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Valanga mortale a Courmayeur: due vittime nel fuoripista

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Valanga mortale a Courmayeur: due vittime nel fuoripista
Valanga mortale a Courmayeur: due vittime nel fuoripista
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Courmayeur, 15 febbraio 2026 – Due uomini sono morti ieri pomeriggio travolti da una valanga nel canale del Vesses, in val Veny, sopra Courmayeur. Il distacco è avvenuto verso le 14.30 mentre un gruppo di sciatori freeride scendeva fuori pista. Una terza persona è stata recuperata in condizioni gravissime e portata d’urgenza all’ospedale Le Molinette di Torino. Al momento, non risultano altri dispersi.

Soccorsi complicati, bilancio tragico

La chiamata d’emergenza è arrivata pochi minuti dopo la valanga. In quota, la situazione era difficile: neve fresca, vento forte e la ripida pendenza del canale hanno reso gli interventi molto impegnativi. Sul posto sono arrivati quindici soccorritori, tra tecnici del Soccorso alpino valdostano e militari della guardia di finanza di Entreves. Li supportavano due medici, tre unità cinofile specializzate nella ricerca sotto valanga, due elicotteri e due ambulanze del 118.

I soccorritori hanno scavato per più di un’ora nella neve compatta. “Abbiamo trovato i primi due corpi a circa due metri di profondità”, ha raccontato un tecnico del Soccorso alpino. Le vittime sembrano essere di nazionalità francese, ma i documenti sono ancora in fase di verifica. Solo nelle prossime ore si avrà la conferma ufficiale.

Come è successo: la valanga si è staccata all’improvviso

Secondo una prima ricostruzione della guardia di finanza di Entreves, il gruppo stava affrontando il canale del Vesses, una delle discese più note della zona, quando una placca di neve si è staccata improvvisamente a monte. “Non c’è stato tempo per reagire”, ha detto un testimone che si trovava poco distante. La massa di neve ha travolto gli sciatori e li ha trascinati per diverse decine di metri.

Le indagini sono in corso: i militari della guardia di finanza stanno raccogliendo testimonianze e analizzando il manto nevoso. “Stiamo cercando di capire se c’erano segnali di pericolo nelle ore prima della valanga”, ha spiegato un ufficiale. Le squadre hanno perlustrato tutta l’area con l’aiuto delle unità cinofile e dei dispositivi ARTVA (Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga). Non risultano altre persone coinvolte.

Val Veny, un territorio a rischio

La val Veny, ai piedi del Monte Bianco, è molto frequentata da chi pratica freeride e sci alpinismo. In questi giorni il bollettino dell’AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) segnalava un rischio valanghe “marcato”. Le recenti nevicate, insieme ai cambiamenti di temperatura, hanno reso instabile la neve, soprattutto sui versanti esposti a nord.

“Abbiamo più volte raccomandato di fare attenzione”, ha ricordato un soccorritore valdostano. Ma per molti la voglia di scendere fuori pista è forte. Poi, però, la montagna può diventare pericolosa. Gli esperti insistono: consultare sempre i bollettini e portare con sé pala, sonda e ARTVA è fondamentale.

Cordoglio e reazioni a Courmayeur

La notizia della tragedia si è diffusa rapidamente in paese. Nel tardo pomeriggio, amici delle vittime si sono radunati davanti alla sede del Soccorso alpino in via Circonvallazione. “Erano esperti, conoscevano bene queste montagne”, ha detto uno di loro con la voce rotta. Il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota, ha espresso il suo cordoglio: “La nostra comunità è profondamente scossa. La montagna dà molto, ma chiede rispetto”.

Le salme sono state portate all’obitorio dell’ospedale Parini di Aosta per gli accertamenti. La persona ferita è ricoverata in prognosi riservata a Torino; i medici mantengono il riserbo sulle sue condizioni.

Montagna e sicurezza: un monito che torna sempre

Dopo la tragedia, gli operatori della montagna ribadiscono l’importanza della prevenzione. “Non basta l’esperienza”, spiega un istruttore locale. “Bisogna valutare ogni giorno le condizioni reali”. In val Veny, come in tutto l’arco alpino, il rischio valanghe resta un pericolo concreto per chi frequenta l’alta quota.

Le indagini proseguono. Solo nei prossimi giorni si potranno chiarire tutti i dettagli di questa tragedia che ha colpito la comunità degli appassionati di freeride sulle nevi della Valle d’Aosta.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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