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Meloni: l’Inps come pilastro del welfare e simbolo di uno Stato amico

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Meloni: l'Inps come pilastro del welfare e simbolo di uno Stato amico
Meloni: l'Inps come pilastro del welfare e simbolo di uno Stato amico
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Roma, 5 febbraio 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato questa mattina un messaggio alla Convention della dirigenza Inps, riunita nella sede centrale di via Ciro il Grande, mettendo in luce il ruolo fondamentale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale nel sistema di welfare italiano. “L’Inps è la colonna portante del sistema nazionale di welfare e il braccio operativo dello Stato sul territorio”, ha scritto la premier, sottolineando il valore concreto del lavoro quotidiano dei dirigenti dell’ente.

L’Inps, il volto concreto dello Stato amico

Nel testo letto all’apertura dei lavori, Meloni ha puntato l’attenzione sulla necessità che l’Inps diventi “il volto di uno Stato amico, affidabile e sempre più capace di rispondere alle esigenze delle persone, soprattutto nei momenti più difficili della vita”. Un passaggio che fotografa bene la sfida attuale: da una parte, gestire milioni di pratiche tra pensioni, sussidi e indennità; dall’altra, l’urgenza di rendere i servizi più semplici e veloci. “Il senso vero del lavoro che ogni giorno i dirigenti dell’Istituto svolgono – ha aggiunto Meloni – è rispondere ai bisogni concreti degli italiani”.

La convention, partita alle 10.30 con la relazione del presidente Gabriele Fava, ha visto la partecipazione di oltre 200 dirigenti provenienti da tutta Italia. Nei corridoi si sono incrociati volti noti dell’amministrazione pubblica e rappresentanti sindacali. L’atmosfera, raccontano i presenti, era quella di chi si prepara a una stagione di cambiamenti.

Dal semplice assistenzialismo all’inclusione vera

Nel suo messaggio, la presidente del Consiglio ha richiamato l’urgenza di “lasciare da parte una visione solo assistenzialista”, promuovendo invece “l’inclusione sociale e lavorativa”. È un tema che da mesi anima il dibattito politico, soprattutto dopo la riforma del Reddito di cittadinanza e l’introduzione dell’Assegno di inclusione. Meloni ha ricordato il lavoro fatto “per tutelare le famiglie più fragili e in difficoltà”, ma ha anche sottolineato l’importanza dei controlli: “Quei controlli necessari a evitare che il beneficio finisca a chi non ne ha diritto”.

Secondo i dati Inps, nel 2025 sono stati fatti oltre 1,2 milioni di controlli sulle domande per prestazioni sociali, con circa 70mila pratiche bocciate per mancanza dei requisiti. Un lavoro che, secondo il direttore generale Vincenzo Caridi, “ha permesso di recuperare risorse da destinare davvero a chi ne ha bisogno”.

Costruire un welfare che rispecchi i tempi

“La sfida – ha scritto Meloni – è lavorare insieme all’Inps per mettere a punto quel nuovo modello di protezione sociale che i cittadini si aspettano da tempo”. Il riferimento è ai cambiamenti demografici e sociali che stanno trasformando il Paese: la popolazione che invecchia, le nuove povertà nelle città, la precarietà del lavoro. “Serve un welfare che sappia stare al passo con questi cambiamenti, mettendo sempre la persona e i suoi bisogni al centro”, ha spiegato la premier.

Durante la mattinata, molti dirigenti hanno apprezzato il riconoscimento arrivato da Palazzo Chigi. “Sentirsi chiamati in causa direttamente dalla presidente del Consiglio dà un senso profondo al nostro lavoro di tutti i giorni”, ha raccontato una funzionaria della sede romana. Qualcuno ha però ammesso le difficoltà: “Le aspettative sono grandi, ma le risorse spesso non bastano”, ha confessato un dirigente lombardo.

L’Inps al cuore del futuro del Paese

La convention si chiuderà domani con una tavola rotonda dedicata alle nuove tecnologie per i servizi previdenziali. Intanto, dal governo arriva l’impegno a continuare a investire sull’Istituto, sia con la digitalizzazione che con la formazione del personale. “Il governo farà la sua parte”, ha garantito Meloni nel suo messaggio.

Insomma, il futuro dell’Inps passa da qui: ascolto, efficienza e attenzione alle nuove fragilità sociali. Solo così – ha concluso la premier – l’Istituto potrà davvero diventare “il volto amico dello Stato” nella vita degli italiani.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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