Amsterdam, 10 febbraio 2026 – Nei Paesi Bassi e in Belgio, imparare una nuova lingua non è più solo un passatempo o un modo per viaggiare meglio. Già alle elementari l’inglese entra nelle aule, mentre alle medie si aggiungono spagnolo, francese e tedesco. Un cambiamento che, secondo insegnanti e studenti, rispecchia un mondo sempre più connesso e un mercato del lavoro che premia chi sa parlare oltre i confini.
Lingue straniere: un passaporto per il lavoro
Chi sogna di vivere e lavorare all’estero lo sa bene: saper parlare la lingua locale è spesso la chiave per inserirsi davvero, sia nella vita di tutti i giorni che nel lavoro. “Non basta più l’inglese – spiega Marieke Janssen, recruiter di una multinazionale a Utrecht –. Le aziende cercano persone capaci di muoversi tra più lingue e culture”. Lo confermano anche le offerte di lavoro degli ultimi mesi: dal turismo in Grecia e Cipro al customer service in Spagna, la richiesta di personale multilingue cresce senza sosta.
Esperienze all’estero: non basta il viaggio, serve l’immersione
Oggi viaggiare è più facile, ma non è detto che basti per imparare una lingua. “Frequentare un corso intensivo di tre mesi all’estero può cambiare tutto”, racconta Tommaso, 27 anni, appena tornato da Berlino dove ha lavorato come cameriere. “Ma è vivendo ogni giorno con la gente del posto che si impara davvero: dal bar al supermercato, ogni situazione diventa una lezione”. Le scuole di lingue confermano: l’immersione quotidiana resta il modo più efficace per prendere sicurezza e padroneggiare la lingua.
Oltre l’olandese: quando serve parlare altre lingue
Nei Paesi Bassi e in Belgio, l’olandese e il fiammingo sono fondamentali per la vita quotidiana. Ma appena si esce dai confini nazionali, si capisce che non bastano. “In certi posti l’inglese non è così diffuso come si pensa”, ammette Sophie De Vries, studentessa belga in Erasmus a Madrid. Per questo molti giovani scelgono di guardare film e serie TV in lingua originale o leggere libri stranieri: un modo semplice e divertente per allenare l’orecchio e arricchire il vocabolario.
Tecnologia e apprendimento: tra app e traduttori automatici
“Posso usare Google Translate?” È una domanda comune tra chi si avvicina a una nuova lingua. Gli esperti avvertono: “Le app di traduzione vanno bene per qualche parola, ma tradurre testi interi può portare a fraintendimenti”, spiega un docente della Vrije Universiteit Amsterdam. Meglio affidarsi a strumenti come Duolingo o Memrise per imparare vocaboli ogni giorno. E non dimenticare il metodo tradizionale: ripetere frasi e parole a memoria funziona ancora, soprattutto se fatto con costanza.
Un “linguaggio segreto” e nuove prospettive
Tornare a casa dopo un periodo all’estero significa spesso portare con sé un “linguaggio segreto”: parole e modi di dire che solo chi ha vissuto quell’esperienza può capire. “Mi capita di parlare al telefono con amici conosciuti a Londra senza che nessuno intorno capisca”, confida Marco, 32 anni, impiegato in una società internazionale. Un piccolo tesoro che racconta anche di una crescita personale.
Empatia e apertura mentale: i vantaggi di parlare più lingue
Diversi studi, tra cui una ricerca recente dell’Università di Groningen, mostrano che chi parla più lingue sviluppa più empatia e si adatta meglio. “Capire che ci sono modi diversi di pensare e comunicare aiuta a vedere il mondo con occhi nuovi”, spiega la professoressa Ingrid Van der Meer. Un bagaglio che va ben oltre il semplice curriculum.
Le aziende vogliono esperienze internazionali
Sempre più datori di lavoro vedono l’esperienza all’estero come un punto a favore. “Chi ha vissuto fuori si adatta meglio ai cambiamenti e sa lavorare in team multiculturali”, dice un responsabile HR di Rotterdam. In un mercato globale dove le collaborazioni internazionali sono all’ordine del giorno, le lingue diventano una risorsa preziosa.
Offerte di lavoro all’estero: come muoversi
Chi vuole partire trova molte opportunità: dal turismo all’hotellerie, fino al customer service nelle grandi città europee. Le agenzie specializzate consigliano di controllare spesso le offerte di lavoro all’estero e di preparare un curriculum aggiornato, anche in inglese o nella lingua richiesta dall’azienda.
In fondo, imparare una nuova lingua non è solo una sfida personale: è un investimento concreto per il futuro, sia professionale che umano.










