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Partite Iva: i settori in crescita e gli errori da evitare per chi inizia nel 2024

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Partite Iva: i settori in crescita e gli errori da evitare per chi inizia nel 2024
Partite Iva: i settori in crescita e gli errori da evitare per chi inizia nel 2024
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Milano, 1 febbraio 2026 – Aprire una Partita Iva in Italia sta diventando una scelta sempre più comune, soprattutto nei primi mesi dell’anno. Un dato su tutti lo conferma: quasi il 38% delle nuove aperture si concentra tra gennaio e marzo, secondo un’analisi di Fidocommercialista, servizio specializzato in consulenza fiscale. Non è solo una moda, ma una strategia ben precisa. Scegliere il momento giusto può davvero far risparmiare migliaia di euro nei primi anni di attività.

Aprire la Partita Iva: quando conviene davvero

Lo studio, che ha coinvolto quasi 9mila clienti, mostra chiaramente come freelance e aspiranti imprenditori preferiscano partire all’inizio dell’anno. “Il momento in cui si apre la Partita Iva può fare una grande differenza,” spiega Nicola Primieri, cofondatore di Fidocommercialista. “Anche uno spostamento di poche settimane può tradursi in migliaia di euro in più o in meno di tasse nei primi anni.”

Il motivo principale è il regime forfettario, riservato a chi non supera gli 85.000 euro di ricavi annui. L’imposta sostitutiva è del 15%, ma si abbassa al 5% per i primi cinque anni se si rispettano i requisiti da start-up. Un dettaglio spesso trascurato è che le agevolazioni valgono per anno fiscale intero, non per mesi effettivi di lavoro. “Se apri a novembre o dicembre, consumi un anno intero di aliquota ridotta, ma lavori solo poche settimane,” avverte Primieri.

Gennaio, febbraio e marzo: i mesi da non sbagliare

Per chi vuole sfruttare al massimo le agevolazioni fiscali e tenere sotto controllo i flussi di cassa, i primi tre mesi dell’anno sono il momento migliore. “Chi apre a gennaio può usare il regime agevolato per tutto l’anno, pianificare meglio i ricavi e gestire con più calma le entrate e le uscite,” aggiunge Primieri. Al contrario, chi parte a fine anno si trova spesso a dover pagare subito contributi e tasse, senza aver ancora incassato nulla.

Questa scelta è legata anche ai nuovi trend del lavoro autonomo. Sempre più professionisti si buttano su settori in crescita come sviluppo software, intelligenza artificiale, marketing digitale, consulenza online ed e-commerce. “Sono settori dove non serve un grande investimento iniziale, ma le possibilità di crescita sono alte,” sottolinea Primieri. Qui la Partita Iva diventa lo strumento ideale per cogliere nuove opportunità con flessibilità.

Gli errori più comuni da evitare

Aprire una Partita Iva può sembrare semplice, ma dietro ci sono dettagli fiscali importanti. Il team di Fidocommercialista segnala tre errori che si ripetono spesso. Primo, sottovalutare quanto conta il momento dell’apertura. “Ogni anno di agevolazione fa la differenza,” dice Primieri, “posticipare significa perdere una fetta consistente di vantaggi.”

Un altro errore è pensare che aprire a dicembre blocchi il regime agevolato. In realtà, chi parte a fine anno deve comunque affrontare contributi e scadenze, spesso senza guadagni. “Ha senso solo se ci sono già contratti o entrate certe,” avverte Primieri, “altrimenti si rischia di pagare subito per guadagnare poco.”

Infine, molti scelgono il regime fiscale senza considerare il periodo di apertura. “Pianificare insieme tempi e regime permette di sfruttare al massimo le agevolazioni e evitare sorprese,” conclude Primieri.

Consulenza e pianificazione: la chiave del successo

In un sistema ancora complicato e in continuo cambiamento, affidarsi a un consulente esperto è fondamentale. La scelta di aprire all’inizio dell’anno non è casuale, ma il segno di una maggiore consapevolezza fiscale tra chi decide di mettersi in proprio. Ogni caso però è diverso. Solo valutando bene numeri e tempi si può partire davvero con il piede giusto.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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