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Il gas scende sotto quota 34 euro: cosa significa per il mercato?

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Il gas scende sotto quota 34 euro: cosa significa per il mercato?
Il gas scende sotto quota 34 euro: cosa significa per il mercato?
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Milano, 3 febbraio 2026 – Il prezzo del gas naturale in Europa è sceso oggi sotto la soglia dei 34 euro al megawattora. Sul mercato di Amsterdam, il Ttf ha chiuso a 33,95 euro, con un calo del 13,59% rispetto alla seduta precedente. Secondo gli operatori, questo ribasso riflette le previsioni di un clima più mite nelle prossime settimane e l’andamento simile registrato negli Stati Uniti.

Prezzi in calo, il meteo fa la differenza

Il dato di Amsterdam, arrivato poco dopo le 17, ha sorpreso diversi esperti. “Il mercato si sta adattando alle nuove previsioni meteo: temperature più alte della media stagionale in gran parte d’Europa riducono la domanda di riscaldamento”, ha spiegato a margine delle contrattazioni Luca Bianchi, analista energetico di Ref Ricerche. Le stime diffuse dall’istituto meteorologico tedesco DWD parlano di temperature tra i 7 e i 10 gradi la prossima settimana in città come Berlino, Parigi e Milano. Un dettaglio che, a questo punto dell’anno, pesa molto sulle aspettative.

Il mercato americano spinge l’Europa

Non è solo questione europea. Anche il prezzo del gas negli Stati Uniti ha seguito una tendenza simile, con il benchmark Henry Hub in calo negli ultimi giorni. “C’è una connessione sempre più stretta tra i due mercati”, ha sottolineato Giovanni Sessa, trader di una grande utility italiana. “Le esportazioni di GNL dagli Usa verso l’Europa sono ormai consolidate: quando il prezzo scende a New York, lo fa quasi subito anche ad Amsterdam”. I dati della società di monitoraggio Kpler confermano che a gennaio sono arrivate nei porti europei oltre 6 milioni di tonnellate di GNL americano, il 15% in più rispetto a gennaio 2025.

Gli operatori restano cauti ma guardano avanti

La giornata è stata vivace, con volumi alti ma anche una certa prudenza tra gli operatori. “Non si può escludere un rialzo se dovessero cambiare le condizioni meteorologiche”, ha ammesso un broker londinese contattato nel tardo pomeriggio. Tuttavia, molti nel settore pensano che l’inverno 2025-2026 possa chiudersi senza grandi tensioni sulle forniture. Gli stoccaggi europei, secondo Gas Infrastructure Europe, sono pieni al 75%, un livello che mette tranquillità per questo periodo.

Famiglie e imprese italiane: bollette più leggere in vista?

Per chi vive e lavora in Italia, la discesa del prezzo del gas potrebbe tradursi in bollette meno care nelle prossime settimane. “Se questa tendenza si conferma anche a febbraio, ci aspettiamo una riduzione dei costi energetici per i consumatori”, ha detto Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. Ma Tabarelli invita alla prudenza: “Il mercato resta molto volatile, basta un’improvvisa perturbazione o una crisi geopolitica per cambiare tutto”. Negli ultimi due anni, infatti, il settore ha visto forti oscillazioni legate a tensioni internazionali e condizioni climatiche imprevedibili.

Rinnovabili e diversificazione: la strada dell’Europa

In questo scenario, l’Europa punta sempre di più sulle energie rinnovabili e sulla diversificazione delle fonti. La Commissione UE ha ribadito di recente l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal gas importato entro il 2030. “Stiamo accelerando gli investimenti in eolico e solare”, ha ricordato la commissaria all’Energia Kadri Simson durante un incontro a Bruxelles. Ma per ora, il gas resta un pilastro fondamentale per la sicurezza energetica del continente.

Sguardo al futuro: tra meteo e geopolitica

Guardando avanti, gli operatori tengono gli occhi puntati sulle previsioni del tempo e sulle tensioni geopolitiche. “Il prezzo del gas potrebbe stabilizzarsi a questi livelli se non ci saranno sorprese”, ha confidato un trader milanese poco prima della chiusura dei mercati. Solo allora si capirà se questa tregua durerà o se nuove turbolenze torneranno a mettere pressione sui fornitori europei. Per ora, la parola d’ordine è cautela.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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