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Milano-Cortina: l’eredità delle infrastrutture trasforma il mercato immobiliare

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Milano-Cortina: l'eredità delle infrastrutture trasforma il mercato immobiliare
Milano-Cortina: l'eredità delle infrastrutture trasforma il mercato immobiliare
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Milano, 1 febbraio 2026 – Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 stanno lasciando un’impronta chiara sulla città e sulle zone vicine. Non è solo una questione di sport: il mercato immobiliare, il commercio e l’appeal internazionale di Milano stanno cambiando sotto i nostri occhi. Fabiana Megliola, a capo dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, intervistata da Adnkronos/Labitalia, parla di una vera e propria “vetrina internazionale” che sta trasformando interi quartieri e richiamando nuovi investimenti.

Olimpiadi e mercato immobiliare: cosa sta succedendo davvero

Nel primo semestre del 2025, i prezzi degli immobili a Rogoredo sono saliti del 16%. Megliola spiega che gran parte di questo aumento è dovuto agli investitori che hanno puntato su questa zona in vista delle Olimpiadi. “La maggior parte ha scelto Rogoredo Vecchia, con case costruite prima del ’67 che si vendono intorno ai 3.000 euro al metro quadro”, dice. Qui si comprano soprattutto bilocali tra i 140 e i 150 mila euro. Ma l’interesse non si è fermato a Rogoredo. Anche l’area intorno a via Ripamonti ha attirato l’attenzione, pur mantenendo prezzi più stabili.

Una delle eredità più concrete delle Olimpiadi sarà il nuovo studentato nell’ex Villaggio Olimpico: 1.700 posti letto che saranno disponibili nei prossimi anni. Questa struttura cambierà l’offerta abitativa per studenti e giovani lavoratori, rivoluzionando la geografia delle case in città.

Turismo e commercio: la spinta delle Olimpiadi

L’effetto delle Olimpiadi si fa sentire anche sul turismo e sul commercio. Sono attesi circa 2,5 milioni di visitatori, molti stranieri, che resteranno in città per una media di tre notti. Un flusso che darà una spinta al settore alberghiero, ai ristoranti e ai negozi. “Il commercio, compresa la ristorazione, ne uscirà rafforzato”, sottolinea Megliola. Già nel primo semestre del 2025, il retail milanese ha mostrato segnali di ripresa, soprattutto nelle zone centrali frequentate dai turisti.

Via Torino resta uno dei punti caldi per la ristorazione, anche da asporto, con prezzi di vendita tra i 6.500 e i 14.500 euro al metro quadro e affitti che variano da 550 a 1.400 euro al metro quadro all’anno. “Negli ultimi mesi si è visto un aumento delle attività commerciali proprio nelle aree più battute dai visitatori”, aggiunge Megliola.

Quartieri vicini ai siti olimpici: nuovi poli di interesse

Anche nelle zone più vicine ai luoghi delle gare si respira un clima di fermento. L’area della Fondazione Prada sta diventando un polo per gallerie d’arte e organizzatori di eventi, con affitti che si aggirano tra i 200 e i 250 euro al metro quadro all’anno. Poco distante, su corso di Porta Romana, stanno aprendo nuovi servizi alla persona e ristoranti, con canoni di locazione tra i 320 e i 600 euro al metro quadro.

L’interesse resta alto anche per i locali commerciali nelle zone di via Marghera, via Ravizza e via Sanzio, dove sono nate diverse attività legate al cibo. Qui gli affitti vanno da 500 a 1.000 euro al metro quadro all’anno; chi vuole comprare deve mettere in conto circa 10 mila euro al metro quadro.

Cosa aspettarsi per il 2026

Guardando avanti, le previsioni indicano una crescita moderata ma costante dei prezzi degli immobili a Milano. “Per il 2026 prevediamo un aumento tra il +2% e il +4%”, dice Megliola. A spingere questo trend ci sarà soprattutto l’interesse degli acquirenti stranieri e la ricchezza che i Giochi Olimpici porteranno, parte della quale finirà per essere reinvestita nel mercato immobiliare, sia residenziale che commerciale.

Insomma, le Olimpiadi stanno già cambiando Milano. Non solo con nuove infrastrutture o grandi eventi, ma soprattutto trasformando giorno dopo giorno quartieri e opportunità per chi vive e investe in città.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

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