Milano, 10 febbraio 2026 – Omney, la startup che vuole cambiare il modo in cui gli italiani gestiscono il denaro, ha annunciato oggi di aver chiuso un round pre-seed da 510.000 euro. L’investimento, raccolto tramite uno strumento Safe, è stato guidato da due volti che uniscono esperienza e comunicazione: Alessandro Pedone, consulente finanziario con oltre vent’anni di esperienza, e Riccardo Zanetti, youtuber con mezzo milione di iscritti e noto nel mondo della finanza online. L’obiettivo è chiaro: “Portare l’educazione finanziaria fuori dalle aule universitarie e renderla accessibile a tutti”, ha detto Zanetti in diretta Instagram ieri sera.
Educazione finanziaria per tutti, senza complicazioni
La startup milanese conta già su una community di oltre 35mila persone. Si presenta come un vero e proprio ecosistema dove formazione, tecnologia e consulenza si intrecciano per aiutare chiunque voglia prendere in mano le proprie finanze. In questi giorni, Omney ha lanciato il primo corso online e in appena sette giorni ha incassato 450mila euro. Un segnale, secondo Pedone, che dimostra quanto gli italiani siano affamati di conoscenza finanziaria. La guida gratuita sugli investimenti dell’azienda è stata scaricata da più di 30.000 utenti.
Il progetto si sviluppa su tre fronti. Il primo è l’educazione finanziaria: corsi pratici e certificati, realizzati da consulenti indipendenti iscritti all’albo Ocf. Il secondo sarà la piattaforma digitale, attesa per aprile 2026. Uno strumento che permetterà agli utenti di monitorare tutto il loro patrimonio: investimenti, criptovalute, immobili, conti correnti. Non solo, aiuterà a scovare costi nascosti e a suggerire strategie per migliorare la gestione del denaro. Infine, la consulenza one to one: incontri personalizzati con professionisti, pacchetti da sei o dodici mesi, con sessioni di avvio e controlli ogni tre mesi.
Dove finiranno i soldi raccolti
Con la chiusura del round, Omney ha già deciso come usare i fondi. Il 70% sarà investito nello sviluppo della piattaforma digitale: arriveranno due nuovi membri nel team per accelerare i lavori e ampliare il database finanziario. Il 20% andrà alla comunicazione e al marketing, puntando soprattutto sui contenuti social e sull’organizzazione di un evento dal vivo che, nelle intenzioni dei fondatori, potrebbe diventare la più grande manifestazione di educazione finanziaria in Italia. Il restante 10% sarà destinato agli aspetti legali e normativi: dopo l’iscrizione all’albo Ocf, la startup continua a dialogare con i regolatori per semplificare le procedure e garantire consulenze sicure.
“Il denaro deve essere uno strumento per comprare libertà e tempo”, ha spiegato Zanetti. “Gestire bene il proprio patrimonio significa per una famiglia poter scegliere liberamente, non solo rispondere a un bisogno”. Un messaggio importante in un Paese dove, secondo i dati Ocse, la cultura finanziaria è tra le più basse d’Europa.
Un modello che elimina i conflitti d’interesse
Il mondo della consulenza finanziaria in Italia è ancora legato al modello tradizionale. Dei circa 53.000 consulenti iscritti all’albo Ocf, solo 741 lavorano in modo indipendente e fee-only: niente provvigioni, nessun legame con banche o reti commerciali (dati Relazione Annuale Ocf 2024). La maggioranza, invece, viene pagata tramite commissioni sui prodotti venduti.
“Omney non vende prodotti finanziari”, ha spiegato Pedone. “Così si elimina il conflitto d’interesse alla radice: i nostri consulenti sono pagati solo dai clienti, tramite abbonamenti o parcelle. Non abbiamo accordi commerciali con nessuno. Funzioniamo come avvocati o commercialisti”.
Un cambio di passo che mette il cliente al centro. “Il nostro unico obiettivo è proteggere chi si affida a noi”, ha ribadito Pedone durante una call con gli investitori ieri mattina.
Un’Italia che deve ancora imparare a gestire il denaro
In Italia, la consapevolezza finanziaria è ancora un problema. L’ultimo rapporto Ocse dice che meno del 40% degli adulti ha un livello adeguato di alfabetizzazione economica. In questo scenario, Omney cerca di colmare un vuoto: “Per anni ho fatto divulgazione su YouTube”, racconta Zanetti, “ma mancava un progetto che accompagnasse le persone dalla formazione alla gestione reale del patrimonio”.
Ora la sfida è trasformare la teoria in pratica. Nei prossimi mesi si punta al lancio della piattaforma e alla crescita della community. Nel frattempo resta una domanda aperta: gli italiani sono pronti a cambiare il loro rapporto con il denaro? La risposta, forse, arriverà presto.










