Home News Zelensky: l’Europa deve riscoprire la sua volontà politica contro Putin
News

Zelensky: l’Europa deve riscoprire la sua volontà politica contro Putin

Share
Zelensky: l'Europa deve riscoprire la sua volontà politica contro Putin
Zelensky: l'Europa deve riscoprire la sua volontà politica contro Putin
Share

Davos, 22 gennaio 2026 – Volodymyr Zelensky ha aperto il suo intervento al World Economic Forum di Davos con un paragone che ha colpito tutti: la sua vita in Ucraina è come quella del protagonista di “Il giorno della marmotta”. “Nessuno vorrebbe vivere così, a ripetere le stesse cose per settimane, mesi e, ormai, quattro anni”, ha detto il presidente davanti a una platea internazionale, mettendo in luce come il conflitto con la Russia sia bloccato in un limbo senza fine. “È esattamente così che stiamo vivendo adesso. Questa è la nostra realtà”, ha aggiunto, con voce decisa ma segnata dalla stanchezza.

Zelensky sferza l’Europa: manca la volontà politica

Nel suo discorso, Zelensky non ha risparmiato critiche all’Unione Europea, accusata di non avere la vera “volontà politica” per affrontare l’aggressione russa. Ha ringraziato Bruxelles per aver congelato i beni russi, ma ha subito smorzato l’entusiasmo: quando si è trattato di usare quei soldi per aiutare la difesa ucraina, tutto si è bloccato. “Quando è arrivato il momento di mettere a frutto quei fondi per sostenere l’Ucraina, la decisione è stata bloccata”, ha spiegato, lasciando trasparire una chiara delusione per l’immobilismo europeo.

Per Zelensky, il problema va oltre i soldi congelati. Anche l’idea di creare un tribunale internazionale per i crimini di guerra della Russia è ferma da tempo. “Non si è fatto quasi nulla”, ha ammesso, chiedendosi se la causa sia il tempo o, più probabilmente, la mancanza di impegno politico. “L’Europa sembra impantanata nel tentativo di convincere il presidente americano a cambiare rotta. Ma lui non cambierà”, ha aggiunto, riferendosi a Joe Biden e alle difficoltà di ottenere un sostegno più deciso da Washington.

Maduro a processo, Putin ancora libero: il confronto che fa riflettere

Nel suo intervento, Zelensky ha messo in luce una contraddizione internazionale. Ha citato il caso di Nicolás Maduro, presidente del Venezuela sotto processo a New York, per sottolineare che invece Vladimir Putin non è stato ancora chiamato a rispondere davanti a un tribunale. “Maduro è sotto processo a New York, Putin no”, ha osservato, mettendo in evidenza una disparità che pesa su tutta la comunità globale.

Il presidente ucraino ha poi ricordato che siamo ormai al quarto anno di guerra e che Putin continua la sua battaglia anche sul fronte dei beni congelati in Europa. “Putin sta ottenendo qualche risultato”, ha ammesso Zelensky, riferendosi alle difficoltà europee nel trovare un accordo sull’uso delle risorse russe sequestrate. L’Unione Europea, ha spiegato, ha deciso di congelare questi beni senza una scadenza precisa, ma quando si tratta di destinarli concretamente all’Ucraina, tutto si blocca.

Le garanzie di sicurezza e l’incognita Trump

Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina sta lavorando con i partner occidentali sulle garanzie di sicurezza, ma anche qui il cammino non è semplice. “Ringrazio i nostri alleati”, ha detto, “ma serve il via libera di Trump”. Un chiaro riferimento all’incertezza legata alle prossime elezioni negli Stati Uniti e al possibile ruolo dell’ex presidente se dovesse tornare alla Casa Bianca.

“Tutti dicono di essere ottimisti, ma c’è sempre un ‘ma’”, ha concluso Zelensky, mescolando gratitudine e amarezza per il sostegno ricevuto finora. Tra i delegati europei e americani nella sala principale del centro congressi di Davos, c’erano segnali di accordo, ma anche qualche sguardo abbassato.

Un anno dopo, la situazione è ferma

Zelensky ha ricordato come un anno fa, sempre a Davos, avesse chiuso il suo discorso con un appello forte: “L’Europa deve sapere come difendersi”. A distanza di dodici mesi, le sue parole sono le stesse. “È passato un anno e niente è cambiato. Sono costretto a ripetere le stesse cose”, ha detto con un filo di amarezza.

Il presidente ucraino ha lasciato Davos senza nascondere la sua preoccupazione: la guerra continua e la diplomazia internazionale fatica a trovare soluzioni concrete. Nel frattempo, a Kiev si aspetta che dalle parole si passi finalmente ai fatti.

Written by
Mirko Fabrizi

Sono un appassionato narratore di storie di italiani che hanno deciso di intraprendere un viaggio all’estero, sia per lavoro che per dare vita a nuove avventure imprenditoriali. La mia penna si muove tra le esperienze di chi ha lasciato la propria terra d'origine per seguire sogni e aspirazioni, affrontando sfide e scoprendo opportunità in contesti diversi. Credo fermamente nel potere delle storie di ispirare e connettere le persone, e mi piace esplorare come la cultura italiana si intrecci con quella di altri paesi. Con ogni articolo su smetteredilavorare.it, cerco di dare voce a chi ha scelto di cambiare il proprio destino, portando un pezzo d'Italia nel mondo e dimostrando che la passione e la determinazione possono aprire le porte a nuove realtà.

Smettere di Lavorare è un magazine che esplora stili di vita alternativi e indipendenza finanziaria con sezioni su News, Spettacolo & TV, Soldi & Risparmi, Ambiente, Trasferirsi all’estero e Lavorare all’estero.

Info & Comunicati

Per info e comunicati stampa inviare email a: info@smetteredilavorare.it

© 2025 proprietà Influencer Srls - Via Luca Bati 57 - Roma - P.IVA 14920521003

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.