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Zelensky: l’attacco al bus svela la brutalità russa

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Zelensky: l'attacco al bus svela la brutalità russa
Zelensky: l'attacco al bus svela la brutalità russa
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Dnipro, 1 febbraio 2026 – Un attacco missilistico russo ha colpito questa mattina un autobus di linea nella regione di Dnipro, nell’Ucraina orientale, causando almeno 15 morti e diversi feriti. È successo intorno alle 8.30, lungo la strada che collega il villaggio di Synelnykove al capoluogo regionale. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l’episodio “un crimine emblematico” in un messaggio pubblicato su Telegram.

Missile su un autobus: almeno 15 vittime nella regione di Dnipro

Le autorità ucraine riferiscono che il missile ha centrato l’autobus mentre trasportava lavoratori e studenti diretti in città. Sul posto sono arrivati i soccorritori del servizio di emergenza statale, che hanno lavorato a lungo tra le lamiere contorte per trovare superstiti e recuperare i corpi. “Abbiamo sentito un boato fortissimo, poi le urla”, ha raccontato un residente che ha assistito ai soccorsi. Le immagini diffuse mostrano il mezzo completamente distrutto, circondato da detriti.

Zelensky punta il dito contro Mosca: “Il male deve fermarsi”

Nel suo messaggio, Zelensky accusa direttamente la Russia di aver aumentato la frequenza degli attacchi contro obiettivi civili. “L’attacco russo di oggi a un autobus nella regione di Dnipro è un crimine emblematico. È chiaro che la Russia è responsabile di questa escalation. Il male deve fermarsi”, ha scritto il presidente. Parole dure, arrivate poche ore dopo l’ennesimo bombardamento che colpisce la popolazione civile in una zona già duramente provata dalla guerra.

Come è avvenuto l’attacco: indagini in corso

Il governatore regionale Serhiy Lysak ha spiegato che l’autobus è stato colpito da un missile a corto raggio lanciato dalle forze russe nelle prime ore del mattino. “Stiamo ancora cercando di identificare tutte le vittime”, ha detto Lysak ai giornalisti presenti sul luogo. Le autorità hanno aperto un’inchiesta per capire bene cosa è successo, se il mezzo fosse un bersaglio preciso o se si sia trattato di un errore. Al momento non ci sono dettagli ufficiali sul tipo di missile usato.

La reazione internazionale e la tensione che cresce

La notizia dell’attacco ha fatto rapidamente il giro del mondo. Peter Stano, portavoce dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, ha espresso “profondo cordoglio” per le vittime e ha ribadito la condanna degli attacchi contro i civili. “Questi fatti dimostrano quanto sia urgente fermare l’escalation”, ha detto Stano in una nota da Bruxelles. Anche il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha chiesto il rispetto del diritto internazionale e la protezione delle persone non coinvolte nel conflitto.

Dnipropetrovsk sotto assedio: la vita tra sirene e paura

La regione di Dnipropetrovsk è da mesi sotto pressione per i continui bombardamenti russi. Solo nell’ultima settimana, dicono i dati dell’amministrazione locale, ci sono stati almeno cinque attacchi missilistici contro zone civili e residenziali. Molti abitanti hanno lasciato i villaggi più esposti. Chi resta vive con il rumore delle sirene e si rifugia in scantinati improvvisati nelle scuole o nelle palestre.

Zelensky chiama in causa la comunità internazionale

Nel suo discorso, Zelensky ha rilanciato l’appello agli alleati occidentali per aumentare il supporto militare e umanitario. “Abbiamo bisogno di sistemi di difesa aerea più efficaci per proteggere la nostra gente”, ha detto il presidente. Nel frattempo, a Dnipro, cresce la solidarietà: volontari distribuiscono coperte e generi di prima necessità alle famiglie colpite, mentre le bandiere ucraine sventolano a mezz’asta sugli edifici pubblici.

La giornata si è chiusa con una veglia silenziosa davanti all’ospedale cittadino. Tra candele accese e volti segnati dalla fatica, parenti e amici delle vittime aspettano notizie sui feriti ricoverati. Un silenzio rotto solo dal rumore delle ambulanze che continuano ad arrivare.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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