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Riforma dell’ordinamento dei commercialisti: presentata memoria alla commissione Giustizia

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Riforma dell'ordinamento dei commercialisti: presentata memoria alla commissione Giustizia
Riforma dell'ordinamento dei commercialisti: presentata memoria alla commissione Giustizia
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Roma, 6 febbraio 2026 – Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha inviato ieri alla Commissione Giustizia della Camera una memoria dettagliata sulla riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile, dopo l’audizione di qualche giorno fa a Montecitorio. Il documento, trasmesso tramite la segreteria dell’Int, si concentra soprattutto sulla giurisprudenza e sul ruolo del tributarista secondo la Legge 4/2013, con l’obiettivo di fare chiarezza e difendere la posizione dei professionisti non iscritti agli ordini.

La riforma e la difesa delle professioni non ordinistiche

“La riforma dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile AC 2628 riguarda anche i professionisti della legge n.4/2013, in particolare i tributaristi”, ha ribadito Alemanno nella memoria, confermando quanto già detto durante l’audizione. Per il presidente dell’Int, ogni cambiamento normativo che coinvolge le categorie professionali deve “tutela­re le specificità e il libero esercizio delle professioni già esistenti”. Un punto che, secondo Alemanno, la delega in discussione mette nero su bianco.

Nel testo si richiama anche la relazione introduttiva al disegno di legge 2628, dove si precisa che il legislatore non dovrà assegnare nuove competenze ai dottori commercialisti e agli esperti contabili, ma dovrà solo censire le attività già previste dalle norme esistenti. “Non si possono tralasciare riferimenti giurisprudenziali citati in audizione in modo parziale”, scrive Alemanno, aprendo così un’analisi sulle sentenze più importanti che hanno segnato il settore.

Sentenze decisive: Corte Costituzionale e Cassazione

Tra i riferimenti principali, la memoria cita la sentenza n. 144 del 2024 della Corte Costituzionale, che ha respinto i ricorsi di incostituzionalità sull’articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 241/1997, che riguarda il rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni dei redditi. “Il visto di conformità – ricorda Alemanno – non è appannaggio esclusivo delle professioni ordinistiche: può essere rilasciato anche dai tributaristi iscritti nel Ruolo dei periti esperti in tributi al 30 settembre 1993”. Posizione mai contestata dall’Int, nemmeno nell’ipotesi di un equiparazione tra ordini e associazioni ex lege 4/2013.

La memoria fa distinzione tra sentenze su norme specifiche e quelle che riguardano il principio generale della libertà professionale. Viene citata la sentenza della Corte Costituzionale n. 418 del 1996, che stabilisce come, al di fuori delle attività riservate per legge a chi è iscritto a un albo o ha una specifica abilitazione, vale il principio della libertà di lavoro autonomo o d’impresa.

Un altro passaggio chiave riguarda l’ordinanza n. 3495 del 7 febbraio 2024 della Corte di Cassazione, che ha condannato per abuso di professione una società commerciale attiva nel settore fiscale e contabile. La Cassazione ha ribadito che chi opera in campo contabile deve sempre chiarire le proprie qualifiche e i riferimenti normativi, evitando di confondere i ruoli tra professioni ordinistiche e associative. “Una sentenza – sottolinea Alemanno – che conferma quello che i tributaristi Int fanno da sempre, condannando ogni forma di abusivismo”.

Ordini e associazioni: cosa dice la legge

Sul tema della convivenza tra ordini e associazioni professionali ex lege 4/2013, la memoria richiama la sentenza del Consiglio di Stato n. 9408/2024, pubblicata il 22 novembre scorso. Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità di un sistema professionale misto, formato da ordini e libere associazioni, in linea con il principio della concorrenza. Alemanno ci tiene a sottolineare: “Nessuna nuova funzione o attività riservata, nessun tentativo di escludere altri dall’esercizio delle attività tipiche”, che possono essere svolte anche dal contribuente o da un suo delegato.

Il presidente dell’Int spiega che questa posizione tutela “la concorrenza, il mercato, i contribuenti e i tributaristi associativi ex lege 4/2013”, che svolgono regolarmente attività come consulenza fiscale, contabile e amministrativa, sempre in base a norme precise. Tra queste ci sono funzioni di intermediario fiscale abilitato, assistenza davanti all’amministrazione finanziaria o in caso di controlli, consulenze tecniche d’ufficio (CTU) e perizie per i tribunali.

Il valore dei tributaristi associativi

Alemanno ricorda che i tributaristi associativi qualificati devono rispettare regole precise: aggiornamento professionale continuo, polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi, rispetto delle norme deontologiche. Sono controllati sia dall’associazione riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sia soggetti alle sanzioni del Codice del consumo.

Sul fronte previdenziale, questi professionisti versano i contributi alla gestione separata Inps dal 1996, come previsto per chi non ha una cassa previdenziale privata. “Sono donne e uomini che lavorano e creano lavoro”, scrive Alemanno nella memoria, “e chiedono solo di poterlo fare nel rispetto delle leggi e delle altre professioni”.

Chiarezza e rispetto per il futuro

Alemanno spiega le ragioni della memoria inviata alla Camera: “Vogliamo solo chiarezza sulle norme e sulla giurisprudenza, senza penalizzare o mettere in cattiva luce nessuno”. Il presidente dell’Int sottolinea come nella memoria siano state volutamente ridotte le informazioni sulle caratteristiche della professione: “Sarebbe venuto fuori un libro, non una memoria”.

Conclude con un appello al rispetto reciproco tra le categorie: “Difendiamo i nostri diritti rispettando i doveri. Chi dice il contrario è in malafede e nega l’evoluzione del settore economico-contabile”. Un messaggio chiaro rivolto ai legislatori e a tutti gli attori coinvolti, in un momento in cui la discussione sulla riforma resta aperta e decisiva per il futuro delle professioni non ordinistiche in Italia.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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