. L’accusa è di turbativa d’asta e false dichiarazioni sul conflitto d’interessi. Al centro dell’indagine c’è il concorso internazionale per la realizzazione della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic), un progetto atteso da anni a Milano. La prima udienza è fissata per il 17 aprile, al Tribunale di Milano.
Beic, le accuse che scuotono il concorso
Dagli atti emerge che Boeri e Zucchi, insieme ad altri quattro professionisti ora a giudizio, avrebbero avuto un ruolo chiave nella gestione della gara per la progettazione della Beic, indetta dal Comune nel 2022. La Procura di Milano ipotizza che siano state date dichiarazioni false riguardo a conflitti di interesse e segnalano presunte irregolarità nella valutazione delle offerte.
Il concorso aveva attirato l’attenzione di studi da tutta Europa. La Beic doveva diventare un nuovo polo culturale di riferimento. Una sfida importante, sia per l’investimento economico che per il valore simbolico: uno dei progetti pubblici più rilevanti degli ultimi anni per Milano.
Boeri e Zucchi: “Siamo sereni”
Fonti vicine agli imputati raccontano che Boeri e Zucchi si sentono “sereni” e “fiduciosi nella magistratura”. Interpellati nel pomeriggio, hanno evitato dichiarazioni ufficiali, limitandosi a sottolineare la correttezza del loro operato. Uno dei legali ha spiegato: “Hanno sempre rispettato le regole”.
Dal Politecnico di Milano, dove insegnano da tempo, nessun commento ufficiale. Tra i colleghi, però, si respira sorpresa e prudenza. “Aspettiamo di vedere come andrà avanti l’inchiesta”, ci ha detto un docente della Scuola di Architettura. “Conosciamo la professionalità di chi è coinvolto”.
La Beic e le ombre sull’inchiesta
La Beic è un progetto inseguito da oltre dieci anni. L’area scelta per costruirla è tra viale Umbria e corso Lodi, zona in grande trasformazione con investimenti pubblici e privati. Il concorso, aperto nel 2022, ha visto partecipare oltre 40 studi di architettura, con una giuria composta da esperti italiani e stranieri.
Gli inquirenti parlano di anomalie nella composizione della commissione giudicatrice e di irregolarità nelle dichiarazioni sui rapporti tra giuria e concorrenti. L’indagine è partita da alcune segnalazioni interne, poi si è allargata grazie a documenti e testimonianze raccolti tra il 2023 e il 2024.
Processo alle porte, il futuro della Beic in bilico
Il processo inizierà il 17 aprile. Quel giorno si valuteranno le posizioni dei sei imputati, tra cui Boeri e Zucchi, e ascolteranno le prime testimonianze. La difesa ha già annunciato che chiederà nuovi documenti per provare che tutto si è svolto regolarmente.
In città il caso ha acceso un dibattito sulla trasparenza delle gare pubbliche. “Serve chiarezza”, ha detto un consigliere comunale dell’opposizione a Palazzo Marino. “La città non può permettersi zone d’ombra su un progetto così importante”.
Un nodo per la cultura milanese
L’esito del processo potrebbe rallentare la realizzazione della Beic. I lavori sono fermi, in attesa delle decisioni della magistratura. Nel frattempo, cresce il dibattito sulla necessità di procedure trasparenti e di tutelare l’immagine delle istituzioni coinvolte.
Resta da capire se questa vicenda influenzerà anche altri concorsi pubblici in programma a Milano nei prossimi mesi. Intanto, la città osserva con attenzione – e un po’ di tensione – lo sviluppo di una storia che vede protagonisti due figure simbolo dell’architettura italiana contemporanea.










