Roma, 31 gennaio 2026 – Questa mattina, su invito del presidente della commissione Giustizia, Ciro Maschio, il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha partecipato all’audizione sulla riforma della professione di dottore commercialista e di esperto contabile, in corso alla Camera dei Deputati. Al centro del confronto c’era il Disegno di legge delega c. 2628 del Governo, una tappa importante, secondo Alemanno, per mettere sotto tutela le attività dei tributaristi, soprattutto quelli riconosciuti dalla legge 4/2013.
Una tutela mai vista prima per i tributaristi
Durante l’audizione, Alemanno ha ringraziato il presidente Maschio per l’invito e il Governo per aver inserito nel testo un riferimento esplicito a protezione delle attività dei professionisti ex legge 4/2013. “È un riconoscimento importante – ha detto – che dà valore al ruolo dei tributaristi nel sistema professionale italiano”. Il riferimento è all’articolo 2, lettera a, dove si parla chiaramente della necessità di tutelare le professioni associative.
Non solo parole. Alemanno ha sottolineato un passaggio chiave della relazione alla delega: il Governo non dovrà creare nuove competenze per dottori commercialisti ed esperti contabili, ma semplicemente censire quelle già previste dalla legge. “Un principio che condividiamo al 100% – ha aggiunto – perché evita riserve che danneggiano la concorrenza e i contribuenti”. Questa impostazione, secondo Alemanno, è dettata anche dalle regole europee, come la direttiva UE 2018/958 recepita con il decreto legislativo 142/2020, e dalle osservazioni della Corte dei Conti Europea che hanno criticato troppe attività riservate.
Il tributarista: un ruolo chiaro e definito dalla legge
“Non abbiamo mai messo in discussione le attività riservate ai dottori commercialisti e agli esperti contabili”, ha chiarito Alemanno davanti alla commissione. “Non entriamo nel merito di funzioni come l’adempimento collaborativo o la gestione della crisi d’impresa, che spettano a queste categorie”. Però, ha precisato, il tributarista qualificato esercita legittimamente attività professionali libere, senza riserve, basandosi su norme precise.
Tra queste, ha ricordato, ci sono il ruolo di intermediario fiscale abilitato e l’assistenza ai contribuenti durante verifiche e accertamenti fiscali. Ha citato anche la possibilità per i tributaristi di iscriversi all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio (CTU) e dei periti nei tribunali, come ausiliari del giudice. “Sono solo alcuni esempi – ha concluso – ma mostrano come il nostro ruolo sia definito dalla legge”.
Giustizia e concorrenza: cosa dicono le sentenze
Un altro tema centrale affrontato da Alemanno riguarda la tutela delle professioni ex legge 4/2013 inserita per la prima volta in una riforma dell’ordinamento dei commercialisti e degli esperti contabili. Questa novità nasce anche dal fatto che la legge 4/2013 è successiva alle norme precedenti.
Il presidente dell’Int ha ricordato la recente sentenza del Consiglio di Stato n. 9408/2024, che ha confermato la legittimità di un sistema professionale che include sia gli Ordini sia le associazioni. “Un assetto che rispetta il principio della concorrenza”, ha commentato. In questo quadro, la tutela specifica delle attività svolte dai tributaristi associativi diventa “necessaria e giusta”.
Prossimi passi: una memoria per chiarire il ruolo del tributarista
Al termine dell’audizione, Alemanno ha annunciato l’intenzione di inviare alla Commissione una memoria scritta, già pronta ma da aggiornare in base agli interventi degli altri auditi. Nel documento saranno messe in luce le sentenze di Cassazione e della Corte Costituzionale che confermano l’importanza per il tributarista di comunicare chiaramente il proprio status professionale. “Serve evitare fraintendimenti e sovrapposizioni con altre figure”, ha spiegato.
La memoria ribadirà anche la legittimità dell’attività libera per le professioni non soggette a riserva o per cui la legge prevede specifiche abilitazioni. Un punto fondamentale, secondo Alemanno, per garantire trasparenza e correttezza nei rapporti tra professionisti e cittadini.










