Milano, 29 gennaio 2026 – La filiera legno-arredo italiana chiude il 2025 con un bilancio che, tra luci e ombre, conferma una buona tenuta. Secondo i dati preliminari del Centro Studi di FederlegnoArredo, il fatturato alla produzione ha raggiunto i 52,2 miliardi di euro, con un aumento dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Questi numeri sono stati illustrati stamattina a Milano, durante la conferenza stampa che ha aperto il conto alla rovescia per il prossimo Salone del Mobile.Milano, in programma ad aprile.
Mercato interno in crescita, export senza grandi scossoni
A spingere il settore è stato soprattutto il mercato interno, che ha reagito bene nonostante il graduale calo degli incentivi fiscali per la riqualificazione degli immobili. I dati di FederlegnoArredo parlano chiaro: la domanda interna è salita dell’1,8%, arrivando a 32,9 miliardi di euro. Come ha spiegato il presidente Claudio Feltrin, “le nostre imprese hanno dimostrato di sapersi muovere in un contesto in continua evoluzione, puntando anche sul settore non residenziale”.
Sull’export, invece, il quadro è più sfumato. Le vendite oltre confine si sono fermate a 19,3 miliardi di euro, pari al 37% del totale, con un piccolo segno più dello 0,4%. Ma non tutti i mercati si comportano allo stesso modo: Francia e Stati Uniti hanno rallentato, mentre la Germania sembra aver invertito la rotta, offrendo qualche speranza in più.
Il settore arredamento tra stabilità e nuove sfide
Entrando nel dettaglio, il cosiddetto macrosistema arredamento – cioè mobili e complementi – ha chiuso il 2025 con un fatturato di 27,7 miliardi di euro, praticamente stabile rispetto al 2024 (+0,6%). La crescita del mercato interno, che ha toccato i 13,5 miliardi (+2,1%), ha bilanciato la leggera flessione dell’export, sceso a 14,2 miliardi (-0,8%). Le esportazioni restano comunque oltre la metà del valore totale del comparto.
Feltrin, parlando davanti a imprenditori e giornalisti nella sede milanese della Federazione, ha sottolineato come “la nostra filiera abbia messo in campo scelte e iniziative che hanno permesso di mantenere la rotta”. Ma ha anche lanciato un monito: “Non si può parlare di una ripresa vera e propria, né sentirsi al sicuro dalle difficoltà che il 2026 già porta con sé. Tuttavia, ci sono segnali positivi su cui concentrare le energie”.
Salone del Mobile.Milano, l’evento da non perdere
L’attesa per il prossimo Salone del Mobile.Milano si respirava già tra i corridoi della conferenza. L’evento, che si terrà dal 14 al 19 aprile ai padiglioni di Rho Fiera, resta un punto di riferimento mondiale per tutta la filiera. Gli organizzatori prevedono oltre 300mila visitatori da tutto il mondo e più di duemila espositori. Un’occasione importante per rafforzare i legami con i mercati esteri e mostrare le ultime novità in tema di design e sostenibilità.
“Il Salone è una vetrina indispensabile”, ha ricordato Feltrin. “In un momento globale ancora incerto, serve mantenere alta la presenza italiana sui mercati esteri e puntare su innovazione e qualità”.
2026 tra prudenza e voglia di reagire
Per i mesi a venire, il settore resta guardingo. Le incertezze legate all’economia – dall’inflazione ai tassi d’interesse, passando per le tensioni geopolitiche – pesano sulle decisioni delle aziende. Eppure, dai dati emerge una fiducia cauta: “Dobbiamo sostenere le nostre imprese”, ha concluso Feltrin. “Solo così potremo affrontare le sfide che ci aspettano”.
In sintesi, la filiera legno-arredo italiana chiude il 2025 con risultati solidi ma senza facili entusiasmi. La strada per una crescita stabile è ancora lunga. Tuttavia, la capacità di adattarsi delle imprese, unita all’energia del Salone del Mobile, lascia intravedere qualche spiraglio positivo per il futuro.










