Roma, 22 gennaio 2026 – Oggi al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori. Un’occasione per ribadire quanto sia fondamentale un’azione diplomatica italiana saldamente legata all’Unione europea. “L’Italia non può agire senza l’Europa”, ha detto Mattarella ai giovani funzionari, sottolineando che proteggere la coesione e il prestigio europeo è, in fondo, un interesse nazionale.
Mattarella: Italia e Europa, una strada da percorrere insieme
Nel salone dei Corazzieri, poco dopo le 11, il Capo dello Stato ha accolto i nuovi segretari di legazione – una trentina, molti con il volto emozionato – e ha voluto mettere in luce il legame stretto tra la diplomazia italiana e il progetto europeo. “L’Unione europea deve essere al centro del vostro lavoro diplomatico”, ha detto, guardandoli negli occhi. Non si è trattato di parole di rito: Mattarella ha insistito sul fatto che la reputazione internazionale dell’Italia passa anche attraverso la forza della voce comune europea.
Secondo il presidente, “proteggere la coesione e il prestigio dell’Unione” non è solo un obbligo istituzionale, ma un modo concreto per far valere il ruolo dell’Italia nel mondo. Un messaggio che arriva in un momento delicato, mentre a Bruxelles e nelle capitali europee si discute di allargamento, difesa comune e riforme dei trattati.
Diplomazia con coraggio: difendere principi e diritti
Nel suo discorso, Mattarella ha ricordato anche il lato etico della diplomazia. “La diplomazia deve avere coraggio”, ha detto, “coraggio di difendere posizioni civili che il nostro Paese sostiene, anche quando si scontra con resistenze o opinioni diverse”. Un richiamo chiaro alle sfide di oggi: dalla crisi in Medio Oriente alle tensioni lungo i confini orientali dell’Europa.
Poi ha aggiunto che serve anche “coraggio nel far valere i principi del diritto internazionale quando vengono ignorati o calpestati”. Un passaggio che molti presenti hanno interpretato come un riferimento alle violazioni dei diritti umani in diverse zone del mondo – dalla guerra in Ucraina alle repressioni in Iran – ma anche alle difficoltà che l’Europa incontra nel far rispettare le sue regole.
Giovani diplomatici: tra emozione e responsabilità
Tra i giovani premiati – provenienti da università italiane e straniere – si respirava un’atmosfera carica di emozione. “Sentirsi chiamati a rappresentare l’Italia nel mondo è una grande responsabilità”, ha raccontato a margine dell’incontro Giulia Rinaldi, 28 anni, di Firenze. “Le parole del presidente ci ricordano che non siamo soli: lavoriamo per l’Italia, ma anche per l’Europa”.
Il concorso per Segretari di Legazione è uno dei più selettivi per entrare nella carriera diplomatica italiana. Il corso, dedicato a Boris Biancheri Chiappori, ambasciatore e scrittore scomparso nel 2011, è considerato un passaggio fondamentale per chi sogna di lavorare nelle istituzioni internazionali.
Il Quirinale e la tradizione della diplomazia italiana
L’incontro di oggi si inserisce in una lunga tradizione del Quirinale, attento alla formazione dei nuovi diplomatici. Negli ultimi anni, il presidente Mattarella ha più volte sottolineato l’importanza di una diplomazia “aperta al dialogo ma ferma nei principi”. Un messaggio che trova eco in un mondo segnato da crisi continue e da una competizione sempre più accesa tra grandi potenze.
“Dobbiamo essere pronti a difendere i valori che ci rappresentano”, ha chiuso Mattarella, affidando ai giovani funzionari il compito di mettere in pratica questi principi ogni giorno nelle relazioni internazionali. Un lavoro che, ha ricordato, richiede non solo preparazione ma anche coraggio.










