Roma, 1 febbraio 2026 – Ieri all’Università Campus Bio-Medico di Roma è partita la XVIII edizione del Master Universitario di II livello in Homeland Security. Una giornata intensa, con i migliori esperti del settore, ha segnato l’inizio di un percorso formativo pensato per preparare professionisti pronti a fronteggiare le nuove sfide della sicurezza nazionale e della transizione digitale, in un’Europa che si fa ogni giorno più complicata.
Sicurezza nazionale, formazione al passo con i tempi
Il master, organizzato da UCBM Academy e guidato dal professor Roberto Setola, ordinario di Automatica alla facoltà di ingegneria, è ormai un punto di riferimento per chi lavora nella prevenzione e gestione delle minacce cyber. “Siamo alla diciottesima edizione – ha detto Setola – e il nostro obiettivo resta chiaro: offrire una preparazione che unisca sicurezza fisica, logica e digitale. Nessuno può farcela da solo, serve una collaborazione vera tra pubblico e privato. La sicurezza non è una spesa, ma un investimento”. Un messaggio che è tornato più volte nel corso della giornata, tra interventi tecnici e storie di chi è in prima linea ogni giorno.
Europa e digitale: tra sfide e opportunità
Al centro dell’attenzione anche la transizione digitale e le tecnologie abilitanti, temi affrontati da Donatella Proto, direttore generale della direzione tecnologie abilitanti del Mimit. “L’innovazione non riguarda solo i soldi – ha spiegato Proto – ma anche le competenze e le regole. Solo puntando sulla formazione e sulla collaborazione tra università e imprese possiamo far restare l’Europa competitiva”. Per Proto, la rapidità con cui cambiano le cose nel mondo impone a Europa e Italia di rafforzare le proprie capacità, soprattutto in settori strategici come la sicurezza informatica.
Pubblico e privato insieme: il caso Intesa Sanpaolo
Tra i partner del master c’è anche Intesa Sanpaolo, che dal 2022 sostiene il progetto. Antonio De Vita, ex generale dei Carabinieri e chief security officer del gruppo bancario, insieme a Francesco Zio ed Elisa Zambito Marsala, ha spiegato l’importanza di questa collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico. “In un mondo sempre più complicato, dal punto di vista geopolitico e tecnologico – ha detto Zambito Marsala – la sicurezza è un elemento chiave. Investire in alta formazione significa rendere le imprese più resilienti e preparare professionisti capaci di affrontare le sfide globali”.
Istituzioni in campo per la sicurezza cibernetica
Non sono mancati i contributi delle istituzioni. Il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha incontrato gli studenti del master sottolineando che “la sicurezza ormai riguarda tutti: territori, comunità e aziende. Solo lavorando insieme, pubblico e privato, si può migliorare davvero la qualità della vita”. Un’idea ripresa anche da Ivano Gabrielli, direttore del servizio della Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica: “La sicurezza cibernetica è oggi uno degli asset più importanti per la sovranità degli Stati. Proteggere infrastrutture critiche e spazi digitali è una priorità nelle agende politiche occidentali. I professionisti formati qui sanno muoversi tra aspetti tecnici e norme giuridiche”.
Un percorso per la sicurezza del domani
Il master in Homeland Security UCBM si sviluppa tra lezioni, tirocini e project work, per un totale di 60 crediti formativi universitari (CFU) e 1500 ore complessive. In sedici anni sono stati più di 450 i professionisti formati, oggi impegnati nelle principali aziende italiane, dove garantiscono la sicurezza delle infrastrutture strategiche. “I nostri ex studenti – ha confidato Setola – portano sul campo quanto imparato qui, dando un contributo concreto allo sviluppo del Paese”.
La giornata inaugurale si è chiusa con lo sguardo rivolto al futuro: tra nuove norme, mancanza di esperti specializzati e minacce globali sempre più complesse, la formazione resta la vera chiave per rafforzare la posizione di Italia ed Europa nella sicurezza digitale. Un percorso che parte dalle aule universitarie ma si misura ogni giorno nelle aziende, nelle istituzioni e nelle comunità.










