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Il coraggio di un poliziotto: la verità sul pestaggio a Torino e il salvataggio del collega

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Il coraggio di un poliziotto: la verità sul pestaggio a Torino e il salvataggio del collega
Il coraggio di un poliziotto: la verità sul pestaggio a Torino e il salvataggio del collega
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Torino, 3 febbraio 2026 – La testimonianza del poliziotto aggredito durante la manifestazione a Torino e del collega che lo ha salvato fa luce su quanto successo sabato scorso in via Po, nel cuore del corteo in sostegno al centro sociale Askatasuna. Alessandro Calista, 29 anni, agente della Polizia di Stato, ha parlato per la prima volta dopo il brutale pestaggio tra la folla. “Doveva essere una manifestazione pacifica, invece è finita nel caos. Ora sto bene, ma resto amareggiato”, ha detto Calista in un video diffuso dalla questura.

Aggressione, la versione dei protagonisti

Calista racconta che la situazione è precipitata in fretta: “La manifestazione si è trasformata in violenza. I manifestanti hanno cominciato ad aggredire gli agenti”. Sabato, tra le 17 e le 18, la tensione era palpabile lungo via Po. Gli agenti cercavano di tenere sotto controllo il corteo, ma l’atmosfera è diventata rovente. “Penso che chiunque avrebbe avuto paura, ma grazie all’addestramento sono riuscito a gestire la situazione al meglio”, ha aggiunto il poliziotto, ancora scosso.

Le immagini che girano sui social e sui media mostrano Calista a terra, colpito da calci e oggetti contundenti – tra cui, secondo le prime ricostruzioni, anche un martello. Il video è diventato virale in poche ore. Ma l’agente tiene a chiarire: “Non è vero che i colleghi non c’erano. Erano vicino a me, ma gli attacchi arrivavano da tutte le parti. Cercavano di contenere il tutto”. In quella confusione, Calista è rimasto isolato e travolto.

Il salvataggio, la parola del collega

A tirarlo fuori da quel caos è stato Lorenzo Virgulti, anche lui agente durante il corteo. “Ringrazio il mio collega, mio fratello, il mio angelo custode che mi ha tirato via e mi ha salvato la vita”, ha detto Calista nel video. Virgulti, sentito dalla polizia poche ore dopo, ha ripercorso quei momenti concitati: “I ricordi sono ancora confusi. Eravamo in mezzo agli scontri da un po’, ma in quel momento ci siamo trovati accerchiati. È stata una situazione molto intensa, sono saltati tutti gli schemi”, ha spiegato.

Quando ha visto Calista a terra, Virgulti non ha esitato: “Sono corso da lui e l’ho protetto come avrebbe fatto qualsiasi collega”. Racconta che il resto della squadra era poco dietro: “Sono arrivato qualche secondo prima degli altri. Poco dopo sono arrivati tutti, impegnati in altri scontri con centinaia di manifestanti”. Un dettaglio che smentisce le voci circolate dopo l’aggressione.

Indagini e reazioni ufficiali

Per l’aggressione a Calista è stato identificato un ragazzo di 22 anni di Grosseto, ora indagato. La Digos sta esaminando i video raccolti durante la manifestazione per scovare altri responsabili. Secondo fonti investigative, sarebbero almeno tre le persone coinvolte direttamente nel pestaggio.

Dal fronte istituzionale, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso “vicinanza agli agenti feriti” e chiesto “tolleranza zero contro ogni violenza durante le manifestazioni”. Intanto in città non si placano le polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla presenza delle forze dell’ordine in piazza. Alcuni testimoni parlano di scene di panico tra i passanti; altri dicono che la tensione era già alta ore prima.

Torino dopo gli scontri: una città ancora scossa

Il giorno dopo, a Torino, resta alta la tensione tra polizia e gruppi antagonisti legati ai centri sociali. In via Po, vicino a piazza Castello, si vedono ancora i segni degli scontri: vetrine rotte, resti di fumogeni a terra, qualche cartello strappato. I commercianti raccontano di aver abbassato le saracinesche nel tardo pomeriggio, temendo il peggio.

“Non è la prima volta che succede qualcosa del genere”, racconta Marco, titolare di una libreria a due passi dal luogo dell’aggressione. “Ma vedere un agente a terra così lascia il segno”. Nel frattempo, la procura di Torino continua gli accertamenti per ricostruire esattamente cosa è successo e per capire se ci sono responsabilità anche tra gli organizzatori del corteo.

La voce degli agenti e il nodo sicurezza

Per Calista e Virgulti resta il rammarico per una giornata che doveva andare diversamente. “L’addestramento serve proprio a gestire la paura e a mantenere la calma in momenti così difficili”, ha concluso Virgulti. Un messaggio che suona come un monito – o forse una richiesta di attenzione – in una città che fatica ancora a trovare un equilibrio tra il diritto a protestare e la sicurezza pubblica.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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