Cefalù, 23 gennaio 2026 – Il secondo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia attivato a Cefalù dall’università UniCamillus in collaborazione con la Fondazione Giglio è ormai a pieno ritmo. Un passo importante per la formazione sanitaria in Sicilia. Sono 71 le nuove matricole che si aggiungono ai 55 studenti del primo anno, per un totale di 126 iscritti. Un numero che, dicono i vertici delle due istituzioni, conferma il radicamento dell’ateneo nel territorio e l’impatto sociale ed economico atteso dal progetto.
Cefalù, una università che cresce e investe
Il polo didattico di Cefalù, ospitato all’interno dell’ospedale della Fondazione Giglio, coinvolge oggi 41 docenti in diverse discipline mediche. A supporto dell’attività ci sono anche tre persone che si occupano della parte organizzativa. “Stiamo vedendo i primi risultati concreti – spiega Victor Mario di Maria, presidente del Cda del Giglio – che dimostrano la validità di un progetto che farà del Giglio non solo un punto di riferimento per la cura, ma anche per la formazione e la ricerca”.
La presenza dell’università apre nuove porte ai giovani siciliani. Nel primo anno sono state assegnate 13 borse di studio, per un totale di 60mila euro, destinate a studenti meritevoli residenti in Sicilia. L’idea, spiegano i promotori, è di tenere i talenti locali e frenare la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
Ricerca e innovazione: le nuove sfide di Cefalù
Non c’è solo la didattica. Il polo di Cefalù si distingue anche per la sua attività di ricerca, grazie alla collaborazione tra professionisti della Fondazione Giglio e UniCamillus. Sono in corso due progetti importanti: uno ha portato alla creazione di un consorzio per una call europea Horizon, l’altro è un partenariato per un bando della Regione Siciliana. In quest’ultimo progetto sono coinvolte anche due aziende, Promed22 e Gesan, oltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e all’Università di Messina.
“Si stanno creando le condizioni per trattenere i nostri giovani talenti e far nascere un indotto economico importante per le Madonie”, sottolineano Di Maria e Gianni Profita, rettore di UniCamillus e vicepresidente del Giglio. Un richiamo all’impatto che la presenza universitaria può avere sull’economia e sui servizi del territorio.
Regione Siciliana, un sostegno decisivo
Senza il supporto della Regione Siciliana, dicono i vertici, questo percorso non sarebbe stato possibile. “Questo risultato – ribadiscono Di Maria e Profita – è frutto della volontà e del sostegno deciso del presidente della Regione, Renato Schifani, che ha spinto con forza per portare avanti questo progetto e migliorare la sanità in Sicilia”.
L’UniCamillus ha trovato casa proprio dentro l’ospedale Giglio, dove sono stati allestiti spazi per le lezioni e laboratori per la ricerca. Un dettaglio che conta: studiare e lavorare a stretto contatto con la realtà clinica permette agli studenti di fare esperienza fin da subito.
Sanità e formazione, un polo che guarda al futuro
Il progetto, partito nel 2024, vuole consolidare la presenza universitaria nelle Madonie nel lungo periodo. L’aumento degli iscritti di quest’anno è visto come un segnale positivo dagli amministratori e dai responsabili dell’ateneo. “L’università si sta sempre più radicando nel territorio siciliano – confermano Di Maria e Profita – e questo conferma l’impatto sociale ed economico che ci aspettavamo”.
Per molti studenti, studiare in Sicilia è una scelta concreta per il futuro. “Non è solo una questione di numeri – racconta uno studente del secondo anno – ma di sentirsi parte di una comunità che cresce insieme”. Ed è proprio su questo legame locale, fatto di rapporti quotidiani e opportunità condivise, che punta il nuovo corso di medicina a Cefalù.










