Washington, 23 gennaio 2026 – Il Board of Peace, l’organismo nato su spinta degli Stati Uniti per promuovere la cooperazione internazionale in materia di sicurezza, potrebbe allargarsi presto con nuovi membri europei. A dirlo è stato Donald Trump, presidente americano, durante un colloquio con i giornalisti a bordo dell’Air Force One ieri sera. Secondo diverse fonti statunitensi, Trump ha spiegato che sia Italia che Polonia hanno manifestato la volontà di entrare, anche se – ha sottolineato – dovranno prima chiudere alcune formalità.
Trump apre alla possibile adesione di Italia e Polonia
Mentre rientrava da una visita ufficiale in Texas, Trump ha risposto alle domande sul futuro del Board of Peace. “L’Italia e la Polonia mi hanno detto che vogliono far parte”, ha detto. I due Paesi, ha aggiunto, stanno ancora “sistemando le pratiche necessarie”. Non sono stati forniti dettagli sulle tempistiche o sulla natura di queste procedure, ma fonti diplomatiche a Washington parlano di un percorso che potrebbe concludersi nelle settimane a venire.
La notizia arriva in un momento delicato per l’Europa. L’Italia, guidata dalla premier Giorgia Meloni, e la Polonia, con il nuovo governo di Donald Tusk, stanno rinsaldando i legami con gli Stati Uniti dopo mesi di tensioni interne all’Unione Europea. Entrare nel Board of Peace sarebbe, secondo chi segue da vicino la Casa Bianca, un segnale forte di vicinanza politica e strategica a Washington.
Francia nel mirino: “Penso che vorrà aderire”
Nella stessa chiacchierata, Trump ha fatto capire che anche la Francia potrebbe voler entrare nel Board. “Penso che la Francia vorrà farlo”, ha detto, senza però entrare nel merito di eventuali contatti ufficiali con l’Eliseo. Da Parigi, per ora, nessuna conferma né smentita. Un diplomatico francese contattato da Le Monde ha commentato solo che “la questione è all’attenzione delle autorità”.
Il Board of Peace, nato l’anno scorso su iniziativa americana, vuole essere una piattaforma stabile di dialogo tra le grandi democrazie occidentali su temi come la sicurezza globale, la lotta al terrorismo e la gestione delle crisi internazionali. Al momento ne fanno parte Stati Uniti, Regno Unito e Canada. L’ingresso di nuovi Paesi europei rappresenterebbe un salto importante per il progetto.
Iter formale e primi segnali da Roma e Varsavia
Fonti vicine al governo italiano raccontano che lunedì mattina a Palazzo Chigi si è tenuta una riunione riservata per discutere l’adesione al Board of Peace. “Siamo interessati a partecipare”, ha detto un consigliere diplomatico della premier Meloni, “ma ci sono passaggi tecnici da chiudere”. Anche da Varsavia arrivano segnali simili: il ministro degli Esteri polacco ha sottolineato che “collaborare con gli Stati Uniti è una priorità”, senza però sbilanciarsi sui tempi.
In Europa, la notizia ha suscitato reazioni miste. Alcuni funzionari della Commissione UE hanno espresso dubbi sulla creazione di organismi paralleli alle strutture già esistenti, come il Consiglio Europeo o la NATO. Ma secondo esperti dell’Atlantic Council, l’iniziativa americana potrebbe rafforzare il coordinamento transatlantico in un momento segnato da nuove tensioni geopolitiche.
Cosa ci aspetta: scenari e incognite
Resta da vedere se l’apertura del Board of Peace ai Paesi europei si tradurrà davvero in un allargamento nei prossimi mesi. Gli osservatori dicono che molto dipenderà dalle mosse della Francia e dalla posizione della Germania, finora rimasta in disparte. Trump, da parte sua, sembra deciso a dare una svolta alla politica estera americana in vista delle elezioni di novembre.
“Stiamo lavorando per un mondo più sicuro”, ha ribadito il presidente prima dell’atterraggio a Washington. Solo allora si capirà se il Board of Peace diventerà davvero un nuovo punto di riferimento per la cooperazione internazionale o resterà un club ristretto agli alleati più stretti degli Stati Uniti.










