Roma, 4 febbraio 2026 – È stato presentato oggi alla Camera dei Deputati il logo e il programma ufficiale della prima Giornata Internazionale dell’Amatriciana, che si terrà ad Amatrice dal 6 all’8 marzo 2026. L’iniziativa, promossa dall’Associazione dei ristoratori e degli albergatori di Amatrice (Aram) e sostenuta dal Comune, dall’Università Roma Tre, dalla Regione Lazio e dalla Camera di commercio di Rieti e Viterbo, vuole celebrare e mettere in luce uno dei piatti più famosi della cucina italiana, proprio nel luogo dove è nato.
Amatrice riparte dal suo piatto simbolo
La conferenza stampa si è svolta nella Sala Tatarella di Montecitorio, con tanti rappresentanti istituzionali e addetti ai lavori. Al centro della scena, il logo: una forchetta con i denti che diventano spaghetti intrecciati, dentro un cerchio dai colori caldi, tra arancione, oro e rosso. Accanto, il programma della tre giorni: convegni, laboratori, visite ai cantieri della ricostruzione, escursioni a piedi e in e-bike, degustazioni. Un calendario intenso, pensato per raccontare le eccellenze e le caratteristiche di un territorio che, dopo il terremoto del 2016, sta cercando di tornare a vivere.
Giovanni Apa, presidente di Aram, ha sottolineato: “Vogliamo che questa giornata diventi un appuntamento fisso per chi ama la cucina italiana e la storia di Amatrice. Non è solo una festa di sapori, ma un modo per sostenere la ripresa economica e sociale della nostra comunità”.
La scelta del 6 marzo ha un significato preciso
Il 6 marzo non è stato scelto a caso. Proprio quel giorno, nel 2020, la Commissione europea ha riconosciuto all’Amatriciana la certificazione di Specialità Tradizionale Garantita (Stg). In Italia, solo altri tre prodotti hanno questo riconoscimento: mozzarella, pizza napoletana e vincisgrassi alla maceratese. “Per noi l’Amatriciana è molto più di un piatto”, ha detto il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi. “È un simbolo di eccellenza che racconta la forza di un territorio segnato dal dolore ma capace di rialzarsi. Questa iniziativa si affianca alla nostra storica sagra degli spaghetti, ormai conosciuta in tutto il mondo”.
La cucina come risorsa culturale
Tra gli interventi anche quello di Simona Baldassarre, assessore alla Cultura della Regione Lazio: “Dopo il riconoscimento Unesco della cucina italiana come patrimonio immateriale, non poteva mancare il ‘primo dei primi’. L’Amatriciana rappresenta la convivialità e la storia dei nostri territori”. Parole condivise dal rettore dell’Università Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, che ha ricordato il ruolo dell’ateneo come partner scientifico: “Formare chi lavora e studia nel campo dell’enogastronomia significa valorizzare una parte importante della nostra identità culturale. La storia di Amatrice è una storia di resilienza che parla al mondo”.
L’Amatriciana in numeri: una tradizione che muove l’economia
Secondo l’ultimo studio di Arsial (2020), nei soli comuni di Amatrice e Accumoli si producono circa 100 tonnellate di sugo all’amatriciana ogni anno, equivalenti a circa 25.000 porzioni annuali. Nel Lazio si stima che vengano serviti oltre un milione di piatti all’anno. Numeri che raccontano una tradizione viva, capace di creare economia e identità.
Perché una giornata internazionale? Tre buone ragioni
L’Aram spiega così la scelta: “La prima è una sfida culinaria: se il 6 aprile si celebra in tutto il mondo il ‘Carbonara Day’, perché non festeggiare anche l’‘Amatriciana Day’? La seconda nasce dall’orgoglio di questa terra: dopo il sisma del 24 agosto 2016 l’orologio si era fermato, oggi vogliamo dimostrare che Amatrice è ripartita. La terza è un messaggio positivo: vogliamo promuovere uno dei piatti più famosi del mondo e festeggiare il 6 marzo in tutti i continenti”.
Social e testimonial per portare l’Amatriciana nel mondo
Per far conoscere l’iniziativa anche oltre confine, Aram ha lanciato oggi il sito ufficiale www.giornatadellamatriciana.it e tre nuovi profili social dedicati. Fino al 6 marzo sono previste campagne con chef e testimonial famosi. L’obiettivo è chiaro: far diventare la parola “Amatriciana” un trend globale, con hashtag diversi ma un solo filo conduttore, la celebrazione di un piatto che unisce tradizione, territorio e futuro.
Come ha detto uno degli organizzatori durante la presentazione: “Non importa quale hashtag userete. L’importante è che ci sia dentro la parola Amatriciana. Perché questa storia è di tutti”.










