Milano, 4 febbraio 2026 – È partito un nuovo fondo da 200 milioni di euro per aiutare le imprese italiane che vogliono investire negli Stati Uniti. A lanciarlo sono stati Simest e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. A darne notizia è stata ExportUsa, società di consulenza che da tempo supporta le aziende italiane nel loro sbarco oltreoceano. Il suo Dipartimento Finanza Agevolata si prepara a guidare le imprese in questo cammino. “La strada è tracciata, ora tocca percorrerla insieme”, ha detto Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, definendo questa iniziativa “un segnale concreto e forte di sostegno”.
200 milioni per spingere il Made in Italy negli Usa
Questa nuova iniezione di risorse è pensata per tutte le aziende italiane che vogliono rafforzare o aprire una presenza sul mercato americano, un terreno chiave per la crescita del Made in Italy. Il fondo di 200 milioni di euro finanzierà progetti legati alla transizione digitale e ambientale e all’ingresso nei mercati esteri. Le condizioni? Molto interessanti, a giudicare dagli addetti ai lavori. Tra i vantaggi: un contributo a fondo perduto fino al 10%, la possibilità di ricevere un anticipo fino al 50% della somma richiesta e un finanziamento che può durare fino a otto anni.
“Voglio ringraziare il Ministero degli Esteri e Simest per aver messo in campo uno strumento moderno, efficace e che risponde davvero ai bisogni delle imprese”, ha aggiunto Miranda. Il tasso agevolato, fissato allo 0,3%, è un altro incentivo per chi punta a investire negli Usa, un mercato che negli ultimi anni ha visto crescere costantemente l’export italiano.
Digitale ed ecologia al centro del finanziamento
Una delle novità più interessanti riguarda la possibilità di destinare una parte importante delle risorse – fino all’80%, e addirittura il 90% per le imprese energivore – direttamente in conto capitale o come finanziamento soci alla controllata americana. In pratica, fino a un milione di euro potrà servire ad aumentare il capitale sociale o a finanziare direttamente la filiale negli Stati Uniti. Una mossa che, secondo gli esperti, dovrebbe facilitare l’insediamento stabile delle aziende italiane oltreoceano, rafforzandone la struttura finanziaria e operativa.
Il finanziamento “Transizione Digitale o Ecologica” va dunque incontro alle imprese che vogliono innovare i processi produttivi o adottare soluzioni più sostenibili, senza rinunciare all’espansione internazionale. “Siamo pronti a camminare fianco a fianco con le aziende, per trasformare questa opportunità in una presenza solida e duratura sul mercato americano”, ha assicurato Miranda.
Supporto su misura per le imprese
Il Dipartimento Finanza Agevolata di ExportUsa si propone come punto di riferimento per tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla preparazione del progetto, fino alla presentazione della domanda e ai rapporti con Simest. Un aiuto pratico che si aggiunge all’esperienza di ExportUsa negli Stati Uniti, dove da anni accompagna le aziende italiane nel loro ingresso sul mercato.
Le prime impressioni parlano di grande interesse. “Abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni nelle ultime settimane”, ha rivelato un consulente di ExportUsa. Le aziende guardano con attenzione alle condizioni offerte: anticipo immediato, tasso agevolato e la possibilità di rafforzare il capitale della controllata americana sono elementi decisivi.
Il Made in Italy punta in alto negli Usa
Gli Stati Uniti restano una delle destinazioni principali per l’export italiano. Settori come agroalimentare, moda, meccanica e design sono tra i più vivaci. Secondo i dati Istat del 2025, le esportazioni verso gli Usa hanno superato i 60 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno prima. In questo scenario, strumenti come quello di Simest e del Ministero degli Esteri possono fare davvero la differenza.
“L’obiettivo è trasformare questo aiuto finanziario in un vero progetto di crescita”, ha concluso Miranda. Solo quando le aziende italiane riusciranno a consolidare la loro presenza negli Stati Uniti si potrà parlare di un successo reale per il Made in Italy oltre confine.










