Modena, 12 febbraio 2026 – Dal 20 al 22 febbraio, Modena si prepara a ospitare la quarta edizione del Learning More Festival, ormai il punto di riferimento in Italia per chi segue da vicino l’apprendimento e l’innovazione nella formazione digitale. Per tre giorni, il cuore della città emiliana si trasformerà in un grande laboratorio a cielo aperto, con oltre 120 eventi tra lezioni, workshop, talk, installazioni e learning show. L’idea è chiara: riflettere su come usare la tecnologia in modo consapevole, sia a scuola che nella vita di tutti i giorni, come spiegano gli organizzatori.
Un punto d’incontro per idee e pratiche
Il festival, promosso da Fem – Future Education Modena (un hub per l’EdTech nato da Wonderful Education e Fondazione di Modena), porterà in città più di 150 esperti da tutta Italia e dall’estero: insegnanti, formatori, ricercatori, imprenditori, responsabili delle risorse umane. Le cinque sedi scelte, tutte nel centro di Modena, accoglieranno un pubblico variegato: dagli addetti ai lavori agli studenti, fino alle famiglie curiose delle nuove frontiere dell’apprendimento.
“Vogliamo dare alle persone gli strumenti per usare la tecnologia in modo consapevole e intenzionale”, spiega Andrea Marchesi, direttore di Fem. “Non basta imparare a usare nuovi strumenti, serve capire come cambiano il nostro modo di pensare, lavorare e vivere”.
Sei temi per guardare al futuro della formazione
Il programma del Learning More Festival si sviluppa su sei grandi temi. Si parte dalle neuroscienze applicate all’apprendimento, con interventi come quello di Barbara Oakley (Oakland University), che parlerà della collaborazione tra uomo e intelligenza artificiale. Igor Sotgiu, docente all’Università di Bergamo, affronterà il tema del benessere e della felicità nell’insegnamento. Spazio anche alla neuroarchitettura, con la ricercatrice Ana Mombiedro e l’architetta Lidia Cangemi.
Un altro filone riguarda i linguaggi e le esperienze che costruiscono conoscenza: qui si potranno ascoltare figure come Alberto Cairo, information designer e docente a Miami, che spiegherà come interpretare i dati visivi (“How Charts Lie”), e la neuroscienziata linguista Maryanne Wolf, impegnata nel tema della lettura nell’era dell’intelligenza artificiale. Il giornalista Francesco Costa offrirà invece consigli pratici su come informarsi meglio.
Organizzazioni che imparano e Medical Humanities
Il festival non si limita alla scuola: guarda anche alle organizzazioni con talk dedicati alle nuove tendenze nell’apprendimento in azienda. Tra i nomi attesi, Lavinia Mehedintu (Offbeat) e Anamaria Dorgo (Adyen), che racconteranno come costruire comunità di apprendimento efficaci in ambienti di lavoro complessi.
Particolare attenzione sarà riservata alle Medical Humanities, ovvero al rapporto tra salute, cura e formazione. Il pediatra statunitense Michael Rich, conosciuto come “The Mediatrician”, parlerà di benessere digitale in famiglia. La divulgatrice scientifica Beatrice Mautino affronterà invece le competenze necessarie per affrontare l’incertezza legata alla malattia.
EdTech, famiglie e nuove sfide digitali
Il cuore tecnologico del festival pulsa nella sezione EdTech, dove si discuterà della validazione delle tecnologie educative con la rete europea EdTech Testbeds. Tra gli interventi, un confronto tra esperti come Marcello Majonchi (Arduino) e Nicola Mattina (Translated) sulle nuove sfide del product design nell’epoca dell’intelligenza artificiale.
Non mancheranno momenti pensati per le famiglie: nel Family Lab, lo psichiatra francese Serge Tisseron guiderà una riflessione su fiducia e controllo nell’educazione digitale dei figli. “È fondamentale aprire un dialogo sincero tra genitori e ragazzi”, ha detto Tisseron in una recente intervista.
Esperienze immersive e spettacoli di apprendimento
Tra gli appuntamenti più attesi, l’installazione interattiva BlurM3Not, realizzata con Sheldon.studio e Cnr, permetterà ai visitatori di esplorare i lati oscuri della rete attraverso la gamification dei dati. Due i learning show in programma: sabato 21 febbraio al Teatro Storchi con Richard Galliano e l’Orchestra dei Mandolini di Modena e Brescia; domenica 22 un evento sperimentale di sound design basato sull’intelligenza artificiale al Cinema Arena, in collaborazione con il Conservatorio di Modena.
Modena, capitale dell’apprendimento digitale
Per tre giorni, insomma, Modena diventerà un grande laboratorio diffuso, dove confrontarsi sulle sfide ma anche sulle opportunità dell’apprendimento nell’era digitale. Un’occasione per insegnanti, studenti, famiglie e professionisti per capire come la tecnologia possa diventare un alleato nella crescita personale e collettiva. “Solo unendo competenze diverse possiamo costruire una società che sappia davvero imparare”, conclude Marchesi. A Modena, dal 20 al 22 febbraio, il futuro della formazione sarà tutto da scoprire.










