Parigi, 27 gennaio 2026 – Nelle prime ore di oggi, l’Assemblea nazionale francese ha dato il via libera a un disegno di legge che vieta ai minori di 15 anni l’accesso ai social media, con l’obiettivo dichiarato di proteggere la salute dei più giovani. Il provvedimento, sostenuto dal governo e definito “un passo importante” dal presidente Emmanuel Macron, ha raccolto 130 voti favorevoli contro 21 contrari. Ora il testo passerà al Senato. Se sarà approvato definitivamente, la Francia sarà il primo Paese europeo a imporre un limite di età così rigido per l’uso delle piattaforme digitali.
Notte di voto e priorità per l’Eliseo
La discussione si è protratta fino a notte fonda nell’emiciclo di Palais Bourbon. Alle 2:17 di stamattina, la presidente dell’Assemblea ha annunciato il risultato: 130 sì, 21 no. Secondo fonti parlamentari, il voto riflette la crescente preoccupazione per gli effetti dei social sulla salute mentale degli adolescenti. “È una priorità per il Paese”, ha ribadito Macron in una nota diffusa dall’Eliseo poco dopo il voto. Il presidente aveva già chiesto un intervento legislativo nei mesi scorsi, dopo una serie di rapporti allarmanti su cyberbullismo e dipendenza digitale tra i più giovani.
Cosa cambia con la nuova legge
Il testo stabilisce che nessun minore di 15 anni potrà iscriversi o usare piattaforme come Instagram, TikTok, Facebook e Snapchat senza il consenso esplicito dei genitori o tutori legali. Le aziende dovranno adottare sistemi più severi per verificare l’età, rischiando multe in caso di mancato rispetto. “Non vogliamo demonizzare la tecnologia”, ha detto la ministra della Salute Aurore Bergé durante il dibattito, “ma proteggere i ragazzi da rischi concreti”. Il provvedimento prevede anche campagne informative nelle scuole e un monitoraggio annuale per valutare l’efficacia delle misure.
Reazioni tra scetticismi e consensi
Le reazioni non si sono fatte attendere. L’opposizione ha sollevato dubbi sulla reale applicabilità della legge. “Potremmo creare un divario digitale tra chi riesce a superare i controlli e chi no”, ha osservato il deputato socialista Jérôme Guedj. Tra i genitori, invece, c’è chi ha accolto la notizia con sollievo. Sandrine, madre di due adolescenti nel quartiere Marais, ha detto: “Era ora che qualcuno facesse qualcosa”. Più scettici gli studenti: “Troveremo comunque il modo”, ha ammesso Maxime, 14 anni, uscendo dal liceo Voltaire.
La Francia apre la strada in Europa
Se il Senato confermerà il testo nelle prossime settimane – il dibattito è previsto per metà febbraio – la Francia sarà il primo Paese dell’Unione Europea a fissare un limite così netto. Oggi, la maggior parte degli Stati si affida alle regole delle piattaforme, che di solito fissano l’età minima tra i 13 e i 16 anni, ma senza controlli rigorosi. “Stiamo tracciando una strada nuova”, ha sottolineato la relatrice del provvedimento, Caroline Janvier (Renaissance), “e speriamo che altri la seguano”.
Le sfide per far rispettare il divieto
Rimangono però molti dubbi sull’effettiva applicazione della norma. Gli esperti di diritto digitale avvertono che i sistemi di verifica dell’età sono facilmente aggirabili. “Senza una collaborazione internazionale e strumenti tecnologici più avanzati, rischiamo che la legge rimanga solo sulla carta”, ha spiegato l’avvocato specializzato François Coudert. Il governo francese punta invece a un percorso graduale: controlli più serrati, informazione e un dialogo continuo con le piattaforme.
Un dibattito che non si chiuderà qui
La questione della protezione dei minori online resta al centro del dibattito pubblico. Un sondaggio Ifop pubblicato ieri da Le Monde mostra che oltre il 70% dei genitori francesi è favorevole a misure più rigide sui social media. Ma tra gli adolescenti cresce il malumore. “Ci sentiamo esclusi”, ha detto Léa, 13 anni, “come se non fossimo in grado di decidere da soli”. Solo il tempo dirà se la legge riuscirà davvero a cambiare le abitudini digitali dei giovani o resterà un segnale politico.










