Milano, 3 febbraio 2026 – Sono finiti nel registro degli indagati i quattro agenti delle Uopi (Unità Operative di Pronto Intervento) coinvolti nella sparatoria di domenica pomeriggio a Rogoredo, dove un uomo è rimasto gravemente ferito. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per concorso in lesioni colpose, ma negli atti compare già la scriminante dell’uso legittimo delle armi: una formula che, spiegano fonti giudiziarie, tutela gli agenti quando agiscono nell’esercizio delle loro funzioni e si trovano a dover fronteggiare una situazione di violenza.
Sparatoria a Rogoredo: cosa è successo davvero
Tutto ha avuto inizio intorno alle 14.45 di domenica, in via Caviglia, nella periferia sud di Milano. Qui un uomo, poi identificato come Liu Wenham, un cinese di trent’anni, ha aggredito una guardia giurata con una mazza di ferro e gli ha sottratto la pistola d’ordinanza. Da quel momento è scattata la fuga armata per le vie del quartiere. Alcuni residenti lo hanno visto entrare in un condominio, bussare con forza a più porte, tenendo in mano l’arma. “Non siete voi che sto cercando”, avrebbe detto a due condomini, secondo quanto riferito agli investigatori.
La chiamata al 112 è partita proprio da uno di loro. In pochi minuti sono arrivate le volanti della questura. Gli agenti hanno intercettato Liu Wenham mentre era ancora armato. A quel punto, il trentenne ha caricato la pistola e l’ha puntata contro di loro. I poliziotti si sono messi al riparo, aspettando l’arrivo delle Uopi, equipaggiate con armi pesanti e con un veicolo blindato.
Lo scontro a fuoco: colpi, feriti e tensione alle stelle
Quando la pattuglia speciale è arrivata, la situazione era ormai al culmine. La Squadra Mobile ricostruisce che Liu Wenham ha sparato un colpo verso la jeep blindata della polizia, colpendo il parafango della Land Rover. Solo allora gli agenti hanno risposto al fuoco. Due proiettili hanno raggiunto l’uomo: uno al braccio, l’altro al volto. Soccorso in condizioni gravissime, ora è in coma in ospedale.
La Procura, guidata dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Simona Ferraiuolo, ha iscritto i quattro agenti nel registro degli indagati. Un atto dovuto, spiegano in ambienti giudiziari, che serve a tutelare i poliziotti coinvolti. “È una formalità”, aggiungono, “e potrebbe concludersi con l’archiviazione una volta chiuse le verifiche”.
Le accuse contro Liu Wenham
Mentre si indaga sul comportamento degli agenti, la posizione di Liu Wenham si fa sempre più grave. La Squadra Mobile lo accusa di tentato omicidio nei confronti dei poliziotti, rapina aggravata per aver sottratto l’arma alla guardia giurata, lesioni aggravate per l’aggressione con la mazza, porto abusivo di arma da fuoco e minacce gravi rivolte ai condomini.
Non è tutto: dagli atti emerge che già il 31 gennaio Liu Wenham avrebbe minacciato un’altra guardia giurata nella stessa zona. La Procura ha chiesto approfondimenti sulle sue condizioni psicologiche e psichiatriche. “Stiamo verificando eventuali precedenti e lo stato mentale dell’indagato”, ha spiegato una fonte vicina alle indagini.
Cosa succederà adesso
Nei prossimi giorni saranno ascoltati i testimoni presenti durante la sparatoria e saranno esaminate le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Gli investigatori stanno ricostruendo ogni dettaglio dell’intervento, dai primi istanti dopo la rapina fino allo scontro a fuoco.
Al momento i quattro agenti restano formalmente indagati, ma la presenza della scriminante dell’uso legittimo delle armi fa pensare che la loro azione sia stata considerata una risposta a una minaccia reale. Solo al termine degli accertamenti si deciderà se archiviare o procedere con ulteriori passi giudiziari.
Intanto, il quartiere di Rogoredo resta scosso. “Abbiamo sentito gli spari e ci siamo chiusi in casa”, racconta una residente. “Qui non era mai successo niente del genere”.










