Milano, 8 febbraio 2026 – Mentre le Olimpiadi invernali stanno per entrare nel vivo, migliaia di persone a Milano sono al lavoro per far sì che tutto fili liscio. Ma la città è anche al centro di tensioni che non accennano a placarsi, dopo gli scontri di ieri durante una manifestazione contro i Giochi. La premier Giorgia Meloni è intervenuta con un messaggio sui social, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e condannando con fermezza gli episodi di violenza.
Olimpiadi a Milano: entusiasmo e proteste a confronto
Da settimane Milano vive tra attesa e fermento. Da un lato, i volontari si muovono senza sosta: sono oltre 12mila, secondo il comitato organizzatore, impegnati nei villaggi olimpici, alle stazioni e nei punti chiave della città. “Vogliamo che l’Italia venga ammirata e rispettata”, racconta Giulia Rinaldi, 24 anni, volontaria incontrata davanti alla stazione Centrale. Dall’altro, però, la tensione è palpabile. Ieri una manifestazione organizzata da gruppi contrari ai Giochi è degenerata in scontri con la polizia in zona Porta Venezia.
Scontri e sabotaggi: cosa è successo ieri
La Questura ricostruisce così: tutto è cominciato intorno alle 17:30, quando un corteo non autorizzato ha cercato di raggiungere piazza Duomo. Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro gli agenti e acceso fumogeni. Nel corso della serata, è stata sospesa la circolazione ferroviaria tra Milano e Lecco per alcune ore, dopo che ignoti hanno tagliato i cavi della linea, causando ritardi e disagi a centinaia di pendolari. “Un gesto grave, che mette a rischio la sicurezza di tutti”, ha detto il prefetto Claudio Sgaraglia.
Le istituzioni rispondono con fermezza
Questa mattina alle 9:15 la premier Meloni ha pubblicato un post in cui parla di “nemici dell’Italia e degli italiani” riferendosi ai manifestanti. “Solidarietà alle Forze dell’ordine, alla città di Milano e a chi vede il proprio lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”, si legge nel suo messaggio. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha chiamato alla calma: “Le proteste sono legittime, ma la violenza non si può accettare. Milano vuole mostrarsi al mondo come una città aperta e civile”.
Volontari e cittadini tra orgoglio e timori
Intorno alle stazioni e ai siti olimpici si respira un’aria mista di orgoglio e preoccupazione. I volontari, molti arrivati da fuori regione come Marco De Santis, 19 anni, di Bari, sono entusiasti: “Non capita spesso di poter dare una mano in un evento così grande”, racconta. Ma c’è anche chi teme nuovi episodi di tensione. “Abbiamo paura che arrivino altri sabotaggi”, confida un addetto alla sicurezza della metropolitana, che ha chiesto di restare anonimo.
Sicurezza rafforzata, ma la città soffre
Le autorità hanno intensificato i controlli nelle zone più sensibili. In particolare, la polizia ferroviaria presidia le linee principali dopo l’attacco di ieri sera. Il traffico in città resta pesante: alle 8:30 si segnalavano code sulla Tangenziale Est e rallentamenti in zona San Siro. I commercianti sono preoccupati. “Se la situazione non si calma rischiamo di perdere clienti proprio nei giorni più importanti”, spiega Luca Bernardi, titolare di un bar in via Vittor Pisani.
Il dibattito sulle Olimpiadi resta acceso
Le proteste contro i Giochi non sono una novità per Milano. Nei mesi scorsi diversi gruppi avevano già espresso il loro no, citando motivi ambientali e sociali. Ma gli episodi recenti hanno riacceso il dibattito su come gestire l’ordine pubblico senza soffocare il diritto a manifestare. “Serve dialogo, non repressione”, ha detto ieri sera Elena Russo, portavoce del coordinamento No Olimpiadi.
Con la città pronta ad accogliere atleti e visitatori da tutto il mondo, l’attenzione resta alta sulle possibili nuove proteste. Le forze dell’ordine assicurano che faranno tutto il possibile per garantire il regolare svolgimento dei Giochi e la sicurezza di tutti i cittadini.










