Roma, 7 febbraio 2026 – Il mercato Ict italiano sta vivendo un momento cruciale. La diffusione dell’intelligenza artificiale nelle aziende è cresciuta dal 5% all’8,2% nel 2024, raggiungendo il 16,4% nel 2025. Ma non basta. Il vero problema resta il gap nelle competenze digitali, che continua a frenare la competitività del Paese. A sottolinearlo è Pier Paolo Greco, neo-presidente di Assinter Italia, che ha lanciato un appello chiaro a istituzioni e cittadini: “La cultura sulle tecnologie digitali, e in particolare sull’intelligenza artificiale, è ancora troppo debole. Questo genera timori non solo tra i cittadini, ma anche nelle istituzioni”.
Competenze digitali, un nodo da sciogliere
Per Greco, la mancanza di competenze digitali è un vero freno per il nostro sistema. “Le regioni giocano un ruolo enorme nella gestione digitale quotidiana”, ha spiegato. Le società in-house regionali – spesso poco considerate – sono invece dietro servizi fondamentali: dal Fascicolo sanitario elettronico ai portali di e-government, dalla cybersecurity alla gestione dei data center. Parliamo di circa 8.000 dipendenti e un fatturato complessivo vicino ai 2 miliardi di euro.
Dietro ogni documento online, ogni servizio sanitario digitale o informazione turistica regionale c’è quasi sempre una società pubblica che lavora dietro le quinte. “Quando un cittadino usa un servizio digitale della propria regione, di solito c’è una società in-house che lo gestisce”, ha ricordato Greco.
Mercato Ict in crescita, nuove mosse sul tavolo
Il valore complessivo del mercato Ict italiano è stimato a 44,3 miliardi di euro per il 2025, con una crescita prevista del 4,5%. A trainare sono soprattutto il cloud computing (+16,2%) e la cybersecurity (+7,2%). Proprio qui Assinter punta forte. Tra i progetti in corso c’è il Cloud federato, un sistema per scambiare risorse tra le strutture regionali, con l’obiettivo di proteggere meglio i dati pubblici distribuendo la potenza di calcolo. “Stiamo lavorando per mettere insieme una rete di calcolo distribuita, invece di avere singoli data center vulnerabili”, ha spiegato Greco.
La nuova strategia dell’associazione si basa su un modello che Greco chiama “Barbarians”, preso in prestito dal rugby: ogni membro dà il suo contributo per il successo di tutti. Cinque i punti chiave: spingere sulle istituzioni, creare alleanze tra soci, fare rete con il privato, investire nella formazione con l’academy e spingere sull’innovazione per migliorare i rapporti tra pubblico e privato.
Europa, cybersecurity e ruolo strategico
Un aspetto fondamentale è il rapporto con l’Europa. Greco, che è anche vicepresidente di Euritas (l’associazione europea delle società Ict pubbliche), punta a rafforzare il legame tra Bruxelles, Roma e le regioni italiane. “Siamo l’unica realtà in Europa con una rappresentanza unitaria in Euritas. Questo ci permette di portare direttamente le richieste del territorio alla Commissione Europea”, ha sottolineato.
La cybersecurity è ormai una priorità irrinunciabile. Assinter sta lavorando per mettere insieme i noc (network operations center) delle varie società regionali, creando un sistema di monitoraggio più resistente e diffuso. “Oggi queste strutture sono in prima linea nella difesa cyber, e il loro ruolo cresce sempre di più”, ha detto Greco. La sicurezza informatica non è più solo un tema tecnico, ma un pilastro per la sovranità digitale del Paese.
Sinergie e la sfida culturale del digitale
Assinter riunisce quasi tutte le società regionali in-house e grandi realtà nazionali come Aci Informatica e InfoCamere, oltre a una rete di 30 partner tecnologici. “Abbiamo costruito un dialogo solido con i grandi fornitori internazionali”, ha spiegato Greco. L’obiettivo è chiaro: fare di Assinter un interlocutore chiave in ogni decisione sulla digitalizzazione.
Guardando al futuro, la vera sfida resta colmare il digital divide italiano. L’arrivo delle Giga Factory europee per l’intelligenza artificiale, con investimenti da 5 miliardi di euro, e lo sviluppo del quantum computing rendono ancora più importante il ruolo delle società pubbliche regionali. “Il sistema quantistico cambierà radicalmente il modo di vivere e lavorare che abbiamo conosciuto fino a oggi”, ha avvertito Greco.
La nuova guida di Assinter punta a far emergere competenze pubbliche spesso ignorate, creando sinergie tra territori e spingendo sull’innovazione con la collaborazione tra pubblico e privato. Non servono solo investimenti in tecnologia, ma soprattutto un salto culturale, che parta dalla formazione e dalla sensibilizzazione in tutti gli strati della società.










