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Assinter: le in-house regionali al centro della rivoluzione digitale in Italia

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Assinter: le in-house regionali al centro della rivoluzione digitale in Italia
Assinter: le in-house regionali al centro della rivoluzione digitale in Italia
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Roma, 5 febbraio 2026 – Il mercato ICT italiano si trova a un bivio delicato. L’uso dell’intelligenza artificiale nelle aziende con almeno dieci dipendenti è quasi raddoppiato, passando dall’8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025. Ma non basta. Il vero problema resta il divario nelle competenze digitali che ancora pesa sul Paese. A sottolinearlo è Pier Paolo Greco, nuovo presidente di Assinter Italia, l’associazione che riunisce le società ICT in-house regionali e nazionali. Secondo lui, la scarsa conoscenza digitale – soprattutto sull’AI – fa crescere timori tra cittadini e istituzioni.

Competenze digitali: un gap che pesa

“C’è ancora poca conoscenza delle tecnologie digitali, in particolare sull’intelligenza artificiale. Questo crea paura non solo tra le persone ma anche nelle istituzioni”, ha detto Greco durante un incontro con la stampa. Il problema delle competenze digitali si sente forte anche nelle stanze del potere, dove spesso si fatica a stare al passo con le nuove sfide tecnologiche. Per Greco, questo rischio frena la crescita digitale dell’Italia proprio quando la domanda di servizi innovativi sta aumentando.

Le società in-house: il cuore nascosto dei servizi digitali

Le società ICT in-house regionali, spesso poco conosciute, gestiscono servizi digitali cruciali per la vita di tutti i giorni. Dal Fascicolo sanitario elettronico ai servizi di e-government, dalla cybersecurity alla gestione dei data center regionali, queste realtà contano circa 8mila dipendenti e un fatturato complessivo di 2 miliardi di euro. “Quando un cittadino usa servizi sanitari online, richiede documenti o cerca informazioni turistiche dalla sua regione, dietro c’è quasi sempre una società in-house che li gestisce”, ha spiegato Greco.

Cloud federato e cybersecurity, le sfide del futuro

Il mercato ICT italiano dovrebbe crescere del 4,5% nel 2025, raggiungendo un valore totale di 44,3 miliardi di euro. A spingere sono soprattutto il cloud computing (+16,2%) e la cybersecurity (+7,2%). Su questi fronti, Assinter sta portando avanti progetti innovativi come il Cloud federato, un sistema che mette in rete le risorse delle diverse regioni per proteggere meglio i dati. “Vogliamo creare una potenza di calcolo distribuita, evitando di avere data center singoli che sono più esposti ai rischi”, ha spiegato il presidente.

La sicurezza informatica resta una priorità. Assinter sta lavorando per unire i Network Operations Center (NOC) delle società regionali, creando una rete di monitoraggio più solida e resistente. “Questi centri sono sempre più impegnati nella difesa cyber, un aspetto che sta diventando fondamentale”, ha sottolineato Greco. La sicurezza non è più solo una questione tecnica, ma è cruciale per la sovranità digitale dell’Italia.

Il modello Barbarians: squadra e strategia europea

La visione di Greco si ispira al cosiddetto “modello Barbarians”, tratto dal rugby: ogni giocatore dà il massimo per la squadra. Cinque sono le linee guida: fare pressione sulle istituzioni, creare alleanze tra soci, collaborare con il privato, puntare sulla formazione attraverso l’academy associativa e innovare per migliorare i rapporti tra pubblico e privato. Un punto chiave è il ruolo in Europa. Greco, recentemente riconfermato vicepresidente di Euritas (l’associazione europea delle società ICT pubbliche), vuole rafforzare il legame tra Bruxelles, Roma e le regioni. “Siamo l’unica realtà in Europa con una rappresentanza unica dentro Euritas. Questo ci dà la possibilità di portare direttamente le esigenze dei territori alla Commissione Europea”, ha detto.

Sinergie e formazione: il futuro di Assinter

Assinter riunisce quasi tutte le società regionali in-house e grandi nomi nazionali come Aci Informatica e InfoCamere. Questa varietà è una forza, perché mette insieme competenze e capacità operative su tutto il territorio. L’associazione ha anche creato una rete con 30 partner tecnologici, favorendo – come dice Greco – “un dialogo costruttivo” con i grandi fornitori internazionali.

Guardando avanti, l’obiettivo è chiaro: fare di Assinter un punto di riferimento per ogni decisione governativa sulla digitalizzazione. Per chiudere il digital divide italiano serve rafforzare competenze e infrastrutture pubbliche. Con l’arrivo delle Giga Factory europee per l’intelligenza artificiale – investimenti stimati in 5 miliardi di euro – e la crescita del quantum computing, il ruolo delle società in-house regionali diventa ancora più centrale.

“Il sistema quantistico cambierà radicalmente la nostra vita, come la conosciamo oggi”, ha ammonito Greco. La nuova guida di Assinter punta a valorizzare questo patrimonio pubblico spesso trascurato, creando sinergie tra territori e spingendo l’innovazione grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. È una sfida che richiede investimenti tecnologici, ma soprattutto un cambio di mentalità, partendo dalla formazione e dalla sensibilizzazione sul digitale.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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